Certificato carichi pendenti: cos’è e come averlo
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15 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Certificato carichi pendenti: cos’è e come averlo

Il certificato carichi pendenti è diverso dal casellario giudiziale in quanto attesta solo l’esistenza o meno di procedimenti penali in corso: ecco a cosa serve e come si ottiene.

 

Il certificato dei carichi pendenti attesta l’esistenza o meno di procedimenti penali in corso a carico di un determinato soggetto e degli eventuali relativi giudizi di impugnazione [1].

 

Il certificato carichi pendenti, limitandosi ad indicare i procedimenti penali in corso, si distingue dal certificato del casellario giudiziale (generale, civile e penale) il quale attesta l’esistenza di provvedimenti di condanna a carico del soggetto.

 

Nel certificato non sono riportati gli estremi dei procedimenti ancora nella fase delle indagini preliminari o già definiti con archiviazione o con sentenza passata in giudicato.

 

Sono invece riportati gli estremi degli atti con i quali il soggetto ha assunto la qualità di imputato (e non più semplice indagato) e cioè [2]:

 

– richiesta di rinvio a giudizio;

 

– richiesta di giudizio immediato;

 

– richiesta di decreto penale di condanna;

 

–  richiesta di applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari;

 

– decreto di citazione diretta a giudizio e nel giudizio direttissimo.

 

– ogni altro provvedimento giudiziario che decide sull’imputazione, emesso nelle fasi e nei gradi successivi.

 

Ogni provvedimento giudiziario viene iscritto per estratto nel certificato dei carichi pendenti indicando:

 

a) cognome, nome, luogo e data di nascita, codice identificativo della persona cui si riferisce il provvedimento giudiziario; codice identificativo è il codice fiscale per il cittadino italiano e per il cittadino di Stato dell’Unione europea che abbia il domicilio fiscale in Italia;

 

b) numero identificativo del procedimento;

 

c) autorità che ha emesso il provvedimento giudiziario;

 

d) data, dispositivo del provvedimento giudiziario e norme applicate;

 

e) luogo, data dell’infrazione e norme applicate, con riferimento a ciascun reato;

 

f) pena principale e pena accessoria, circostanze, sanzione sostitutiva, sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale;

 

g) misura di sicurezza, dichiarazione di abitualità o professionalità, dichiarazione di tendenza a delinquere.

 

Le iscrizioni nel casellario dei carichi pendenti sono eliminate:

 

a) al compimento dell’ottantesimo anno di età o per morte della persona alla quale si riferiscono;

 

b) alla cessazione della qualità di imputato (quando non è più soggetta a impugnazione la sentenza di non luogo a procedere, è divenuta irrevocabile la sentenza di proscioglimento o di condanna o è divenuto esecutivo il decreto penale di condanna).

 

 

Dove chiedere il certificato dei carichi pendenti

Il certificato dei carichi pendenti è rilasciato da una qualsiasi Procura della Repubblica, indipendentemente dal luogo di nascita o di residenza dell’interessato; la singola Procura, tuttavia, rilascia un certificato che riporta solo i procedimenti in corso dinanzi al Tribunale al quale essa accede e i relativi giudizi di impugnazione.

 

Il certificato può essere richiesto:

 

– dall’interessato o da persona da lui delegata;

 

– dalle pubbliche amministrazioni o dai gestori di pubblici servizi, quando il certificato è necessario per l’espletamento delle loro funzioni;

 

– dall’autorità giudiziaria penale, che provvede direttamente alla sua acquisizione;

– dal difensore della persona offesa dal reato e del testimone.

 

La richiesta va presentata dall’interessato, o da persona da lui delegata, muniti di documento di riconoscimento in corso di validità, utilizzando l’apposito modello.

 

L’interessato può presentare la richiesta personalmente o per posta e in tal caso deve allegare una copia del suo documento di riconoscimento in corso di validità.

 

I cittadini extracomunitari sprovvisti di passaporto devono presentare la copia del permesso di soggiorno.

 

 

Casi particolari di richiesta del certificato

Esistono ipotesi particolari in cui il soggetto interessato non può presentare personalmente la richiesta di rilascio del certificato:

 

-per i minorenni, la domanda va presentata dal soggetto esercente la potestà genitoriale, se il minore non ha compiuto 16 anni;

 

– per gli interdetti, la domanda va presentata dal tutore, il quale deve esibire il decreto di nomina;

 

– la persona detenuta, o inserita in una comunità terapeutica, può inoltrare la richiesta per posta o tramite un delegato, o, se sprovvista di documenti, con richiesta vistata dal direttore ovvero dall’ufficio matricolare del carcere

 

–  richiesta dall’estero, la domanda può essere presentata dall’interessato per posta o tramite un delegato.

 

Il certificato ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio.

 

 

Costi del certificato dei carichi pendenti

Ciascun certificato richiesto comporta i seguenti pagamenti:

 

– € 3,84 per diritti di certificato;

 

– € 16 per bollo. Occorre una marca da bollo ogni due pagine di certificato.

 

Se il certificato è richiesto con rilascio nella stessa giornata devono essere pagati inoltre € 3,84 per diritti di urgenza.

 

Il rilascio del certificato è invece gratuito (con esenzione dal pagamento sia del bollo che dei diritti di certificato) quando è richiesto:

 

– per essere esibito nelle procedure di adozione e affidamento di minori;

 

– per essere esibito nelle controversie di lavoro, previdenza ed assistenza obbligatorie;

 

– per essere esibito in un procedimento nel quale l’interessato è ammesso a beneficiare del gratuito patrocinio;

 

– per essere unito alla domanda di riparazione dell’errore giudiziario.

 

Nell’ipotesi in cui si ha diritto all’esenzione dal pagamento del bollo o dei diritti di certificato, occorre produrre idonea documentazione che provi tale diritto.

 

Attenzione: il certificato dei carichi pendenti non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai gestori di pubblici servizi, dovendo essere prodotta, in questi casi, la dichiarazione sostitutiva della certificazione.


[1] Testo unico sul casellario giudiziale (DPR n. 313/2002).

[2] Art. 60 cod. proc. pen.

 


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