Il coerede non può donare un bene dell’eredità
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15 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Il coerede non può donare un bene dell’eredità

Se ancora non vi è stata divisione dell’eredità, impossibile la cessione della quota pro indiviso.

 

L’erede non può donare a terzi uno dei beni ricevuti con la successione se ancora non si è proceduto alla divisione con gli altri coeredi: difatti è nullo l’atto con cui si cede la titolarità di un immobile perché ancora di proprietà di tutti gli altri coeredi (si dice, in questi casi, “pro indiviso”). Neanche se la cessione ha ad oggetto non l’intera proprietà, ma solo la quota ideale del bene stesso. Lo hanno chiarito le Sezioni Unite della Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

 

La Corte ha spiegato che è nulla la donazione, da parte del coerede, della quota di un bene indiviso compreso in una massa ereditaria, non potendosi, prima della divisione, ritenere che il singolo bene faccia parte del patrimonio del coerede donante.

 

 

La vicenda

Un coerede defunto aveva donato al nipote la nuda proprietà della sua quota, corrispondente ai 5/12 indivisi dell’intero, di due appartamenti costituenti l’intero secondo piano di un fabbricato di vecchia costruzione a sei piani. I giudici hanno ritenuto che l’atto di donazione sia affetto da nullità. Non si può infatti donare infatti ciò che ancora non è proprio.å

 

 

La donazione di cosa altrui è nulla

Secondo la Cassazione la donazione di un bene altrui è nulla (e non semplicemente inefficace come, invece, precedenti sentenze avevano chiarito [2]).

 

Del resto il codice civile parla chiaro: la donazione non può comprendere che i beni presenti del donante. Se comprende beni futuri, è nulla rispetto a questi, salvo che si tratti di frutti non ancora separati.

La norma, è vero, si riferisce solo alla donazione di “beni futuri” e non invece a quella di “beni altrui”, come nel caso della comunione ereditaria non ancora divisa. Tuttavia, secondo la Corte, è possibile arrivare a tale conclusione seguendo il seguente ragionamento. È noto che, per il codice civile, un atto è nullo se la sua causa è nulla. Nel caso della donazione la causa è lo spirito di liberalità in favore di un altro soggetto. Il fatto però che il bene sia di proprietà altrui è incompatibile con la causa della donazione; pertanto la donazione stessa è nulla.

 

Dunque, nel caso in cui un soggetto divenga titolare di quota di un’eredità e la massa di tali beni non venga ancora divisa, egli non può donare la sua quota. Possono infatti costituire oggetto di donazione solo ed esclusivamente i beni facenti parte del patrimonio del donante al momento in cui viene compiuto l’atto di liberalità: tali non possono ritenersi quelli di cui il donante è comproprietario pro indiviso di una quota ideale.


[1] Cass. S.U. sent. n. 5068/2016 del 15.03.2016.

[2] Cass. sent. n. 1596/01.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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