Ordinamento penitenziario minorile: disposizioni particolari
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26 Mar 2016
 
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Ordinamento penitenziario minorile: disposizioni particolari

Riabilitazione condizionale e liberazione condizionale del minore.

 

 

Riabilitazione speciale

L’istituto della riabilitazione previsto all’art. 178 c.p. si applica solo agli imputati maggiorenni.

Per i minori trova infatti applicazione la riabilitazione speciale, disciplinata all’art. 24, R.D.L. 1404/1934, modificato dall’art. 4 del R.D.L. 15 novembre 1938, n. 1802.

Può essere richiesta dalla parte o concessa d’ufficio ed è volta ad ottenere l’estinzione delle pene accessorie e degli altri effetti penali della condanna, escluso il perdono giudiziale e la sospensione condizionale.

 

Le condizioni per la concessione del beneficio della riabilitazione speciale sono:

 

– che i fatti commessi dal condannato si siano verificati quando non aveva superato i 18 anni;

 

– non è subordinato all’adempimento delle obbligazioni utili nascenti dal reato;

 

– è concedibile anche in relazione a sentenze di proscioglimento;

 

– è concedibile dal Tribunale per i minorenni fino a 25 anni, a istanza dell’interessato, del P.M. o d’ufficio.

 

Il tribunale compie una serie d’indagini al fine di accertare se il minore sia completamente emendato e la decisione è presa con sentenza in Camera di Consiglio ed è comunicata a tutte le autorità di pubblica sicurezza che abbiano o possano avere rapporti con il minore.

Una volta dichiarata, la riabilitazione comporta la cessazione delle pene accessorie e di tutti gli altri effetti preveduti da leggi e regolamenti penali, civili ed amministrativi.

La decisione è impugnabile per Cassazione dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni o dal Procuratore generale o dall’interessato, in caso di rigetto.

Viene revocata se il riabilitato commette nei cinque anni un delitto non colposo, per il quale sia inflitta la pena della reclusione per un periodo non inferiore a tre anni.

Se la riabilitazione speciale viene richiesta da chi ha compiuto i venticinque anni, competente a concederla è il Tribunale di Sorveglianza ordinario; il provvedimento di riabilitazione non determina più gli effetti speciali, ma produce i benefici normalmente previsti per i maggiorenni, anche se i fatti furono commessi da minore.

 

 

Liberazione condizionale

Il beneficio della liberazione condizionale, disciplinato in via generale dall’art. 176 c.p. e dall’art. 21, R.D.L. 1404/1934, viene concesso al condannato che durante il periodo di detenzione abbia dato prova costante di ottima condotta, tenendo un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento.

L’istituto si fonda sulla attuale condotta del condannato ed è causa di estinzione della pena e non del reato.

Per i condannati che commisero il delitto da minori di anni 18, la liberazione è consentita per qualsivoglia pena ed in qualunque momento dell’esecuzione (art. 21, R.D.L. 1404/1934). Riguardo ai minori, il beneficio può essere ordinato dal Tribunale per i minorenni in sede di sorveglianza nel cui distretto, al momento della domanda il condannato espia la pena e fino a quando il condannato non ha superato il venticinquesimo anno di età.

La liberazione condizionale è revocata se la persona liberata commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole, ovvero se trasgredisce agli obblighi inerenti alla libertà vigilata, disposta ai sensi degli art. 230, n. 2 c.p. In tal caso il tempo trascorso in libertà condizionale non è computato nella durata della pena ed il condannato non può essere riammesso alla liberazione condizionale. La liberazione condizionale sospende l’esecuzione della parte di pena che rimane ancora da scontare. Se però tutto il tempo della pena inflitta decorre senza alcuna causa di revoca la pena rimane estinta e sono revocate le misure di sicurezza personali. Tutti gli altri effetti penali, comprese le pene accessorie, sopravvivono. Nei confronti del liberato è sempre ordinata la libertà vigilata che, secondo l’art. 36 c.p.p.m. si esegue nelle forme previste dagli artt. 20 (prescrizioni dei servizi minorili) e 21 (permanenza in casa).

 

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