È possibile rintracciare l’Iban del debitore?
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15 Mar 2016
 
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È possibile rintracciare l’Iban del debitore?

Come posso scoprire l’Iban del debitore per poter pignorare il suo conto corrente?

 

Innanzitutto è bene chiarire che, ai fini del pignoramento, non è necessario conoscere l’Iban del conto corrente del debitore, ma semplicemente la banca di appoggio. Il pignoramento notificato all’istituto di credito ha, infatti, si estende infatti a tutti i possibili rapporti intrattenuti presso l’istituto stesso, siano essi conto corrente, carte prepagate con Iban, depositi, ecc., senza bisogno che gli stessi vengano individuati e indicati.

 

Non esiste, inoltre, una possibilità diretta e immediata di rintracciare l’Iban del debitore, salvo che il creditore ne sia già a conoscenza per pregressi rapporti con lo stesso. È il caso, per esempio, di pagamenti in precedenza effettuati o ricevuti dal soggetto in questione. In tal caso si potrebbe tentare di inoltrare una richiesta alla propria banca per avere i dati del conto di appoggio da cui è partito l’ordine di pagamento.

Per tutti gli altri casi, non resta che affidarsi all’anagrafe dei conti correnti, ma solo previa autorizzazione del Presidente del Tribunale e comunque non prima di aver ottenuto un titolo giudiziale. A conti fatti, se non si è sicuri delle proprie ragioni, tale procedimento può essere eccessivamente costoso, lungo e rischioso. In buona sostanza il creditore deve:

 

– rivolgersi a un avvocato e fornirgli le prove scritte del proprio credito, come ad esempio una fattura o una promessa di pagamento del debitore;

 

– con tali documenti, l’avvocato presenta in tribunale un ricorso per decreto ingiuntivo;

 

– entro 60 giorni dall’emissione, il decreto va notificato al debitore il quale ha 40 giorni di tempo per pagare bonariamente. Nello stesso termine potrebbe però fare opposizione, nel qual caso si aprirebbe una causa ordinaria, volta ad accertare se il diritto di credito è realmente sussistente o se, invece, sono valide le ragioni di opposizione del debitore;

 

– se il debitore non paga e non propone opposizione, il decreto ingiuntivo viene munito della cosiddetta formula esecutiva; diviene pertanto “definitivo” e non più opponibile, legittimando il creditore a procedere al pignoramento;

 

– il creditore (o meglio, sempre il suo avvocato) notifica al debitore un atto di precetto con cui gli intima di pagare il proprio debito entro 10 giorni;

 

– entro i 90 giorni successivi alla notifica del precetto, il creditore (il suo difensore) può presentare un’istanza al Presidente del Tribunale con cui gli può chiedere di essere autorizzato a procedere alla ricerca telematica dei beni del debitore. Nel caso di autorizzazione – che viene regolarmente fornita, a semplice dimostrazione dei titoli, senza bisogno di aver prima tentato il pignoramento – il creditore potrà accedere all’Anagrafe tributaria e all’Anagrafe dei conti correnti (meglio detta “Anagrafe dei rapporti finanziari”). Tali banche dati, che sono normalmente accessibili dalle pubbliche amministrazioni per i controlli fiscali nei confronti dei contribuenti, consentono di conoscere il conto corrente del debitore (per la procedura, leggi “Come conoscere il conto corrente del debitore”).


Autore immagine: 123rf com

 


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