Taglio di tribunali e Corti di Appello: geografia giudiziaria di nuovo amputata
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20 Mar 2016
 
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Taglio di tribunali e Corti di Appello: geografia giudiziaria di nuovo amputata

Ridotte le Corti di Appello a una per Regione; i tribunali di primo grado subiranno una cura dimagrante: il nuovo provvedimento per ridurre i costi della giustizia.

 

A breve il Governo adotterà un decreto che, come quello del 2012, prevedrà nuovi ed ulteriori tagli alla geografia giudiziaria: saranno ridotte le Corti di Appello e i Tribunali primo grado. Verrà selezionata una task force di magistrati da utilizzare nei casi urgenti, in cui bisognerà affrontare le situazioni più critiche. La novità è trapelata dal Ministero della Giustizia dove si sta lavorando al nuovo testo sull’organizzazione idegli uffici giudiziari: entro fine mese la Commissione, appositamente istituita con questo compito, rilascerà la bozza del provvedimento che poi verrà discusso e approvato dal Consiglio dei Ministri.

 

È di soli quattro anni fa l’intervento legislativo [1] che aveva determinato lo storico tagli agli uffici giudiziari, abolendo gran parte delle sezioni distaccate. In particolare erano stati soppressi 30 tribunali e altrettante procure, 667 uffici del giudice di pace e le 220 sezioni distaccate del tribunale. All’epoca fu un vero e proprio terremoto, che aveva determinato la protesta – rimasta inascoltata – di molti avvocati stabiliti presso le sedi soppresse.

Ora arriva la nuova cura dimagrante, in linea peraltro con l’intento dello Stato non solo di ridurre i fascicoli arretrati sulle scrivanie dei giudici e ancora non definiti, ma lo stesso “potenziale” contenzioso, stimolando le forme di contrattualizzazione della giustizia e portando fuori dai tribunali la soluzione delle liti.

 

In verità, il prossimo intervento non sarà altro che una “fase due” della riforma del 2012. Il nuovo testo prende principalmente di mira le Corti d’Appello. Il Governo mira a istituire, in linea tendenziale, una sola Corte d’Appello per Regione, cancellando tutte le sezioni distaccate. Inoltre si tenterà di ridurre «mediante attribuzione di circondari o porzioni di circondari di tribunali appartenenti a distretti limitrofi, il numero delle Corti di appello esistenti, secondo i criteri oggettivi dell’indice delle sopravvenienze, dei carichi di lavoro, del numero degli abitanti e dell’estensione del territorio, tenendo comunque conto della specificità territoriale del bacino di utenza».

 

Attualmente solo sei distretti di Corte d’Appello superano i 4 milioni di abitanti (Milano, Roma, Venezia, Napoli, Torino e Bologna), ossia il 20% del totale. Solo 4 distretti (Firenze, Brescia, Bari e Palermo) superano i 2 milioni di abitanti amministrati. Nove distretti superano un milione di abitanti (Catania, Genova, Ancona, Catanzaro, Trieste, L’Aquila, Lecce, Cagliari e Salerno).

 

Con i medesimi criteri avverranno i tagli dei tribunali: gli giudiziari di primo grado saranno interessati da una riduzione “tenendo di mura l’efficienza e la specializzazione delle funzioni e dei risparmi di spesa”.

 

In ultimo, viene predisposto un ruolo speciale di magistrati, sia giudicanti, sia requirenti, da destinare con delibera del Csm, per un periodo non superiore a 5 anni, agli uffici in maggiore sofferenza.


[1] D.lgs. n. 155/2012 e D.lgs. n. 156/2012.

 


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Commenti
20 Mar 2016 Insinga Vito

Vorrei chiedere a tutti questi “Legiferai”:- ma questi ulteriori soppressioni di uffici giudiziari importanti sul territorio e che fanno indurre a ritenere che ancora esiste uno Stato(se ancora esiste),QUANTO fanno risparmiare materialmente?? Ma vogliono tener conto che presso questi numerosi uffici giudiziari soppressi o da sopprimere,insistono nomerose attività commerciali che vivono in funzione della esistenza degli uffici giudiziari(bar-cartolerie-tipografie cc.).-Quanti posti di lavoro si perdono per la comunità?.-Qual è l’effettivo risparmio per lo Stato?.-Un discorso a parte dovrebbero farlo per gli impiegati degli uffici giudiziari che da un giorno all’altro si trovano in altri luoghi trasferiti,con conseguenze economiche sia per lo Stato (spese di trasferimento uffici-servizi- ecc),nonché per il disagio che si crea in danno degli impiegati/funzionari , soggetti a trasferirsi in altri ambiti ,alcune volte lontani diversi chilometri da casa ,con conseguenti aggravi di natura economica per i nuclei familiari , con disagi di tutti i generi.-

 
20 Mar 2016 Avv. Giuseppe Lipera

L’INIZIO DI TUTTI I MALI FU L’ABOLIZIONE DELLE PRETURE (Decreto Legislativo 19 febbraio 1998, n. 51), POCHI LO INTUIRONO MOLTO NON LO CAPIRONO, TUTTI SE NE DISINTERESSARONO: NESSUNA SERIA PROTESTA, NE’ DEGLI ORDINI FORENSI NE’ DELLE ASSOCIAZIONI ED ECCOCI ORA QUA.
LA GIUSTIZIA OGGI E’ ALLO SFACELO PIU’ TOTALE E TRA POCO SARA’ PURE PEGGIO SE PASSA QUESTO DELIRANTE PROGETTO: CI MANCA POCO CHE DIRANNO CHE LE CAUSE SI FARANNO SOLO A ROMA, DISPONENDO LA IMMEDIATA CHIUSURA DI TUTTI I TRIBUNALI DELLA PENISOLA, ISOLE COMPRESE.
URGE, DICO URGE, INTERVENIRE E FARE SENTIRE LA NOSTRA VOCE, DI NOI AVVOCATI PARLO, A COSTO DI FARE SCIOPERO AD OLTRANZA (CHIAMANDOLO SCIOPERO, NO ASTENSIONE DALLE UDIENZE).

 
21 Mar 2016 andrej adramelek

Come al solito riformicchie prese isolatamente sono i peggiori rimedi. La rivoluzione da noi proposta implica la riduzione dei gradi di giudizio a due (come in tanti paesi d’Europa), criteri di snellimento sostanziali e procedurali(eliminazione dell’antiscientifico processo indiziario, nomofilachia del favor rei, verdetti non impugnabili in caso di assoluzione, separazione delle carriere etc.) e in contemporanea la creazione di una miriade di giudici di quartiere soprattutto in chiave preventiva per creare immediata, preventiva e concreta giustizia. Il sistema porterà a tanti posti di lavoro per gli avvocati a spasso e i giudici falliti nel micidiale concorso (si lotta per abolirlo). E’ alle stampe un libercolo sull’argomento.Ultimo atto: unificazione di tutte le magistrature con gigantesche rotazioni dei giudici: ordinaria, amministrativa, di pace oltre alle nuove figure da noi escogitate: giudice di quartiere e giudice d’intervento web. MOVIMENTO PER IL NEORINASCIMENTO DELLA GIUSTIZIA

 
23 Mar 2016 Avv. Fabio Cantelmi

Credo che l’Italia stia scivolando verso un nuovo medioevo, parlando di semplificazione, snellimento e risparmio in realtà si trasforma il territorio desertificandolo e privandolo di cultura storia ed istituzioni….Meglio sprecare un po’ di soldi in una scuola con pochi ragazzi ove vi siano insegnanti, sprecarne altri in un ospedale ove crescono bimbi e medici, e sprecare altri soldi in tribunali che da sempre hanno rappresentato la culla anche della cultura del territorio altrimenti alla mercè di imprenditori, commercianti e truffatori…

 
23 Lug 2016 Avv.Salvatore Trani

Bisogna insistere a scioperare coinvolgendo tutta la popolazione facendo notare che già attualmente sia i Tribunali che le Corti d’Appello sono intasati di tantissime controversie e che per carenza di adeguato numero di Magistrati e di personale dipendente, vengono rinviate a tempo perso tanto che anche innanzi alla Corte d’Appello di Napoli sono pendenti delle cause dal 2004 e non si riesce a pervenire alla conclusione