Separazione dei beni: se il prete dimentica di annotarla
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15 Mar 2016
 
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Separazione dei beni: se il prete dimentica di annotarla

Che succede se il parroco dimentica di annotare sull’atto di matrimonio la scelta dei coniugi di avere la separazione dei beni?

 

Metti che ti sei appena sposato e che, prima delle nozze, avevi concordato, con il tuo futuro marito o moglie, di optare per il regime della separazione dei beni; senonché il parroco incaricato della celebrazione ha dimenticato di annotare tale scelta nell’atto di matrimonio. Che succede in questi casi?

 

Saprai di certo che, se nulla viene espresso dai coniugi, opera in automatico l’opposto regime, quello della comunione dei beni; ed ecco perché è necessario che la contraria decisione dei coniugi – quella cioè di prediligere la separazione – venga annotata nell’atto di matrimonio. Dunque, se il prete commette una svista, si può sempre rimediare, ma è necessario ricorrere al giudice. A chiarirlo è il tribunale di Belluno in una recente sentenza [1].

 

L’atto di matrimonio può essere ben corretto in parrocchia, ma è necessario procedere anche a rettificare quanto risulta in Comune e se l’ufficiale di stato civile non presta la dovuta collaborazione, non resta che obbligarlo tramite il tribunale.

In particolare, nella sentenza in commento, si precisa che i coniugi, ormai convolati a nozze, devono rivolgersi al magistrato il quale ordinerà, all’ufficio di stato civile del Comune, di annotare la scelta di della separazione dei beni sull’atto di matrimonio concordatario.

 

In sintesi, l’unico modo per ovviare alla mancanza del sacerdote è quella di chiedere l’intervento del magistrato per ordinare all’ufficiale di stato civile di trascrivere l’opzione in realtà prescelta dai coniugi nell’atto relativo al vincolo concordatario. Sarà altresì necessario presentare dei testimoni che dichiarino di essere a conoscenza della scelta optata dai coniugi prima delle nozze.


[1] Trib. Belluno, decr. del 14.03.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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