Rimborso al condomino per le spese se i lavori sono urgenti
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17 Mar 2016
 
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Rimborso al condomino per le spese se i lavori sono urgenti

Condominio e parti comuni: l’obbligo di rimborso da parte dei condomini scatta soltanto in caso di lavori improcrastinabili.

 

In materia condominiale, il proprietario di un appartamento che abbia sostenuto delle spese in proprio, non autorizzato dall’amministratore o dall’assemblea, per gestire le parti comuni ed effettuare lavori nell’interesse di tutti, ha diritto al rimborso delle spese da lui sostenute solo se tali interventi erano urgenti. Negli altri casi, non può chiedere alcuna restituzione del denaro. Lo ha chiarito il Tribunale di Caltanissetta con una recente sentenza [1].

 

La questione è regolata espressamente dal codice civile [2] ove si stabilisce che: “Il condomino anche ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente”.

 

Il punto è, ovviamente, stabilire cosa si possa considerare urgente e cosa, invece, no. Secondo la giurisprudenza espressasi in passato sull’argomento, deve trattarsi di opere che, secondo il criterio del “buon padre di famiglia”, appaiono indifferibili allo scopo di evitare un possibile, anche se non certo, danno alla cosa comune. Il che significa che il danno non deve necessariamente essersi già verificato, ma deve essere quantomeno probabile e non semplicemente possibile.

Inoltre, per essere rimborsate, le spese non devono essere solo necessarie, ma anche urgenti: i due elementi devono coesistere. “Urgenti” sono le spese che non possono essere differite senza che da ciò ne discenda un danno per il condominio.

 

La rigidità della norma del codice civile è volta ad evitare interferenze nell’amministrazione delle parti comuni del condominio, da parte dei singoli condomini, lasciando il normale spazio di autonomia all’amministratore e all’assemblea il potere di “dire l’ultima parola”, decidendo dove vincolarsi ad esborsi economici e dove no. Infatti, “la presenza normale e spesso obbligatoria di un organo amministrativo stabile” limita necessariamente i poteri del singolo condomino; tant’è che, se non ricorre l’urgenza della spesa, il comproprietario non può neppure “invocare l’applicazione della normativa in tema di utile gestione, o di arricchimento senza causa” [3].

 

Il tribunale siciliano precisa poi che sussiste l’urgenza quando è necessario evitare che la cosa comune arrechi un danno ragionevolmente imminente a persone o cose; oppure quando occorre restituire alla cosa comune la sua piena ed effettiva funzionalità. Così – chiarisce il giudice -, se cadono calcinacci da un cornicione, l’amministratore avrà l’obbligo di far rimuovere tutti gli elementi pericolanti, ma non sarà tenuto a chiamare una ditta per eseguire i lavori di ristrutturazione. In ogni caso, incombe sul condomino che chiede il rimborso l’onere di dimostrare di aver sostenuto la spesa in via d’urgenza e senza aver potuto avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condòmini.

 

La situazione non cambia se il condomino che sostiene le spese comunica informalmente all’amministratore l’avvio dei lavori e questi ne è a conoscenza; ciò perché l’amministratore non ha alcun potere decisionale in ordine a spese straordinarie non urgenti.


La sentenza

Tribunale Caltanissetta, civile – Sentenza 29 dicembre 2015, n. 719

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI CALTANISSETTA

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 1253/2010 del Ruolo Generale degli affari civili contenziosi, vertente

tra

la PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIANA, in persona del suo Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Caltanissetta e domiciliata presso gli Uffici di quest’ultima;

attrice

contro

BO.CA.; ME.SA.; FA.MI.; AR.GR.AN. e D.LU., tutti rappresentati e difesi, giusta mandato in atti, dall’avv. To.Ra. e domiciliati in Caltanissetta presso lo studio dell’avv. Fr.Pa.;

convenuti

RA.GI.; BO.FI.; BO.GI.; BO.PA.; BO.RO.; BO.GI.; BO.PA.EM.; ME.TI.; RU.SI.; BU.RO.;

convenuti contumaci

All’udienza del 25.6.2015 le parti precisavano le rispettive conclusioni come da verbale e la causa veniva posta in decisione con l’assegnazione dei termini di sessanta giorni per il deposito delle comparse conclusionali e di venti giorni per il

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[1] Trib. Caltanissetta, sent. n. 719/2015 del 29.12.2015.

[2] Art. 1134 cod. civ.

[3] Cfr. tra le altre Cass. sent. n. 9629/1994.

 

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