ACTA: per il Garante Europeo viola la privacy
Angelo Greco

Angelo Greco

Formato all'università L.U.I.S.S. di Roma, attualmente esercita la professione di avvocato a Cosenza. Già collaboratore presso la Columbia University di New York e presso l'Università della Calabria, è altresì autore di numerose pubblicazioni. Blogger, ospite settimanale di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche, dirige il portale "La L

 
 

ACTA: per il Garante Europeo viola la privacy

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Il Garante Europeo per la Privacy (EDPS) ha appena diffuso un proprio parere aspramente critico nei confronti dell’ormai famigerato trattato internazionale antipirateria, meglio conosciuto come ACTA.

 

Secondo il Garante, infatti, l’Accordo anticontraffazione potrebbe comportare il monitoraggio dei comportamenti degli utenti sulla rete e delle loro comunicazioni elettroniche. “Si tratta – dice l’Autorità – di misure fortemente invasive sulla sfera privata degli individui (…), che potrebbero interferire con i loro diritti e libertà quali, tra gli altri, privacy, protezione dei dati personali e segretezza della corrispondenza”.

 

Un monito duro quindi o, meglio ancora, una tacita bocciatura. Che si aggiunge, peraltro, alle perplessità già sollevate, qualche settimana fa, dalla Commissione Europea. Quest’ultima, infatti, aveva ritenuto opportuno chiedere, alla Corte di Giustizia, un parere di legittimità sull’ACTA prima che il Parlamento passi alla sua approvazione (schedulata per il prossimo giugno).

 

Il Garante prosegue nella sua critica: “Eventuali forme di monitoraggio di massa dei comportamenti online degli utenti e/o delle loro comunicazioni elettroniche, poste in essere al fine di perseguire violazioni ai diritti di proprietà intellettuale su piccola scala e non a scopo commerciale potrebbero risultare sproporzionate ed in violazione dell’art. 8 della Convenzione dei diritti dell’uomo, degli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’unione europea e della direttiva sulla privacy”.

 

Non in ultimo, il Garante si mostra preoccupato per la procedura (necessaria alla identificazione degli utenti da parte degli ISP) per come disegnata dall’ACTA, procedura che viene affidata ad una non meglio specificata “Autorità competente”. Nella generica formulazione del trattato, detta autorità potrebbe anche essere un organo amministrativo, così sottraendo un campo, come quello della compressione dei diritti, che per natura e per diritto invece spetta alla magistratura.

 

In parole molto chiare, il Garante sta dicendo che gli strumenti utilizzati per realizzare la tutela del copyright non devono andare a spese dei diritti fondamentali degli individui e, in particolare, della privacy e della protezione dei dati personali.

 

Si preannuncia, dunque, un’estate assai rovente sul piano della tutela del copyright e delle libertà della rete.

 

 

 

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