Incidenti stradali: per il risarcimento la denuncia deve essere precisa
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14 Mar 2016
 
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Incidenti stradali: per il risarcimento la denuncia deve essere precisa

Nel caso di indennizzo diretto, l’assicurato deve rispondere alle richieste di chiarimenti avanzate dall’assicurazione, altrimenti perderà la causa.

 

Ennesima stretta, da parte della Cassazione, ai risarcimenti del danno da sinistri stradali: secondo una sentenza pubblicata due giorni fa [1], se la richiesta di indennizzo non è precisa e particolareggiata, il giudice deve rigettare la domanda volta ad ottenere la condanna dell’assicurazione. Ciò, in termini pratici, significa che, tutte le volte in cui la compagnia chieda al danneggiato – dopo la presentazione della denuncia di sinistro – ulteriori chiarimenti in merito alla dinamica dell’incidente, quest’ultimo è obbligato a rispondere: se, invece, agisce direttamente in causa, la domanda giudiziale va rigettata.

Vediamo meglio come funziona il sistema e quale impatto potrebbe avere la sentenza della Suprema Corte.

 

 

Come chiedere il risarcimento del danno all’assicurazione

Tutte le volte in cui nell’incidente stradale siano coinvolte solo due auto, il danneggiato può inoltrare la richiesta di risarcimento alla propria compagnia (non quindi a quella dell’altro conducente responsabile del sinistro).

 

La richiesta va effettuata mediane lettera raccomandata con avviso di ricevimento, allegando la denuncia del sinistro oppure una minuziosa descrizione delle modalità con cui si è verificato il fatto.

 

Dal giorno della ricezione della suddetta richiesta, l’assicurazione ha termini precisi per formulare un’offerta di risarcimento al danneggiato:

 

60 giorni nei casi di sinistri con danni alle sole cose, quando non vi sia stata la costatazione amichevole (oppure 30 giorni, in presenza di denuncia di sinistro, sottoscritta da ambedue i conducenti: il cosiddetto CID);

 

90 giorni nel caso di sinistri con danni a persone.

 

Nell’ipotesi, però, in cui la richiesta di risarcimento inviata dal danneggiato sia incompleta o non sufficientemente chiara, l’assicuratore ha 30 giorni di tempo per richiedere integrazioni. In tal caso, i suddetti termini di 60 o 90 giorni decorrono dalla ricezione di tali integrazioni. Per cui l’assicurazione avrà più tempo per formulare l’offerta di indennizzo.

All’assicurato insomma è richiesta una minima diligenza nel formulare la richiesta di risarcimento, con l’obbligo di cooperazione imposto all’assicuratore.

 

 

Che succede se il giudice rigetta la domanda di risarcimento?

La Corte, però, tranquillizza i danneggiati: qualora il giudice dovesse rigettare la domanda giudiziale, la stessa può essere sempre riproposta (sempre che non siano decaduti ormai i termini). E ciò anche in considerazione del fatto che l’eventuale pronuncia di improponibilità della domanda per vizi di contenuto. Peraltro la durata del precedente giudizio non rileva ai fini del decorso del termine di prescrizione.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 26 novembre 2015 – 11 marzo 2016, n. 4754
Presidente Travaglino – Relatore Armano

Svolgimento del processo

Il Tribunale di Lodi, con sentenza del 20 novembre 2012, a modifica della decisione di primo grado, ha dichiarato improcedibile per incompletezza della richiesta di risarcimento ai sensi degli artt. 145 e 148 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni), la domanda proposta con azione diretta da D.F. nei confronti della Royal & SunAlliance Assicurazioni, ora RSA Sun Insurance Office ltd.
Avverso detta sentenza propone ricorso D.F. con tre motivi Resiste la società assicuratrice e presenta memoria.

Motivi della decisione

1. Il Tribunale ha rigettato la domanda sul rilievo che nella raccomandata inviata alla società assicuratrice in data 24 luglio 2007 con la richiesta di risarcimento diretto, la ricorrente non aveva compiutamente descritto le circostanze e le modalità del sinistro,ciò nonostante la richiesta scritta di integrazione dei dati formulata dalla RSA con missiva del 9 agosto 2007.
Il Giudice di merito ha messo in evidenza che, giusta il disposto di cui all’articolo 148 quinto comma Codice delle Assicurazioni, vi era un obbligo per l’ente assicuratore, nel caso

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[1] Cass. sent. n. 4754/16 dell’11.03.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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