Cartella di pagamento nulla senza avviso bonario se c’è incertezza
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20 Mar 2016
 
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Cartella di pagamento nulla senza avviso bonario se c’è incertezza

Necessario il contraddittorio preventivo con il contribuente tutte le volte in cui sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione dei redditi.

 

È nulla la cartella di pagamento di Equitalia se, prima dell’iscrizione a ruolo del tributo, l’Agenzia delle Entrate non invia al contribuente un avviso bonario per consentirgli di presentare memorie a propria difesa. È quanto chiarito l’altro ieri da una interessante sentenza della Cassazione [1]. Procediamo con ordine.

 

 

La vicenda

Il caso si riferisce alla notifica, nei confronti di una società, di una cartella esattoriale derivante dalla liquidazione automatizzata della dichiarazione (omesso versamento IVA), sicché la contribuente aveva lamentato il mancato invio della comunicazione d’irregolarità.

 

 

Obbligo del contraddittorio preventivo

La Suprema Corte applica alla lettera lo Statuto del Contribuente [2] il quale stabilisce che «prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l’amministrazione finanziaria deve invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo e comunque non inferiore a trenta giorni dalla ricezione della richiesta».

In buona sostanza, bisogna attivare quello che viene definito “contraddittorio preventivo”, ossia una sottofase del procedimento amministrativo di accertamento fiscale, volta a convocare l’interessato e garantirgli la possibilità di presentare proprie difese, anche scritte, prima della decisione finale.

 

La Cassazione giustamente precisa che l’invio dell’avviso bonario e l’invito al contraddittorio preventivo non sono obbligatori nella generalità dei casi. Non perché si è ricevuta una cartella esattoriale, quindi, si deve anche pretendere il previo invito, da parte dell’Agenzia delle Entrate, a fornire chiarimenti e difese. Del resto, in caso di controllo automatizzato della dichiarazione il contribuente può comunque pagare la sanzione ridotta per estinguere la pretesa fiscale quando non gli è stata inviata la comunicazione d’irregolarità appunto per consentirgli di beneficiare della decurtazione: riduzione delle sanzioni che ammonta a un terzo: 10% in luogo dell’ordinario 30% anche in presenza di cartella.

 

La questione, però, cambia tutte le volte in cui ci siano “dubbi” sulla dichiarazione presentata dal contribuente. Più precisamente, lo Statuto del Contribuente prevede [2] l’obbligo dell’avviso bonario e del contraddittorio preventivo, prima dell’invio della cartella di pagamento, solo in presenza di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione dei redditi. Pertanto scatta la nullità della successiva cartella esclusivamente nelle ipotesi in cui, pur dinanzi a una “rilevante incertezza”, l’Agenzia delle Entrate ometta l’attivazione del contraddittorio.

 

In altre parole, la nullità della cartella non può discendere dal mancato invio dell’avviso bonario, ma dall’omessa attivazione del contraddittorio solo nei casi di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Stop, dunque, alla cartella di pagamento per l’omesso versamento delle imposte, emessa all’esito del controllo automatizzato, se l’amministrazione non dà all’interessato la comunicazione dell’irregolarità. E ciò perché il contraddittorio endoprocedimentale costituisce un principio fondamentale nell’esercizio della potestà impositiva e la mancata instaurazione viola lo statuto del contribuente.


[1] Cass. sent. n. 5394/16 del 18.03.2016.

[2] Art. 6, co. 5, Statuto dei contribuenti.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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