Anticipare la pensione, si possono coprire i periodi senza contributi?
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15 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Anticipare la pensione, si possono coprire i periodi senza contributi?

Riscatto dei contributi per arrivare prima alla pensione: corsi di studio, periodi di formazione, part time, lavoro nero, lavori stagionali, temporanei e discontinui, sospensione.

 

Quasi tutti, nella nostra carriera lavorativa, abbiamo dei periodi scoperti da contribuzione: questo può essere dovuto, ad esempio, allo svolgimento di un corso di studi o di formazione, a un’occupazione in nero, alla sospensione o all’interruzione di un rapporto lavorativo. Questi periodi sono però molto importanti, perché, se recuperati, ci aiutano ad anticipare la pensione: considerando i rigidi requisiti per l’uscita dal lavoro imposti dalla Legge Fornero, che aumentano periodicamente, anche una settimana di contributi in più può fare la differenza.

I periodi senza contribuzione possono essere recuperati grazie alla facoltà di riscatto: il lavoratore, in pratica, pagando i contributi sugli intervalli scoperti, può computarli per raggiungere prima la pensione.

Gli intervalli senza contributi che possono essere recuperati non son uguali per tutti, ma dipendono dalla gestione previdenziale a cui appartiene il lavoratore. Vediamo, in questo breve vademecum, i principali periodi per i quali può essere utilizzata la facoltà del riscatto.

 

 

Riscatto degli anni di laurea

Il lavoratore può riscattare gli anni del corso di laurea: sono comprese le lauree brevi, i dottorati di ricerca, i diplomi di specializzazione post laurea ed i titoli di studio equiparati. Gli anni fuori corso non possono essere riscattati, ma è consentito coprire soltanto le annualità di durata legale del corso. Possono comunque essere coperti più corsi, oppure soltanto una parte di un corso.

 

 

Riscatto dei periodi di lavoro non coperti da contribuzione

Se il lavoratore ha svolto attività come dipendente, e scopre che il datore non ha versato i contributi e che questi sono prescritti, può domandare la costituzione di una rendita vitalizia. La rendita deve essere pari alla pensione adeguata, o alla quota di essa, che sarebbe spettata al lavoratore in relazione ai contributi omessi.

Se il datore di lavoro non costituisce la rendita, il lavoratore può riscattare i periodi scoperti, salvo il diritto al risarcimento del danno. A supporto della domanda di riscatto deve essere fornita (con documentazione di data certa) la prova dell’esistenza del rapporto di lavoro, della sua durata e della retribuzione.

Non è richiesto un requisito contributivo minimo; tuttavia, non possono essere riscattati nell’Assicurazione generale obbligatoria (Ago) i periodi soggetti a contribuzione presso un altro ente previdenziale (ad esempio i periodi lavorati presso un ente locale soggetto alla CPDEL.

 

 

Riscatto dei periodi di lavoro all’estero

Se un dipendente ha lavorato all’estero, presso un Paese privo di convenzioni previdenziali con l’Italia, il periodo in cui è stato occupato può essere riscattato nell’Assicurazione generale obbligatoria: gli oneri per il riscatto sono dovuti in misura intera se la domanda è presentata dopo l’11 luglio 1997, diversamente l’onere è dimezzato. È richiesta documentazione di data certa, idonea a provare l’esistenza e la durata del rapporto di lavoro subordinato, nonché la qualifica dell’interessato, mentre non è indispensabile provare l’ammontare delle retribuzioni percepite.

 

 

Riscatto dell’astensione facoltativa per maternità

I periodi di astensione facoltativa per maternità (congedo parentale)al di fuori del rapporto di lavoro, se non sono già coperti da un’altra forma di assicurazione possono essere riscattati, per un massimo di 6 mesi per ciascuna maternità, sino ad un limite di 5 anni nell’arco della vita lavorativa.

Perché il riscatto sia possibile, l’interessata deve far valere, all’atto della domanda, almeno 5 anni di contribuzione nella gestione di appartenenza.

Se i periodi di astensione facoltativa sono collocati all’interno del rapporto di lavoro, l’Inps accredita i contributi figurativi.

 

 

Riscatto dei periodi di sospensione o interruzione del rapporto di lavoro

I periodi di sospensione o interruzione del rapporto di lavoro possono essere riscattati, se privi di contributi e successivi al 31 dicembre 1996 [1].

Rientrano nel riscatto, ad esempio, i periodi di aspettativa per motivi personali o per malattia, di sciopero e, in generale, quelli in cui il rapporto di lavoro è interrotto con diritto alla conservazione del posto.

Il riscatto, in questi casi, è possibile nel limite massimo di 3 anni; inoltre è precluso se i periodi sono stati già coperti da contribuzione volontaria.

 

 

Riscatto dei periodi di formazione

Possono essere riscattati, se successivi al 31 dicembre 1996, i periodi di formazione professionale, di studio e di ricerca, finalizzati ad ottenere titoli, attestati o competenze professionali richieste per l’assunzione o per la progressione in carriera.

Il riscatto è possibile anche per corsi volti all’inserimento nel mercato del lavoro.

 

 

Riscatto degli intervalli tra lavori stagionali, temporanei, part time e discontinui

Gli archi di tempo scoperti da contributi, collocati tra lavori discontinui, stagionali o temporanei possono essere riscattati, se successivi al 31 dicembre 1996. Lo stesso vale per i periodi non lavorati, in caso di impiego part time.

Gli interessati devono provare, però, il permanere dello stato di disoccupazione per tutto il periodo che deve essere riscattato.

Nell’ipotesi del lavoro part time, deve essere provato lo stato di disoccupazione parziale, con apposita certificazione della Direzione territoriale del lavoro competente. La mancata certificazione comporta il rigetto della domanda.

 

 

Riscatto dei periodi di servizio civile

Il servizio civile volontario, reso dal 1° gennaio 2009, può essere riscattato; il vecchio servizio civile alternativo al servizio militare di leva, invece, dà luogo all’accredito dei contributi figurativi. I periodi dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2008 sono invece coperti dalla contribuzione versata nella Gestione Separata INPS a cura del Fondo Nazionale per il Servizio Civile (come co.co.pro).

 

 

Riscatto dell’aspettativa per gravi motivi di famiglia

L’aspettativa per gravi motivi familiari, che può essere richiesta per un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa, non è coperta da retribuzione né da contribuzione, nemmeno figurativa. Il lavoratore può riscattare tali periodi facendo apposita domanda all’Inps.

[1] D.lgs. 564/1996.


 


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Commenti
15 Mar 2016 mario occhini

devo pagare circa 2 anni di contributi volontari per raggiungere il periodo per andare in pensione 42 anni e 10 mesi,in questo periodo di anni lavorativi ho lavorato a part time (2 ore giornaliere)posso ricompensare il part time con ful time compreso i contributi volontari per andare in pensione?