Il comodato gratuito di un immobile abitativo va registrato?
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14 Mar 2016
 
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Il comodato gratuito di un immobile abitativo va registrato?

Obbligo di registrazione per l’abitazione ceduta in comodato d’uso gratuito: i chiarimenti dell’esperto.

 

Il contratto di comodato di un immobile, se stipulato in forma scritta, dev’essere registrato entro 20 giorni dalla stipula, con pagamento dell’imposta fissa di 200 euro, a prescindere dalla durata prevista [1]. Il contratto stipulato in forma verbale, invece, non va registrato.

 

 

Cos’è il comodato d’uso?

Il comodato è quel contratto con cui una parte (c.d. comodante) consegna all’altra (c.d. comodatario) una cosa mobile o immobile, affinché quest’ultimo se ne serva per un periodo o un uso determinato, assumendo l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta alla scadenza del termine convenuto.

Si tratta di un tipo di contratto molto diffuso sia in ambito privato (ad esempio per conferire un immobile o affidare un’autovettura ad un familiare), sia in ambito commerciale (ad esempio per macchinari e attrezzature) ed utilizzato sia da imprese che da liberi professionisti.

 

Va poi sottolineato come il comodato sia un contratto che per sua natura è gratuito: pertanto non è dovuto alcun corrispettivo salvo che nel contratto sia previsto diversamente.

 

 

Come si stipula il contratto di comodato?

Il codice civile definisce le caratteristiche fondamentali del contratto di comodato senza però prevedere obblighi di forma (in sostanza, da un punto di vista strettamente codicistico è parimenti valido un contratto di comodato d’uso stipulato per iscritto come uno stipulato verbalmente).

 

Tuttavia è preferibile, soprattutto qualora lo si utilizzi in ambito industriale o commerciale, redigerlo in forma scritta con una certa attenzione per evitare possibili contenziosi tra le parti.

 

 

Diritti e obblighi delle parti

Vediamo quali sono i diritti e gli obblighi delle parti nel comodato.

 

Il comodatario è tenuto a custodire e conservare il bene che gli è stato concesso dal contratto con la diligenza del buon padre di famiglia e non può servirsene che per l’uso che è stato determinato dal contratto o dalla natura della cosa e al termine del contratto è obbligato a riconsegnarlo. Se il comodatario non rispetta tali obblighi contrattuali, il proprietario può richiedere sia l’immediata restituzione del bene, sia i risarcimento dei danni eventuali.

 

Il comodatario in generale non ha diritto al rimborso delle spese sostenute per servirsi del bene, ma può chiedere di essere rimborsato delle spese straordinarie sostenute ma solo se queste erano necessarie e urgenti. La durata del contratto può essere stabilita o desunta dalla specifica destinazione del bene, se non si prevede nulla il bene deve essere restituito non appena il comodante lo richieda. In tutti gli altri casi il comodante più richiedere la restituzione anticipata della cosa solo qualora sopraggiunga un bisogno urgente e imprevisto. Resta fermo che il comodatario può restituire la cosa in qualsiasi momento. La morte del comodatario non estingue automaticamente il rapporto di comodato, in questo caso infatti il comodante ha la facoltà di chiedere agli eredi la restituzione della cosa, se non lo fa gli eredi subentrano nell’obbligo del comodatario. In caso di morte del comodante invece si estingue il comodato precario, ma non quello a termine.

 

 

È obbligatorio registrare il contratto di comodato?

Tratteggiate le linee fondamentali del contratto di comodato, passiamo ora alla risposta vera e propria al quesito che è stato posto. In linea generale non vi è alcun obbligo di registrazione per i contratti di comodato, tuttavia, qualora si decida di stipularlo in forma scritta, può essere opportuno, specialmente se viene stipulato tra imprese o professionisti, procedere alla registrazione dello stesso presso l’Agenzia delle Entrate. La registrazione di un contratto di comodato può essere effettuata presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Al momento della richiesta di registrazione dell’atto l’ufficio restituisce una copia dell’atto timbrata e firmata registrare.

 

 

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[1] Art. 5, tariffa, parte I, del testo unico sull’imposta di registro del 26 aprile 1986, n. 131.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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