Dopo quanto tempo decade la DIA?
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23 Mar 2016
 
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Dopo quanto tempo decade la DIA?

Necessario dar corso ai lavori entro un anno salvo la proroga apposita del titolo edilizio.

 

Non si può più utilizzare la DIA se i lavori non sono iniziati entro un anno dalla sua concessione o non si è, nel frattempo, chiesto all’amministrazione un’apposita proroga. Con una recente sentenza [1], il Tar Lombardia accoglie l’interpretazione più restrittiva e ammonisce i proprietari di immobili che intendono svolgere interventi: per ottenere una dilazione del termine è necessario presentare l’istanza al Comune in cui si rappresenti la forza maggiore che ha impedito l’inizio dei lavori in modo tempestivo; a sua volta l’ente locale deve emettere un provvedimento espresso con cui consenta la proroga degli interventi previsti dalla denuncia di inizio attività. Senza tale “trafila” non c’è modo di far resuscitare la DIA una volta che siano decorsi i 365 giorni.

 

 

Le due interpretazioni

Secondo una certa giurisprudenza la sussistenza di una causa di forza maggiore che non consente di dare tempestivo inizio ai lavori impedisce, già di per sé da sola, senza bisogno di ulteriori condizioni, la decadenza della DIA.

 

La sentenza in commento, invece, ritiene preferibile ritenere che, anche quando si sia in presenza di forza maggiore, l’interessato che voglia impedire la decadenza del titolo edilizio per il mancato tempestivo inizio dei lavori deve sempre proporre una richiesta di proroga dell’efficacia alla pubblica amministrazione, proroga che deve essere accordata con atto espresso dell’ente. Invero, l’atto di proroga [2] (a differenza dell’accertamento dell’intervenuta decadenza) è un atto soggetto alla discrezionalità dell’amministrazione e che, quindi, è tutt’altro che scontato; esso infatti presuppone l’accertamento delle gravi circostanze dedotte dal privato e la loro valutazione, da parte della P.A., in termini di evento “oggettivamente impeditivo” dell’avvio della edificazione.

 

 

Lavori preparatori irrilevanti

Non bastano a dimostrare la buona fede del cittadino i lavori preparatori all’intervento per il quale è previsto il titolo edilizio se, da un lato, non sono previste dalla denuncia presentata e, dall’altro, non risultano necessarie per costruire il manufatto oggetto di DIA.

 

 

La sola forza maggiore non basta

La sostanza della sentenza è dunque questa: per evitare la decadenza della DIA non basta che si verifichi la causa di forza maggiore, ma serve sempre un’istanza di proroga da parte del cittadino e la successiva autorizzazione da parte del Comune, un provvedimento cioè esplicito (diversamente da quanto capita con l’accertamento dell’intervenuta decadenza dalla possibilità di svolgere i lavori).


[1] Tar Lombardia, sent. n. 201/16.

[2] Previsto dall’art. 15, co. 2., d.P.R. n. 380/2001.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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