Responsabilità medica: il medico deve informare sui deficit della struttura
Lo sai che?
6 Apr 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Responsabilità medica: il medico deve informare sui deficit della struttura

Se la struttura sanitaria non ha attrezzature adeguate per garantire l’efficienza dell’ecografia, il medico è tenuto ad informare la paziente e a consigliarle di ripetere l’esame presso un centro specializzato.

 

Il medico deve informare la paziente dell’eventuale deficit organizzativo della struttura sanitaria che potrebbe compromettere la bontà dell’ecografia effettuata. È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1], intervenuta in materia di obblighi informativi del medico in caso di malformazione del feto non diagnosticata in sede di ecografia.

Se la struttura sanitaria non dispone di strumenti e tecnologie idonei a garantire una buona diagnosi del feto, il medico è tenuto ad avvisare la paziente gestante e di informarla dell’opportunità di effettuare nuovamente l’ecografia presso un centro specializzato.

 

Secondo i giudici, in tema di responsabilità medica, il sanitario che formuli una diagnosi di normalità morfologica del feto anche sulla base di esami strumentali che non ne hanno consentito, senza sua colpa, la visualizzazione nella sua interezza, ha l’obbligo di informare la paziente della possibilità di ricorrere ad un centro di più elevato livello di specializzazione [2].

 

Tale principio di diritto non impone tuttavia che per ciascuna ecografia il medico debba rinviare le pazienti ad un centro maggiormente specializzato.

 

In realtà, l’obbligo di informare la paziente di poter ricorrere a centri di più elevata specializzazione sorge quando vi è, a monte, l’inadempimento, addebitabile unicamente alla struttura sanitaria, di aver assunto la prestazione diagnostica pur non disponendo di attrezzature adeguate, così da ingenerare nella paziente l’affidamento che il risultato diagnostico ottenuto (di normalità fetale) sia quello ragionevolmente conseguibile in modo definitivo.

Si tratta di inadempimento legato a deficit organizzativi della struttura sanitaria, la quale, infatti, è obbligata, proprio in base al contratto di spedalità concluso con la paziente, a mettere a disposizione non solo il personale sanitario, ma anche le necessarie attrezzature idonee ed efficienti.

 

Dell’inadeguatezza delle attrezzature risponde in modo esclusivo la struttura e non certamente il medico che è intervenuto sul paziente con diligenza e perizia secondo le linee guida della scienza medica.

 

L’inadempimento della struttura sanitaria genera l’ulteriore obbligo informativo sull’opportunità di rivolgersi ad altro centro specializzato. Tale obbligo informativo è posto a protezione del paziente e grava non solo sulla struttura sanitaria, ma, anche sul medico operante, il quale, anche se esente da colpa professionale nella fase esecutiva del suo intervento, è comunque tenuto ad avvisare il paziente della inadeguatezza degli strumenti diagnostici, così da non determinare in esso l’insorgere di un incolpevole affidamento sulla sicura bontà dell’esame strumentale.

 

Dunque, l’obbligo protettivo di informazione non è imposto sempre e comunque alla struttura sanitaria e al medico strutturato; esso nasce contestualmente all’inadempimento, da parte della struttura sanitaria, dell’obbligo di adeguatezza organizzativa in favore del paziente.


[1] Cass. sent. n. 4540 del 8.3.2016.

[2] Cass. sent. n. 15386/2011.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti