Incidenti: il governo vuole abolire il risarcimento del danno morale
Miscellanea
17 Mar 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Incidenti: il governo vuole abolire il risarcimento del danno morale

Incidenti stradali: il pressing delle lobby per la riformulazione della norma del codice delle Assicurazioni.

 

Con l’approvazione del ddl “Concorrenza”, sarà definitivamente abolito il risarcimento del danno morale: questo significa che le vittime di incidenti stradali gravi potranno contare su indennizzi dimezzati. L’allarme – appena lanciato dall’OUA (l’Organismo Unitario dell’Avvocatura) – si fonda sul nuovo emendamento che sarà discusso insieme al testo definitivo del disegno di legge. In pratica, l’intenzione è quella di modificare il codice delle assicurazioni [1] inserendo la seguente previsione:

 

Quando sussista un danno biologico, l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona”.

 

Questa formulazione, che ai meno esperti potrebbe sembrare un po’ criptica, implica che, nel caso di incidente stradale con lesioni giudicate gravi, ossia con una invalidità superiore al 9%, l’ammontare dell’indennizzo che l’assicurazione corrisponderà al danneggiato si deve intendere comprensivo di qualsiasi voce di danno non patrimoniale, anche per la lesione di quei diritti che trovano fondamento nella costituzione o nei diritti della persona (appunto, il danno morale).

 

Insomma, una sorta di indennizzo onnicomprensivo, che andrà a ricoprire qualsiasi voce di danno, anche quello non patrimoniale che tragga il suo fondamento dalla lesione di diritti primari.

Qualora dovesse essere approvato una simile norma – sottolinea l’OUA – si raggiungerebbe il risultato di far sparire la liquidazione del danno morale dai risarcimenti che verrebbero decurtati, in media, del 30%.

 

Non è la prima volta che Governo e Parlamento si accaniscono con norme “taglia indennizzi” a tutta tutela delle assicurazioni: se è anche vero che uno dei problemi principali del settore sono le frodi e i falsi incidenti, non è certo ammissibile che, per l’incapacità dello Stato a far rispettare la legge, a farne le spese debbano essere gli onesti cittadini vittime di incidenti a volte paralizzanti o mortali. Il costo che le assicurazioni pagano per l’aver, in tutti questi anni, accontento richieste di indennizzo a volte spropositate o non fondate, non può oggi essere spalmato sulla collettività.


[1] Art. 138 Cod. Ass., co. 4.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti