Ammortamento: se perdi l’assegno cosa devi fare
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23 Mar 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Ammortamento: se perdi l’assegno cosa devi fare

In caso di smarrimento, distruzione e furto dell’assegno, se ne deve chiedere l’ammortamento: cos’è e come funziona.

 

L’ammortamento di assegni è la procedura volta a privare di validità verso terzi l’assegno in caso di smarrimento, distruzione o furto, assicurandone il pagamento al proprietario dello stesso.

 

In caso di smarrimento, sottrazione o distruzione di un assegno bancario o circolare si deve:

 

  • fare denuncia al trattario o all’istituto emittente;
  • fare denuncia all’autorità giudiziaria tramite Polizia e/o Carabinieri
  • fare richiesta di ammortamento indirizzata al Presidente del Tribunale del luogo dove il titolo è pagabile (salvo leggi speciali)

 

Qualora si tratti di assegno bancario, l’ammortamento può essere chiesto solo dal beneficiario dell’assegno (cioè da colui a favore del quale l’assegno è intestato); se si tratta di assegno circolare, l’ammortamento può essere chiesto sia dal beneficiario che dall’istituto emittente.

 

In caso di assegno bancario emesso con la clausola “non trasferibile” non è prevista alcuna procedura di ammortamento, ma il prenditore (persona a cui l’assegno deve essere pagato) ha diritto di ottenere, a proprie spese, un duplicato denunciando la perdita al trattario (colui che riceve l’ordine di pagare: la banca) e al traente (colui che sottoscrive l’assegno).

 

In caso di sottrazione, smarrimento o distruzione se ne può fare denuncia al trattario (banca) e chiedere l’ammortamento con ricorso al Tribunale del luogo in cui l’assegno bancario è pagabile o del luogo in cui il ricorrente ha il domicilio e, nel caso di assegno circolare, del luogo in cui vi sia uno stabilimento dell’istituto che ha emesso il titolo.

 

Il ricorrente deve menzionare, nel ricorso, i requisiti essenziali del titolo e, se si tratta di titoli in bianco, quelli sufficienti ad identificarlo.

 

Il Tribunale, svolti gli opportuni accertamenti sulla verità dei fatti e sul diritto del portatore, emette un decreto con cui pronuncia l’ammortamento e autorizza il pagamento dell’assegno trascorsi 15 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

 

Durante tale termine il ricorrente può esercitare tutti gli atti volti a conservare i suoi diritti e, se il titolo è scaduto o pagabile a vista, può esigere il pagamento dell’assegno mediante cauzione o chiedere il deposito giudiziario della somma.

 

Contro il decreto di ammortamento il detentore può proporre opposizione, notificandola al ricorrente, al trattario e al traente. Se l’opposizione non viene proposta o viene rigettata con sentenza definitiva, l’assegno bancario perde efficacia.

 

Su presentazione del decreto e di un certificato del cancelliere del Tribunale comprovante la non opposizione, o su presentazione della sentenza definitiva di rigetto (sentenza che non accoglie l’opposizione e contro la quale non è più possibile proporre impugnazione), chi ha ottenuto l’ammortamento può esigere il pagamento dell’assegno.


Autore immagine: 123rf com

 


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