Ravvedimento operoso 2016: come ridurre le sanzioni fiscali
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6 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Ravvedimento operoso 2016: come ridurre le sanzioni fiscali

Le sanzioni per omesso, ritardato o errato versamento di imposte o presentazione di dichiarazione dei redditi possono essere ridotte grazie al ravvedimento operoso 2016.

 

Grazie al ravvedimento operoso è possibile pagare le sanzioni fiscali in misura ridotta, sanando così l’omesso o tardivo adempimento nei confronti del Fisco.

L’istituto può rivelarsi davvero utile per chi, per esempio, ha dimenticato di pagare un’imposta nei termini o ha commesso un errore di calcolo nella dichiarazione dei redditi. Con il ravvedimento è infatti possibile rimediare alla dimenticanza o errore pagando, oltre all’importo dovuto e agli interessi, una sanzione ridotta, prima che arrivi un avviso di accertamento o una cartella esattoriale. 

 

La legge prevede l’applicabilità del ravvedimento operoso e, quindi, della riduzione della sanzione solo se la violazione (omesso, ritardato o errato pagamento del tributo o omessa o ritardata o errata dichiarazione) non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore abbia avuto formale conoscenza.

 

Ciò vuol dire che il contribuente può ravvedersi ed effettuare i versamenti dovuti beneficiando della sanzione ridotta solo se non gli sono ancora stati notificati avvisi di accertamento, contestazioni fiscali, cartelle Equitalia ecc.

 

Il ravvedimento operoso è stato recentemente oggetto di modifiche da parte della Legge di stabilità 2016 che ha rimodulato la riduzione delle sanzioni e introdotto il cosiddetto ravvedimento lunghissimo.

Grazie ad esso, il contribuente può sanare la violazione anche oltre un anno sempre finché non intervenga una notifica del Fisco.

Tale ravvedimento può però essere utilizzato solo in caso di violazioni di competenza all’Agenzia delle Entrate (per esempio relativamente a imposte sui redditi, imposta di registro ecc.). Restano quindi escluse le imposte comunali (per esempio IMU, TARI ecc.) e regionali (per esempio bollo auto).

 

 

Tipi di ravvedimento operoso e riduzione sanzioni

A decorrere dal 1° gennaio 2016, esistono cinque tipi di ravvedimento:

 

ravvedimento sprint (pagamento entro 14 giorni): sanzione pari allo 0,1% giornaliero;

 

ravvedimento breve (pagamento tra 15 e 30 giorni): sanzione pari all’1,5%;

 

ravvedimento intermedio (pagamento tra 30 e 90 giorni): sanzione pari all’1,67%;

 

ravvedimento lungo (pagamento oltre 90 giorni ma entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione): sanzione pari al 3,75%;

 

ravvedimento lunghissimo (pagamento oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, o, se non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall’omissione o dall’errore): sanzione pari al 5% (applicabile solo alle violazioni di competenza dell’Agenzia delle Entrate).

 

Infine si ricorda che, dal 1 gennaio 2016, il tasso d’interesse legale applicato per il ravvedimento operoso è pari allo 0,2%.


Autore immagine: 123f com

 


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