Requisiti Legge 104: l’handicap grave e il riconoscimento
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16 Mar 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Requisiti Legge 104: l’handicap grave e il riconoscimento

Come ottenere il riconoscimento dello stato di handicap con grave disabilità previsto per usufruire dei benefici ex L.104/1992.

 

La legge 104 del 1992 riconosce a persone portatrici di handicap con disabilità grave ed ai familiari di queste di usufruire di alcuni benefici: permessi dal lavoro e congedi straordinari retribuiti per lavoratori dipendenti disabili o lavoratori dipendenti congiunti di persona disabile; agevolazioni fiscali per acquisto di determinati veicoli, detrazioni per spese mediche, iva agevolata per l’acquisto di apparecchiature mediche e molto altro.

 

Ma qual è l’iter da seguire per ottenere l’attestazione di disabilità grave?

Il concetto di handicap inteso dal legislatore ha una connotazione prettamente sociale: i benefici concessi servono proprio ad aiutare la persona che versi in una condizione di svantaggio sociale a causa della sua minorazione fisica, psichica o sensoriale. La finalità è supportare la persona rispetto alle difficoltà che incontra nel mondo del lavoro ma anche nel vivere quotidiano.

Per il riconoscimento ai fini della legge 104 deve trattarsi di handicap grave: sta a significare che a causa della minorazione patita la persona non è in grado di gestirsi da sola e necessita di un’assistenza nella vita quotidiana talvolta permanente.

 

 

Chi accerta l’handicap?

La valutazione dell’handicap spetta ad una commissione operante presso ogni Azienda USL [1].

La Commissione è composta da un medico specialista in medicina legale, da due medici , dipendenti o convenzionati della ASL territorialmente competente e da un operatore sociale.

Dal 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente effettivo.

 

Come si attiva la procedura?

La domanda di riconoscimento di handicap va inoltrata per via telematica all’INPS territorialmente competente.

Prima di inviare la domanda occorre che il medico curante rilasci un certificato introduttivo. Tale certificato medico deve attestare oltre i dati anagrafici, le patologie ed infermità invalidanti ed eventualmente la sussistenza di una patologia oncologica in atto.

Il medico curante, compila ed invia il suddetto certificato telematicamente. Poi consegna al richiedente il certificato stampato in forma cartacea e firmato in originale unitamente ad un codice.

 

A questo punto si può procedere con l’invio della domanda, che come abbiamo specificato, deve avvenire telematicamente. Possono presentare domanda l’interessato autonomamente, attraverso il PIN (un codice numerico personalizzato), oppure attraverso gli enti abilitati: patronati sindacali, associazioni di categoria, CAAF.

 

La richiesta va compilata in ogni sua parte: vanno indicati i dati anagrafici, compresi residenza ed eventuale stato di ricovero. Nella stessa domanda può essere richiesto il riconoscimento sia dell’Handicap che dell’invalidità, anche cumulativamente. Alla domanda va allegato il certificato medico introduttivo. Terminata tale procedura il sistema genera l’avviso di avvenuta ricezione ed il numero di protocollo della domanda. Inoltre, nel sistema vengono indicati le eventuali date di convocazione: a disposizione dell’utente: tra la data della domanda e la convocazione a visita non devono decorrere più di 30 giorni (15 giorni in caso di malattia oncologica) salvo imprevisti.

 

 

Come avviene la convocazione a visita

La convocazione, stabilita nelle modalità suindicate, viene comunicata al richiedente con raccomandata. Nella comunicazione devono essere indicati:

 

– data, orario, luogo di visita;

–  la documentazione da portare: documento di identità valido; documentazione sanitaria; stampa originale del certificato introduttivo firmata dal medico curante;

– l’avviso che il cittadino può farsi assistere, durante la visita, a proprie spese, da un suo medico di fiducia;

– in caso di impedimento, può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell’Inps e accedendo al Servizio online con il proprio codice di identificazione personale (PIN);

– che in caso di mancata presentazione, si procederà ad una seconda convocazione. L’assenza della persona anche alla successiva visita comporta la rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessa.

 

 

Come si svolge la visita?

La visita avviene presso la Commissione della Azienda USL competente, composta da tre medici dell’Asl, da un operatore sociale e dal 2010 anche da un medico dell’INPS.
Tra i medici dell’Asl vi è lo specialista per la patologia di cui si chiede la valutazione. Come abbiamo detto, in tale sede, il cittadino può farsi assistere, a sue spese, da un medico propria fiducia.

La commissione provvederà a redigere un verbale elettronico della visita. Se tutti i membri della commissione approvano il verbale all’unanimità, esso è considerato definitivo. In caso di approvazione a maggioranza, può essere stabilito un nuovo termine per l’integrazione della documentazione ed eventualmente una nuova visita.

Terminata la fase di accertamento, l’Inps invia il verbale definitivo al cittadino: il verbale è composto da una copia riportante tutti i dati sensibile e l’altra contenente solo il riconoscimento della disabilità o invalidità da produrre nelle sedi competenti..

Il ricorso

Nel caso in cui la domanda di riconoscimento della disabilità non sia accolta è possibile presentare ricorso entro 180 giorni dalla data di notifica del verbale sanitario.

Il ricorso va proposto al Tribunale, in funzione di giudice del lavoro, e la controparte è l’Inps.

Prima di introdurre il giudizio, è obbligatorio presentare istanza di accertamento tecnico preventivo obbligatorio al fine di verificare preliminarmente le condizioni sanitarie per le quali si chiede il riconoscimento.

 

 

Cos’è la visita di rivedibilità?

È possibile che la Commissione abbia indicato nel verbale sanitario la visita di revisione, ritenendo che la situazione della persona sia da rivalutare a quella data di scadenza.
In passato, se la visita di rivedibilità avveniva oltre il termine fissato, venivano sospesi i benefici ad es. i permessi di cui la persona o il familiare beneficiava fino alla nuova visita. Dal 2015 c’è una novità: é l’INPS stessa che fissa la visita di rivedibilità entro la data di scadenza e le visite sono effettuate direttamente dalle commissioni Inps e non dalle Asl. La novità di rilievo, rispetto al passato, è che nel caso in cui la nuova visita sia fissata oltre la scadenza le prestazioni (indennità, pensioni, agevolazioni fiscali, permessi lavorativi ex l. 104) non vengono sospesi ma hanno validità fino alla nuova visita [2] .


[1] Art. 4 L. 104/1992.

[2] L. 114/2014; circolare Inps 10 del 23-1-2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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