IACP: impignorabili i canoni di locazione e altre somme
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17 Mar 2016
 
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IACP: impignorabili i canoni di locazione e altre somme

Non si possono pignorare i crediti spettanti all’Istituto Autonomo Case Popolari derivanti da canoni di locazione e dall’alienazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

 

I crediti derivanti da canoni di locazione e dall’alienazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica di spettanza degli istituti autonomi case popolari (IACP), in quanto destinati a servizi e finalità di istituto, non possono essere pignorati perché, altrimenti, verrebbero sottratti alla loro destinazione pubblica. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

 

In base a quanto prescrive il codice civile [2], i beni che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano. La legge pone, quindi, un vincolo di impignorabilità di tali somme e crediti spettanti all’IACP; si tratta di una vera e propria limitazione della responsabilità patrimoniale di detti enti. Non solo: affinché sussista tale vincolo non è necessario che intervenga una delibera apposita dell’ente, che imprima alle somme la specifica destinazione per finalità pubbliche, ma è sufficiente che esse siano iscritte nei capitoli di bilancio o in contabilità speciale.

 

Secondo la Cassazione, le somme di denaro di pertinenza di un ente pubblico possono essere ritenute impignorabili solo per effetto di una disposizione di legge o di un provvedimento amministrativo che trovi però fondamento normativo. Ed è proprio il caso di specie, atteso che la disciplina di riferimento è dettata da una legge del 1966 [3]. La norma recita testualmente: “Le somme ed i crediti derivanti dai canoni di locazione e dalla alienazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica di spettanza degli IACP, iscritti in capitoli di bilancio o in contabilità speciale, non possono, in quanto destinati a servizi e finalità di istituto, nonché al pagamento di emolumenti e competenze a qualsiasi titolo dovuti al personale dipendente in servizio o in quiescenza, essere sottratti alla loro destinazione se non in modi stabiliti dalle leggi che li riguardano (…). Qualunque atto di ritenzione di essi e gli atti di sequestro o pignoramento eventualmente eseguiti sono nulli ed inefficaci di pieno diritto e non determinano obbligo di accantonamento da parte del terzo e non sospendono l’accreditamento delle somme nelle contabilità intestate agli IACP e la disponibilità di essi da parte degli istituti medesimi”.

 

Secondo la cassazione, l’inciso “in quanto destinati a servizi e finalità di istituto” deve essere letto non nel senso “a condizione che siano destinati a servizi e finalità di istituto”, ma piuttosto “poiché destinati a servizi…”, il che determinerebbe una presunzione automatica di destinazione pubblicistica di tali importi.

 

Risultato: per rendere impignorabili le somme spettanti all’IACP non c’è bisogno di alcuna delibera che imprima ad esse uno scopo di natura pubblicistica. Infatti le somme e i crediti per canoni di locazione risultano per definizione destinati “a servizi e finalità di istituto” e come tali non possono essere assoggettati ad esecuzione forzata.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile, sentenza 20 gennaio – 16 marzo 2016, n. 5266
Presidente Armano – Relatore Barreca

Svolgimento del processo

1.- Con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Lecce – sezione distaccata di Taranto, ha rigettato l’appello proposto da SO.G.E.T. S.p.A. – Società Gestione Entrate e Tributi contro l’I.A.C.P. – Istituto Autonomo per le Case Popolari di Taranto (oltre che nei confronti del terzo pignorato) avverso la sentenza del Tribunale di Taranto con la quale era stata accolta l’opposizione all’esecuzione avanzata dall’Istituto, debitore esecutato in un’espropriazione presso terzi intrapresa da SO.G.E.T.; ha condannato l’appellante al pagamento delle spese del grado.
1.1.- La Corte d’appello, dopo aver richiamato l’art. I bis della legge n. 720 del 1984, ha reputato che l’art. 2, comma 85, della legge 23 dicembre 1996 n. 662 sottragga all’esecuzione forzata le somme ed i crediti dell’IACP derivanti dai canoni di locazione, iscritti nei capitoli di bilancio o in contabilità speciale, destinati a fini istituzionali e che, nella specie, vi fosse (anche) una delibera, avente il n. 157 del 2004, con la quale, come comprovato dal bilancio di previsione approvato per l’anno finanziario 2010, detti crediti e somme erano stati

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[1] Cass. sent. n. 5266/16 del 16.03.2016.

[2] Art. 828 cod. civ., co. 2.

[3] Art. 2, comma 85, L. n. 662/1996.

 


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