Cos’è il negozio giuridico
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20 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Cos’è il negozio giuridico

La manifestazione di volontà dei contratti e degli atti unilaterali.

 

Il diritto spesso utilizza termini che, nell’uso comune, hanno un significato completamente diverso; uno tra questi è il negozio giuridico che, a dispetto del nome, non è un emporio dove acquistare merce, ma è un atto volto a manifestare la volontà del suo autore. Insomma, l’espressione negozio giuridico indica una dichiarazione di volontà diretta a produrre degli effetti per il diritto e per la legge.

 

In verità il negozio giuridico è solo un’astrazione (peraltro, secondo alcuni, priva di utilità), che non ha alcun riscontro concreto: non esiste, infatti, un atto, nella realtà quotidiana, che possa definirsi “negozio giuridico”, ma piuttosto esso è una “categoria” generale e astratta nella quale rientrano una serie di esempi invece concreti ed esistenti.

 

Ecco qualche esempio di negozio giuridico:

 

– il matrimonio: esso consiste infatti nell’incontro di due dichiarazioni di volontà (“Vuoi tu sposare… Sì lo voglio”), dirette a produrre quel particolare effetto giuridico che è la nascita di una nuova famiglia;

 

– il testamento: con esso il suo autore (cosiddetto testatore) dichiara la propria volontà di destinare i propri beni a specifici soggetti;

 

– il contratto: è il negozio giuridico per eccellenza in quanto manifestazione della più completa e libera volontà dei soggetti di regolare (o non regolare) i propri interessi economici (“Accetto di acquistare quel computer al prezzo di euro…”);

 

– l’emissione di un assegno (“Voglio che la mia banca paghi a….”);

 

– l’adozione, ecc.

 

Come visto, tutti questi esempi sono caratterizzati da un minimo comune multiplo: la volontà del/dei suo/suoi autore/i di produrre un effetto giuridico, ossia di dar vita a un fatto regolato dalla legge.

 

È sbagliato quindi pensare che il negozio giuridico sia sempre l’incontro della volontà di più soggetti (il che è piuttosto il campo dei contratti, degli statuti di società, della donazione, ecc.), potendo trattarsi anche di un atto unilaterale (testamento, emissione assegno, ecc.)

 

In estrema sintesi, possiamo definire il negozio giuridico come una manifestazione di volontà (di uno o più soggetti) cui la legge automaticamente collega degli effetti. Non è, quindi, un negozio giuridico un incidente stradale, sebbene da esso scaturiscano anche determinati effetti legali (l’obbligo di risarcimento); lo scontro tra due auto, infatti, è considerato un fatto giuridico, un evento cioè cui la legge fa dipendere effetti.

 

Ed è proprio questo il punto su cui i giuristi dell’epoca antica concentravano tutte le proprie dissertazioni: gli effetti giuridici possono dipendere essenzialmente da due fenomeni, gli atti (ossia i negozi) e i fatti giuridici.

 

Se poi questa distinzione sia mai servita a qualcosa, più di un dubbio è stato avanzato in epoca moderna. Ma si sa, ai giuristi piace da sempre astrarre. Il che è frutto di una dottrina antichissima, ormai superata, chiamata “pandettistica”, di cui i tedeschi furono i principali artefici.


Autore immagine: 123rf com

 


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