Assegni familiari Gestione Separata: quando spettano?
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6 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Assegni familiari Gestione Separata: quando spettano?

Assegni familiari per gli iscritti alla Gestione Separata, liberi professionisti e cococo: in quali casi si ha diritto alla prestazione?

 

Sono iscritta alla Gestione Commercianti e alla Gestione Separata: ho diritto agli assegni familiari?

 

Gli assegni familiari sono una prestazione di sostegno al reddito che spetta agli iscritti delle gestioni speciali Inps dei lavoratori autonomi : nel dettaglio, hanno diritto al beneficio i coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni ed i pensionati della Gestione artigiani e commercianti. Gli assegni, dunque, non spettano ai lavoratori iscritti alla Gestione artigiani e commercianti, ma soltanto a chi è già in pensione.

 

Per quanto riguarda gli iscritti alla Gestione Separata, non spettano gli assegni familiari, ma gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF),come per la generalità dei lavoratori dipendenti: il diritto è riconosciuto sia ai lavoratori iscritti come parasubordinati (cococo) che come liberi professionisti.

 

 

ANF Gestione Separata: condizioni per il diritto

Nel caso degli iscritti alla Gestione Separata, però, l’assegno, come avviene per le altre prestazioni a sostegno del reddito (indennità di maternità, di malattia, degenza ospedaliera), spetta soltanto se sono dovuti i contributi aggiuntivi (corrispondenti all’aliquota dello 0,72%): la contribuzione è dovuta da chi è iscritto alla Gestione Separata in via esclusiva, mentre non è dovuta da chi è iscritto ad altre gestioni, o da chi è già pensionato.

Questo, in parole povere, significa che, se si è in pensione o si è  iscritti ad un’altra forma di previdenza (Gestione Commercianti, Fondo pensione lavoratori dipendenti, Fondi speciali o Casse previdenziali dei professionisti), poiché è dovuta l’aliquota ridotta alla Gestione Separata (pari nel 2016 al 24%)gli assegni non spettano.

Inoltre, perché si abbia diritto agli assegni nella Gestione Separata, è necessario che il 70% del reddito del nucleo familiare derivi da lavoro dipendente, parasubordinato o autonomo: il reddito, in pratica, deve derivare dall’attività per la quale è dovuta l’iscrizione alla Gestione Separata.

Ad ogni modo, il diritto all’ANF viene riconosciuto anche se nell’anno di riferimento il reddito del nucleo del richiedente (di qualsiasi natura) sia uguale a zero o risultino solo redditi negativi.

 

 

ANF Gestione Separata: è possibile pagare l’aliquota aggiuntiva se non dovuta?

Anche se si possiedono, negli anni per i quali l’iscrizione alla Gestione Separata non risulta in via esclusiva, i requisiti di reddito richiesti, l’ANF non spetta: il diritto, difatti, resta precluso dal mancato pagamento dell’aliquota aggiuntiva destinata al finanziamento delle prestazioni non pensionistiche.

Purtroppo non è possibile pagare la differenza, in quanto l’inquadramento e la corrispondente aliquota contributiva sono stabiliti dalla normativa; risulterebbe dunque inutile versare l’aliquota aggiuntiva in mancanza dell’obbligo di legge, sia se il versamento avvenisse durante l’anno per cui si richiedono le prestazioni, sia successivamente: l’Inps tratterebbe i contributi in eccesso come un indebito da restituire e non darebbe comunque luogo alle prestazioni collegate.

 

 

Assegno per il nucleo familiare

Nei casi in cui non spettino al lavoratore né gli assegni familiari, né gli assegni al nucleo familiare, può essere comunque fruita un’ulteriore prestazione: l’assegno per il nucleo familiare.

Si tratta di una prestazione differente, che spetta alle famiglie con almeno 3 figli minori, concessa dai Comuni ed erogata dall’Inps: per averne diritto, il reddito del nucleo deve risultare entro una determinata soglia Isee stabilita ogni anno (per il 2015 ed il 2016 pari a 8.555,99 euro).

Le prestazioni per una determinata annualità devono essere richieste al Comune perentoriamente entro il 31 gennaio dell’anno successivo, pena la perdita del diritto.


 


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