Poste Italiane: per la data della raccomandata c’è diritto d’accesso
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16 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Poste Italiane: per la data della raccomandata c’è diritto d’accesso

Come fare a sapere la data di ricevimento di una raccomandata se la si è persa?

 

Chi perde la busta della raccomandata a.r. oppure (poiché oggi il timbro del postino non viene più apposto) lo “scontrino” rilasciato dal portalettere in cui viene riportata la data di consegna della lettera, può sempre presentare una istanza a Poste Italiane in cui chiede che gli venga fornito tale dato. Ma poiché Poste Italiane non può rispondere a tutti gli italiani disordinati o distratti, tale facoltà viene riconosciuta solo se, in gioco, c’è l’esercizio di un diritto connesso a un’azione giudiziaria. In pratica, tutte le volte in cui l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno di consegna di una busta risulta necessaria ai fini di una causa in tribunale, è riconosciuto il diritto di accesso agli atti amministrativi cui Poste Italiane non può sottrarsi.

È questa la sintesi di una sentenza del Tar Piemonte [1] che ha condannato il servizio postale ufficiale a consegnare, a un cittadino, entro un mese, la copia dei registri di consegna da cui si evincono la data e il numero di identificazione del plico.

 

Secondo la sentenza in commento, tutte le volte in cui è in ballo una controversia giudiziaria in cui risulta fondamentale conoscere la data della raccomandata, l’utente ha diritto all’accesso ai documenti interni di Poste Italiane, invocando l’applicazione della legge sulla trasparenza amministrativa. Non rileva che, per rispondere all’istanza, l’ufficio postale debba effettuare una ricerca specifica, anche laboriosa: l’utente non chiede un’elaborazione di dati, ma solo una ricerca che, per quanto non semplice, si esaurisce nella semplice consultazione di un registro, nell’estrazione del dato richiesto e poi nel fare la fotocopia delle pagine in cui sono stati trascritti i dati.

 

In sintesi, il cittadino non ha diritto a conoscere sempre la data di ricevimento di una raccomandata, salvo che ottenga un’autorizzazione da parte del giudice o dimostri che tale informazione è imprescindibile per l’esercizio di un proprio diritto. A tal fine potrebbe risultare più facile avanzare l’istanza per il tramite del proprio avvocato, incaricato della difesa, il quale potrà far riferimento agli estremi della controversia, senza perciò ledere la privacy del proprio cliente.


[1] Tar Piemonte, sent. n. 207/16.

 


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