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Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2016

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Lo sai che? Spese scolastiche, che cosa posso detrarre nel 730?

> Lo sai che? Pubblicato il 24 marzo 2016

Detrazione delle spese di istruzione nella dichiarazione dei redditi: asili nido, scuole materne, elementari, medie, superiori, università, master e dottorati di ricerca.

A partire da luglio 2015 possono essere detratte dalle imposte non solo le rette degli asili nido e le spese per istruzione scolastica superiore, universitaria e post-universitaria, ma tutte le spese per la frequenza di istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Questo, in pratica, significa che possono essere detratte anche le rette per la frequenza della scuola dell’infanzia (scuola materna), della scuola primaria (elementari) e delle scuole secondarie di primo grado (scuole medie).

Vediamo, in questa breve guida, quali costi, nel dettaglio, possono essere scalati dalle tasse, e sino a quale limite.

 

Asili nido

In merito agli asili nido, il costo massimo che può essere considerato è di 632 euro annui per figlio: poiché la detrazione è pari al 19%, significa che possono essere tolti dalle tasse solo 120 euro. Il costo considerato è relativo alla retta per la frequenza dell’asilo, per l’iscrizione alla struttura e per la mensa: dunque anche tale spesa può essere sottratta dalle tasse, come chiarito da una recente circolare dell’Agenzia delle Entrate [1]. Il costo della mensa, comunque, concorre a formare il limite massimo di 632 euro.

Scuola dell’infanzia e primaria

Dal 2016, come abbiamo detto, sono detraibili anche le spese relative alla frequenza delle scuole dell’infanzia e primaria (scuola materna e scuola elementare): il costo massimo annuo sul quale deve essere applicata la detrazione al 19% è pari a 400 euro annui. Significa che, per ciascun figlio, possono essere detratti dalle tasse 76 euro. Anche in questo caso è detraibile, entro lo stesso tetto massimo, il costo della mensa.

Scuola secondaria superiore e inferiore

Gli stessi limiti valgono per la scuola secondaria inferiore e superiore; anche in questo caso, se esiste un servizio mensa, le spese possono esser detratte, nel limite di 400 euro, in concorrenza con le spese di frequenza e iscrizione.

Università

Non c’è un tetto massimo, invece, per la detrazione delle spese universitarie, anch’essa prevista nella misura del 19%: le rette relative alla frequenza di Istituti privati, però, non sono detraibili in misura superiore alle tasse pagate per la frequenza in un’università pubblica. Lo stesso vale per master, dottorati di ricerca e corsi di specializzazione.

Retta e mensa scolastica, dove indicare le spese

Le spese sostenute vanno indicate, all’interno del 730/2016,  nei righi da E8 a E12, con il codice 12 , mentre le sole spese universitarie vanno indicate col codice 13.

Retta e mensa scolastica: come vanno documentate

Le spese d’iscrizione, di frequenza e per la mensa devono essere opportunamente documentate ed esibite in caso di controlli.

I documenti idonei a dimostrare il pagamento  possono essere:

– le ricevute di bonifici bancari o postali;

– le ricevute di conti correnti o bollettini postali;

– i Mav relativi al servizio mensa;

– le attestazioni di pagamento rilasciate dall’istituto scolastico.

Si ritengono utili anche altri tipi di attestazione che dimostrino l’effettivo avvenuto pagamento.

note

[1] Circ. 3/E/2016.

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