Qualcuno sta spiando nel tuo WhatsApp: scatta la foto all’intruso
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20 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Qualcuno sta spiando nel tuo WhatsApp: scatta la foto all’intruso

Se ti è comparso questo messaggio su WhatsApp: questa persona ha curiosato nel tuo profilo; ecco perché hai ricevuto questo avviso.

 

Qualcuno sta spiando nel tuo WhatsApp?”: è questo l’avviso che molti utenti Android stanno ricevendo al momento dell’accesso al proprio profilo Whatsapp. Che sarà successo? Chi è riuscito ad entrare nel tuo account e a leggere i messaggi?  Si tratta di un virus, di un trojan, di un semplice scherzo? O è solo un avviso commerciale?

 

La soluzione è semplice e soprattutto meno grave di ciò che, forse, stai temendo: hai installato sul tuo cellulare (volontariamente o meno) un software tra le cui funzioni c’è quella di bloccare l’accesso a terzi estranei nel momento in cui tentano di entrare in determinate app. In pratica, tra le funzioni di queste app, c’è anche quella di immettere una password (che deve attivare e scegliere il proprietario stesso del cellulare) per l’accesso a determinati applicativi come appunto WhatsApp, Facebook, Messanger o gli sms.

 

Un esempio pratico ti farà capire subito di cosa stiamo parlando. Se hai lasciato il cellulare fuori dalla tuo portata e qualcuno se n’è momentaneamente impossessato per curiosare tra le conversazioni o le chat, non potrà farlo se non saprà tale password di accesso. Se questa password viene sbagliata per ben due volte, al terzo tentativo il cellulare scatterà una foto, in modo tale che il proprietario, in un secondo momento, potrà scoprire il volto dell’intruso e sapere chi stava tentando di spiare nelle sue conversazioni segrete.

 

Insomma, tu non sei la vittima, ma al contrario il beneficiario di un servizio che – questo sì – forse non avevi richiesto.

Nessuno, quindi, ha spiato sul tuo Whatsapp tramite virus o intrusioni informatiche. I messaggi su Whatsapp non possono essere criptati e intercettati da terzi in remoto. In realtà – ma si tratta di ipotesi meno frequenti – esistono software che, una volta installati su un cellulare o su un pc, consentono a un soggetto a distanza di sapere cosa la vittima digita sulla propria tastiera. Ma per “caricarli” è necessario impossessarsi del telefono altrui o riuscire a fare in modo che l’utente clicchi su qualche allegato malevolo.

 

Invece, nel nostro caso, è l’utente stesso ad aver installato un’app che, magari, si professava essere solo un antivirus o in grado di pulire il cellulare da file obsoleti per ottimizzare la memoria.

 

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CM Security  AppLock, LEO Privacy e Chat Lock sono alcune di queste app che potresti aver installato sul tuo Android, colpevoli di questo “scherezzetto”. Ma non ci sono problemi: qualora le disinstallerai, il messaggio non comparirà più. O, altrimenti, potresti disattivare solo la funzione che immette la “password” alle tue principali app.


 


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