Rc auto e Ddl Concorrenza
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18 Mar 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Rc auto e Ddl Concorrenza

Queste le principali novità che il Ddl concorrenza dovrebbe introdurre nel settore della Rc auto.

 

Il disegno della legge annuale per il mercato e la concorrenza (Ddl Concorrenza) è stata approvato il 7 ottobre 2015 alla Camera dei Deputati ed in questi giorni è sottoposto al vaglio della Commissione Industria al Senato. Tale disegno di legge, propone, tra le altre cose, l’introduzione di alcune modifiche alla disciplina vigente nel settore delle Rc auto. Tra queste misure segnaliamo alcune di favore per il cittadino ed altre che potremmo definire anti-frode assicurativa.

 

 

Obbligo di trasparenza:

Rientra sicuramente nella prima categoria la previsione di una maggiore trasparenza e maggiori obblighi informativi nella stipula dei contratti di assicurazione. In particolare, gli intermediari assicurativi, prima della sottoscrizione, devono informare il contraente sui premi offerti da tutte le imprese assiuratrici di cui sono mandatari, tamite una banca dati telematica a loro messa a disposizione dall’IVASS (istituto di vigilanza sulle assicurazioni).

 

 

Sconti obbligatori:

Le imprese di assicurazione saranno obbligate ad effettuare sconti sui premi quando, su proposta dell’assicurazione, venga installata sul veicolo dell’assicurato la cosiddetta scatola nera o vi siano dispositivi preesistenti che consentano la raccolta di dati per la determinazione della responsabilità in caso di incidente. Sconti anche nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’installazione sul proprio veicolo di meccanismi elettronici che impediscano l’avvio del motore se nel guidatore è riscontrato un tasso alcolemico superiore ai limiti stabiliti dalla legge. Saranno le Compagnie assicuratrici a determinare la percentuale minima degli sconti obbligatori, secondo criteri determinati dall’IVASS. Sono previste sanzioni fino ad 80.000 euro per chi non applica gli sconti.

Sconti sulle polizze sono previsti per gli assicurati del Sud che non hanno fatto incidenti negli ultimi cinque anni.

 

 

La scatola nera

L’installazione nel veicolo di questo dispositivo elettronico verrà utilizzato dall’assicurazione per determinare la responsabilità in occasione del sinistro: infatti nel disegno di legge è stabilito che le risultanze acquisite con la scatola nera formano piena prova nel processo civile dei fatti a cui si riferiscono, a meno che la parte dimostri che il dispositivo sia stato manomesso o non funzionante. Le spese d’installazione di tali dispositivi sono a carico dell’impresa assicuratrice e nel caso in cui l’assicurato cambi compagnia, esistono provider di telematica assicurativa idonei a garantirne la portabilità .

L’ente deputato alla raccolta dei dati delle scatole nere è sempre l’IVASS: possono essere raccolti soltanto i dati necessari alla determinazione delle responsabiltà nel caso di incidenti stradali ed ai fini tariffari, e per rilevare la posizione del veicolo.

Qualora l’assicurato disinstalli o manometta in qualunque modo il dispositivo non viene applicata la riduzione del premio.

 

 

Verifiche effettuate dall’IVASS

In caso di richiesta di risarcimento per soli danni a cose, l’IVASS procede alla consultazione di un archivio informatico; se, in seguito all’inserimento del codice fiscale del danneggiato, emergono indici di anomalia (secondo parametri individuati già precedentemente dall’istituto), oppure risultino incongruenze in sede di perizia, l’assicurazione non effettua l’offerta di risarcimento, riservandosi di eseguire ulteriori approfondimenti.

 

 

L’identificazione dei testimoni

Il danneggiato, nei sinistri con solo danni a case, deve provvedere ad indicare eventuali testimoni già nella domanda con cui chiede il risarcimento e nell’invito alla negoziazione assistita. Tali dati possono essere richiesti dall’assicurazione entro 60 giorni dalla denuncia del sinistro; a sua volta la parte deve fornire il nome dei testi entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta.

Durante il giudizio, il giudice potrà ammettere testi non inicati nei termini soltanto qualora la parte dimostri che sia stato oggettivamente impossibile identificarli prima.

Infine nel caso in cui il giudice, tramite documentazione, ravvisi che un soggetto sia stato indicato come testimone in più di tre processi nell’arco di cinque anni, può inoltrare un’informativa alla Procura della Repubblica.


 


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