Omesso versamento ritenute previdenziali: quando non è reato
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21 Mar 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Omesso versamento ritenute previdenziali: quando non è reato

L’omesso versamento di ritenute previdenziali fino a diecimila euro annui non è più reato; la depenalizzazione incide anche sulle sentenze di condanna e decreti irrevocabili.

 

L’omesso versamento delle ritenute previdenziali non è più reato, bensì illecito amministrativo punibile con multa, se l’omissione ammonta complessivamente ad una cifra inferiore a dieci mila euro annui.

 

Ciò per effetto della recente depenalizzazione [1] in base alla quale, per le omissioni contributive inferiori a diecimila euro annui, la condotta del datore di lavoro non è più sanzionabile con la pena della reclusione perché la legge non la considera più reato.

 

Una recente pronuncia della Cassazione [2] ha spiegato l’effetto della depenalizzazione sulle sentenze di condanna già pronunciate prima della sua entrata in vigore.

 

L’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali rientra tra le fattispecie recentemente depenalizzate. La depenalizzazione, in realtà, è solo parziale in quanto viene prevista una soglia di rilevanza penale (pari a diecimila euro) al di sotto della quale la condotta del datore configura un illecito amministrativo e al di sopra della quale, invece, resta la punibilità con la sanzione penale.

 

È comunque esclusa la punibilità, sia penale che amministrativa, quando il datore di lavoro provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione.

 

La Suprema Corte chiarisce che la depenalizzazione comporta “il venir meno dell’oggetto sostanziale del rapporto penale” e quindi la (parziale) inesistenza della precedente norma incriminatrice. Ciò comporta necessariamente, per il principio del favor rei, la revoca della sentenza di condanna che si basa su un reato ormai venuto meno e la conversione della pena detentiva in multa amministrativa.

 

Dunque, per effetto della depenalizzazione, il mancato versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni dei lavoratori:

 

– se superiore a diecimila euro annui: è reato punito con la sanzione penale della reclusione fino a tre anni congiunta alla multa fino a 1.032;

 

–se inferiore a diecimila euro annui: è illecito amministrativo punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 50.000 euro.

 

La trasformazione della pena detentiva in multa amministrativa riguarda anche le violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore della depenalizzazione (6 febbraio 2016), sempre che il procedimento penale non sia stato definito con sentenza o decreto divenuti irrevocabili.

 

Nel caso in cui i procedimenti siano stati definiti con sentenza di condanna o decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti (rimandando gli atti alla competente sede amministrativa).

 

Ai fatti commessi in passato non può essere applicata una sanzione amministrativa per un importo superiore al massimo della pena originariamente inflitta per il reato, tenuto conto del criterio di ragguaglio, pari a 250 euro o frazione di pena pecuniaria per ogni giorno di pena detentiva [3].


[1] D. Lgs. n. 8/2016.

[2] Cass. sent. n. 11376 del 17.3.2016.

[3] Art. 135 cod. penale.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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