Tari: come si calcola l’imposta sui rifiuti?
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14 Mar 2016
 
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Tari: come si calcola l’imposta sui rifiuti?

Imposta sui rifiuti: quali sono le modalità con cui procedere al calcolo della tari per le utenze domestiche? E come si può calcolare la tassa su quelle non domestiche?

 

La TARI si presenta come un tributo composto di una parte fissa ed una variabile, oltre al tributo provinciale, senza che, ovviamente, abbia luogo l’applicazione diretta dell’IVA a carico del contribuente (l’IVA è applicabile solo nel caso in cui la TARI rappresenti il corrispettivo per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti cosi come viene previsto dall’articolo 1, comma 668, Legge di Stabilita 2014).

 

La parte fissa viene determinata tenendo conto delle componenti del costo del servizio di igiene urbana (investimenti e relativi ammortamenti, spazzamento strade ecc.). La parte variabile è destinata alla copertura dei costi del servizio rifiuti integrato (raccolta, trasporto, trattamento, riciclo, smaltimento) ed è rapportata alla quantità di rifiuti presumibilmente prodotti dal contribuente. È opportuno provvedere a ricordare che all’importo del Tributo è necessario aggiungere il 5% per il Tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene ambientale [1].

 

Per quanto riguarda i Comuni che abbiano già provveduto ad attivare sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti che vengono conferiti dai singoli al servizio pubblico, la legge [2] prevede che tali Amministrazioni possono prevedere l’applicazione di una tariffa di natura corrispettiva (e quindi da assoggettare ad IVA), in luogo della TARI, che avendo natura di tassa ovviamente non sarà imponibile IVA, con ciò risolvendo le diatribe correlate alle distinzioni tra TIA e TARES.

 

Viene inoltre fatta salva l’applicazione a quanto dovuto dal contribuente in materia di TARI del tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente [3]. Il tributo provinciale, che deve essere commisurato alla superficie dei locali e delle aree assoggettabili a tributo, viene applicato nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull’importo del tributo medesimo.

 

 

Esempio calcolo TARI immobili residenziali

Si moltiplica la superficie “calpestabile” dei locali (ovvero i metri quadrati netti misurati al filo interno delle murature) per la tariffa fissa unitaria, e poi si aggiunge la tariffa variabile.

 

Abitazione di 100 mq con 4 persone residenti:

(100 mq X “tariffa fissa unitaria” Euro 1,30 /mq X giorni/365) + (nucleo familiare di 4 componenti X “tariffa variabile” pari a Euro 100/nucleo familiare X giorni/365) = Tariffa

 

Nota Bene: i valori relativi alla “tariffa fissa unitaria” Euro 1,30 /mq ed alla “tariffa variabile” pari a Euro 100/nucleo familiare sono arbitrari

 

La base imponibile rimane, per gli immobili a destinazione commerciale, la superficie catastale moltiplicata per la tariffa fissa e variabile secondo la classificazione delle categorie.

 

 

Esempio calcolo TARI immobili non residenziali

Si moltiplica la superficie “calpestabile” dei locali (ovvero i metri quadrati netti misurati al filo interno delle murature) per la tariffa fissa unitaria della categoria di appartenenza e si aggiunge il prodotto tra la superficie dei locali e la tariffa variabile della categoria di appartenenza.

 

Negozio (categoria 13/30) di mq. 120: (120 X “tariffa fissa unitaria” della categoria 13 X giorni / 365) + (120 X “tariffa variabile unitaria” categoria 13 X giorni / 365) = Tariffa

 

Nota Bene: i valori e la categoria riportata nell’esempio sono arbitrari

 

 

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[1] Art. 19 d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504.

[2] Art. 1, co. 668 Legge di Stabilità 2014.

[3] Art. 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.

 

 


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