Congedo per gli eletti negli enti locali, chi ne ha diritto?
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24 Apr 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Congedo per gli eletti negli enti locali, chi ne ha diritto?

Congedi e permessi per cariche pubbliche, elettive ed attività sociali: quali lavoratori ne hanno diritto, durata, trattamento.

 

La normativa italiana prevede una particolare tutela per i lavoratori dipendenti chiamati a ricoprire cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali.

Essi, difatti, hanno diritto:

 

– alla fruizione di un’aspettativa non retribuita per l’intera durata del mandato;

 

– in alternativa, a permessi retribuiti e non retribuiti, a seconda dell’Ente in cui si è eletti e della carica ricoperta. Vediamo insieme tutte le possibilità di assentarsi dal lavoro.

 

 

Permessi per i componenti dei consigli

I lavoratori facenti parte di consigli comunali, circoscrizionali (per città sopra 500.000 abitanti), provinciali, metropolitani, delle comunità montane e delle unioni di comuni, hanno diritto:

 

– a permessi retribuiti commisurati al tempo necessario per la partecipazione alla seduta del consiglio e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento;

 

– a permessi retribuiti sino alle ore 8 della giornata di lavoro successiva, se il consiglio si svolge in orario serale;

 

– a un’assenza retribuita per l’intera giornata successiva, se il consiglio si protrae oltre la mezzanotte;

 

– a un permesso non retribuito pari a 24 ore lavorative mensili, qualora risultino necessarie per l’espletamento del mandato.

 

 

Permesso retribuito per partecipare alle riunioni

Hanno invece diritto ad un permesso retribuito pari alle ore necessarie alla partecipazione alle riunioni (compreso il tempo per raggiungere il luogo della riunione e rientrare al posto di lavoro):

 

– i lavoratori membri di giunte comunali, provinciali, metropolitane, delle comunità montane, degli organi esecutivi dei consigli circoscrizionali, dei municipi, delle unioni di comuni e dei consorzi tra enti locali;

 

– i lavoratori facenti parte di commissioni consiliari o circoscrizionali formalmente istituite;

 

– i lavoratori facenti parte di commissioni comunali previste per legge;

 

– i lavoratori facenti parte di conferenze dei capigruppo e degli organismi di pari opportunità previsti dagli statuti e dai regolamenti consiliari.

 

 

Permessi retribuiti per i presidenti e i membri di organi esecutivi

I Presidenti dei consigli comunali, provinciali, circoscrizionali e dei gruppi consiliari delle province e dei comuni (con popolazione superiore a 15.000 abitanti) hanno diritto:

 

– a permessi retribuiti commisurati al tempo necessario per la partecipazione alla seduta del consiglio e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento;

 

– a permessi retribuiti sino alle ore 8 della giornata di lavoro successiva, se il consiglio si svolge in orario serale;

 

– a un’assenza retribuita per l’intera giornata successiva, se il consiglio si protrae oltre la mezzanotte;

 

– a un permesso retribuito pari alle ore necessarie alla partecipazione alle riunioni (compreso il tempo degli spostamenti da e per il luogo di lavoro);

 

– a un permesso retribuito pari a 24 ore lavorative al mese.

 

Gli stessi permessi spettano anche ai membri di organi esecutivi dei comuni, delle province, delle città metropolitane, delle unioni di comuni, delle comunità montane e dei consorzi tra enti locali.

 

 

Permessi retribuiti: rimborso

La retribuzione del dipendente eletto è a carico dell’Ente pubblico presso il quale è espletato il mandato. L’Ente, su richiesta del datore di lavoro, deve rimborsare quanto  anticipato da quest’ultimo per la retribuzione e la contribuzione delle ore o  delle giornate di effettiva assenza.

 

Aspettativa per cariche pubbliche elettive

Se il lavoratore opta per la richiesta di un periodo di aspettativa, questo è considerato come servizio effettivamente prestato, anche se non retribuito.

Inoltre, il dipendente ha diritto al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il cui onere è a carico dell’amministrazione comunale.

L’amministrazione è, per di più, tenuta a rimborsare al datore di lavoro la quota annua di TFR maturato: l’indennità, però, non è commisurata alla paga del lavoratore, ma all’indennità di carica. In particolare, la quota spettante è pari a 1/12 di tale indennità; il dipendente è comunque libero di integrare la quota residua.

I soggetti ai quali cui spettano tali trattamenti sono:

 

sindaci, presidenti di provincia, presidenti di comunità montane, presidenti di unioni di comuni e di consorzi tra enti locali;

assessori provinciali e assessori di comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti;

– presidenti dei consigli comunali, in comuni con più di 50.000 abitanti;

– presidenti dei consigli provinciali;

– presidenti dei consigli circoscrizionali nei casi di effettivo decentramento di funzioni;

– presidenti di aziende consortili.


 


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