Arriva la norma Salva Multe: stop a 50mila cartelle di pagamento
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18 Mar 2016
 
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Arriva la norma Salva Multe: stop a 50mila cartelle di pagamento

Due giorni in più per l’accredito dei pagamenti online all’amministrazione.

 

Il cittadino avrà più tempo per pagare le multe tramite strumenti elettronici senza perciò essere considerato moroso e perdere i benefici collegati all’immediata estinzione della contravvenzione: il versamento, infatti, si considererà regolarmente effettuato – ed il debito estinto – non più alla data in cui l’amministrazione riceverà i soldi (data di accredito), ma alla data di pagamento. Ad un’unica condizione: che i soldi arrivino sul conto del destinatario non oltre due giorni dalla data di scadenza del pagamento.

È questa la novità inserita nel “Decreto banche” in via di definitiva approvazione: una norma resasi necessaria per via del chiarimento ministeriale dell’ottobre scorso che aveva messo a repentaglio numerosi automobilisti. Ma procediamo con ordine.

 

 

Quando si deve pagare la multa

Il cittadino ha 60 giorni di tempo per pagare la multa “in misura ridotta”; al 61° giorno scattano gli aumenti (anche considerevoli) per via delle sanzioni da ritardo, oltre agli interessi. Inoltre, se paga nei primi 5 giorni dall’accertamento o dalla notifica della contravvenzione a casa, usufruisce di un ulteriore sconto del 30%.

 

Nessuno si è, però, mai posto il problema di verificare cosa si debba intendere con la parola “pagamento”. Questo perché il Codice della strada, scritto 25 anni fa – quando ancora le multe si pagavano solo in contanti (negli uffici di polizia o, eccezionalmente, già sul luogo dell’infrazione) o su conto corrente postale (alle Poste) – dava per scontato che il giorno del pagamento coincidesse con il giorno dell’incasso per l’amministrazione.

Con la diffusione degli strumenti di pagamenti telematici come l’e-banking, si è verificato un problema: la data in cui il cittadino effettua l’operazione non è quasi mai quella in cui la somma confluisce materialmente sul conto dell’amministrazione. Alcuni pagamenti elettronici arrivavano infatti in cassa dopo il termine di legge e li si deve considerare tardivi. In tali situazioni, quale dei due giorni va preso a riferimento per stabilire se il debito è stato estinto tempestivamente o meno?

 

A riguardo, lo scorso anno il ministero era intervenuto con un chiarimento che rischiava di mettere in difficoltà chiunque decidesse di pagare tramite strumenti diversi dal contante: per verificare la tempestività del pagamento, anche per chi utilizza i sistemi elettronici, vale la data di valuta e non quella dell’operazione. In pratica, è necessario che, entro la scadenza del termine per il versamento, la somma arrivi sul conto dell’amministrazione. Con la conseguenza che, chi oggi opera tramite la banca via internet prima del week end, pagando l’importo riportato indicato sulla multa, potrebbe trovarsi davanti a una brutta sorpresa: se l’accredito arriva con un solo giorno di ritardo (come spesso succede quando si opera nel week end) si vedrà recapitare una cartella di pagamento di Equitalia per le sanzioni conseguenti ai giorni di ritardo: ritardo, tuttavia, imputabile solo ai tempi tecnici del circuito bancario.

 

 

La soluzione

Con la norma che si vuole approvare si rimedia all’errore, stabilendo che “per i pagamenti diversi da quelli in contanti o tramite conto corrente postale, l’effetto liberatorio del pagamento si produce se l’accredito in favore dell’amministrazione avviene entro 2 giorni dalla data di scadenza del pagamento”.

 

I due giorni in più per avere la garanzia dello sconto del 30% sulle multe per chi paga con l’home banking, o comunque non in contanti o con il conto corrente postale, si estende anche ai pagamenti in tabaccheria con i servizi specializzati di pagamento delle multe.

 

La norma, che avrebbe la caratteristica di essere una “interpretazione autentica” del testo contenuto nel codice della strada, tenta di bloccare l’invio di oltre 50mila cartelle di pagamento che Equitalia si starebbe apprestando a notificare.

 

La stessa norma era già stata scritta dal Governo nel Ddl concorrenza, ma visti i tempi lenti di approvazione di tale testo, si è preferito trasfonderla nel Dl Banche, che procede invece più spedito.


Autore immagine: 123rf com

 


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