Conti correnti: interessi calcolati solo una volta all’anno
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19 Mar 2016
 
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Conti correnti: interessi calcolati solo una volta all’anno

Stretta sull’anatocismo: per evitare la capitalizzazione degli interessi, il calcolo di quanto dovuto avverrà al 31 dicembre di ogni anno e non in base a trimestri.

 

In arrivo la norma che obbligherà le banche a calcolare gli interessi passivi sui conti correnti solo una volta all’anno e non già quattro, come oggi succede in gran parte dei casi. L’addebito degli interessi potrà avvenire solo 60 giorni dopo il 31 dicembre di ciascun anno, con assoluto divieto di conteggi infra annuali. La riforma si impone per cercare di ridurre il fenomeno dell’anatocismo, ossia quella illegittima pratica bancaria con cui gli interessi non pagati, alla fine di ogni trimestre, vengono considerati “capitale” e quindi base di calcolo per i successivi interessi: un sistema, quest’ultimo, che porta inevitabilmente a una lievitazione esponenziale delle somme dovute dal correntista.

 

La norma è contenuta negli emendamenti di cui il Governo dovrà tener conto, approvati ieri dalla Camera e legati al dl banche, in fase di conversione in legge.

 

La previsione di un unico conteggio annuale degli interessi sarà “simmetrica”: in sostanza varrà non solo se si parla di interessi passivi (quando, pertanto, il creditore è la banca), ma anche con gli interessi attivi (quando, invece, il creditore è il correntista).

 

Il divieto di anatocismo verrà inoltre esteso alle carte di credito cosiddette revolving.

 

In verità, il divieto di anatocismo è già contenuto nella legge di Stabilità per il 2014 ed è operativo dal 1° gennaio dello stesso anno. Ma, ancorandosi a un appiglio interpretativo le banche stanno continuando a comportarsi come sempre hanno fatto. Illegittimamente. Il testo della norma del 2014, infatti, sembrerebbe vincolare l’operatività del divieto all’adozione di un decreto del CICR non ancora emesso. I giudici, però, hanno già detto da loro e, da più parti d’Italia (in particolare, a Milano), sono uscite sentenze di condanna nei confronti degli istituti di credito, sottolineando che il divieto di anatocismo sarebbe già operativo e vincolante.

Evidentemente, tutto ciò non è sufficiente. Sicché la prospettata modifica al Testo Unico Bancario.

 

Se la disposizione sarà approvata scatterà il vincolo del conteggio degli interessi sia debitori che creditori al 31 dicembre di ogni anno; ciò limiterà le libere interpretazioni della norma ora in vigore, facendo cadere la possibilità di interessi infrannuali e le anomalie di calcolo ad esse connesse.

 

La proposta si sviluppa su tre vie:

 

– l’esigibilità dal 1 marzo di ogni anno degli interessi debitori maturati;

 

– l’estensione del divieto di anatocismo anche a carte di credito revolving (linea di credito flessibile ricaricabile);

 

– la disponibilità immediata per il cliente sugli interessi creditori fruttati (dal 1° gennaio).


Autore immagine: 123rf com

 


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