Infortunio in itinere: quando il lavoratore ha diritto all’indennizzo
Le Guide
17 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Infortunio in itinere: quando il lavoratore ha diritto all’indennizzo

L’indennizzo Inail è sempre dovuto se l’infortunio in itinere subito dal lavoratore, nel tragitto casa-lavoro o viceversa, è avvenuto “in occasione di lavoro”: ecco tutte le ipotesi.

 

L’assicurazione obbligatoria Inail tutela i lavoratori anche nel caso dei cosiddetti infortuni in itinere, avvenuti cioè durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.

In particolare l’infortunio in itinere è può verificarsi durante il normale percorso:

 

abitazione – lavoro o viceversa;

– da un luogo di lavoro a un altro;

– abituale per la consumazione dei pasti, se non esiste una mensa aziendale.

 

Nella tutela Inail è compresa qualsiasi modalità di spostamento (mezzi pubblici, a piedi, ecc.) a patto che siano verificate:

 

a) le finalità lavorative;

b) la normalità del tragitto;

c) la compatibilità degli orari.

 

Il tragitto effettuato con l’utilizzo di un mezzo privato è coperto dall’assicurazione solo se tale uso è necessitato.

 

Sono dunque tanti i possibili infortuni in itinere e per verificarne l’indennizzabilità occorre applicare la regola generale al caso concreto. La regola da tenere presente è quella secondo cui, affinché l’infortunio avvenuto durante il tragitto sia indennizzabile, occorre il collegamento con l’occasione di lavoro [1].

Anche per la copertura assicurativa dell’infortunio in itinere, infatti, è necessaria la coesistenza di due requisiti: la causa violenta e l’occasione di lavoro.

 

La causa violenta è un fattore esterno nell’ambiente di lavoro che, con azione intensa e concentrata nel tempo, danneggia l’integrità psico-fisica del lavoratore. Essa presenta le seguenti caratteristiche: efficienza, rapidità ed esteriorità. Può essere provocata, per esempio, da sostanze tossiche, sforzi muscolari, microrganismi, virus o parassiti e da condizioni climatiche e microclimatiche.

 

L’occasione di lavoro comprende tutte le situazioni nelle quali si svolge l’attività lavorativa ed è imminente il rischio per il lavoratore.

Non è sufficiente, quindi, che l’evento avvenga durante il lavoro ma che si verifichi “per il lavoro”. Deve esistere, in sostanza, un rapporto, anche indiretto di causa-effetto tra l’attività lavorativa svolta dall’infortunato e l’incidente che causa l’infortunio.

 

Di conseguenza, esclude l’indennizzabilità ogni fattore esterno al lavoro o dovuto a dolo o colpa grave del lavoratore tale da scindere il nesso causale suddetto; nel caso specifico dell’infortunio in itinere, rimangono esclusi dall’indennizzo gli incidenti direttamente causati dall’abuso di sostanze alcoliche e di psicofarmaci, dall’uso non terapeutico di stupefacenti e allucinogeni, nonché dalla mancanza della patente di guida da parte del conducente.

 

 

Infortunio in itinere in caso di interruzioni e deviazioni del normale percorso

Le eventuali interruzioni e deviazioni del normale percorso casa – lavoro e viceversa non rientrano nella copertura assicurativa. Fanno tuttavia eccezione alcuni casi particolari in cui la deviazione del normale tragitto è stata necessaria o dettata dal datore di lavoro.

 

Sono quindi coperti da assicurazione Inail gli infortuni avvenuti nel tragitto diverso da quello normale se l’interruzione/deviazione:
– è stata effettuata in attuazione di una direttiva del datore di lavoro;

 

– è stata “necessitata” cioè dovute a causa di forza maggiore (per esempio un guasto meccanico o una strada chiusa per lavori o manifestazioni) o per esigenze essenziali e improrogabili (per esempio il soddisfacimento di esigenze fisiologiche) o nell’adempimento di obblighi penalmente rilevanti (per esempio per prestare soccorso a vittime di incidente stradale);

 

– è stata “necessaria” per l’accompagnamento dei figli a scuola;

– ci sono state brevi soste che non hanno comunque alterato le condizioni di rischio.

 

 

Se l’infortunio in itinere avviene con mezzo privato

L’infortunio in itinere è indennizzato anche in caso di utilizzo del veicolo privato (automobile o scooter) solo se questo si è reso strettamente necessario, come nel caso di:

 

– mezzo fornito o prescritto dal datore di lavoro per esigenze lavorative;

–  il luogo di lavoro è irraggiungibile con i mezzi pubblici oppure raggiungibile ma non in tempo utile rispetto al turno di lavoro;

– i mezzi pubblici obbligano a attese eccessivamente lunghe;

– i mezzi pubblici comportano un rilevante dispendio di tempo rispetto all’utilizzo del mezzo privato;

– la distanza della più vicina fermata del mezzo pubblico deve essere percorsa a piedi ed è eccessivamente lunga.

 

 

Se l’infortunio in itinere avviene con la bicicletta

Anche l’infortunio occorso nel tragitto casa- lavoro in bicicletta è indennizzabile. Si tratta di una delle novità introdotte dal collegato ambientale alla Legge di Stabilità [2], secondo cui la bicicletta deve intendersi “sempre necessitata”, per i suoi “positivi riflessi ambientali”: ecco perché il sinistro al ciclista nel percorso casa-lavoro configura sempre un infortunio in itinere indennizzabile dall’Inail.

 

In precedenza, invece, l’infortunio in bicicletta era indennizzato solo se avvenuto su un tragitto “protetto”, cioè su una pista ciclabile o in zone non aperte al traffico [3].

 

Diversamente, se l’incidente si verificava in tratti aperti alla circolazione di veicoli a motore, il lavoratore – visto il maggiore rischio al quale si era volontariamente esposto -, per poter ricevere l’indennizzo doveva provare che l’uso della bicicletta era stato necessario.


[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 17685 del 7.09.2015.

[2] L. 208/2015.

[3] Nota Inail  n. 8476 del 7 novembre 2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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