L’uso di dare un bonus sullo stipendio diviene definitivo e obbligatorio
Lo sai che?
24 Mar 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

L’uso di dare un bonus sullo stipendio diviene definitivo e obbligatorio

Se il datore di lavoro ha costantemente versato, in favore del dipendente, un extra sulla busta paga a titolo di compenso o rimborso spese, resta per sempre vincolato a tale uso aziendale.

 

L’uso aziendale di versare, al dipendete, un extra sulla busta paga (per esempio, a titolo di gratifica, compenso, incentivo o di semplice rimborso spese) o alcuni beni in natura (per esempio l’alloggio) o di garantirgli uno scatto sulla carriera, quando è reiterato nel tempo, si “stabilizza” e quindi di diventa vincolante per il datore di lavoro, non potendolo più negare. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Secondo, infatti, quanto insegnano le Sezioni Unite [2], la reiterazione – costante e generalizzata – di un comportamento del datore di lavoro favorevole al dipendente integra gli estremi del cosiddetto uso aziendale, il quale acquista la stessa efficacia del contratto collettivo aziendale. Si pensi al caso dell’aumento dello stipendio che diventa parte integrante e obbligatoria delle successive buste paga.

 

 

Cos’è l’uso aziendale

L’uso aziendale consiste nella reiterazione costante e spontanea di un comportamento del datore di lavoro, tenuto nei confronti di tutti i dipendenti, quale può essere un trattamento economico o normativo più favorevole rispetto a quello previsto dai contratti (individuale e collettivo) [3].

Nella prassi gli usi consistono nella concessione di gratifiche, premi, indennità o attribuzioni a carattere previdenziale non obbligatorio.

 

Non scatta l’uso aziendale se il trattamento più favorevole al dipendente sia solo frutto di un errore del datore che, per sua ignoranza o non corretta interpretazione della legge o del contratto collettivo, lo ha ritenuto obbligatorio quando tale non era.

 

 

Quando si verifica un uso aziendale?

La giurisprudenza ha ritenuto sussistente l’uso aziendale in diversi casi, tra cui:

 

– corresponsione a favore di una determinata collettività di dipendenti di una prestazione in natura (per es. vitto e alloggio) che, se effettuata con continuità, è qualificabile come retribuzione dovuta quale corrispettivo della prestazione lavorativa        [4];

 

gratifica elargita, in occasione dei rendiconti annuali;

 

premio di anzianità (consistente in alcuni oggetti di valore) solo ai dipendenti che raggiungono una determinata anzianità;

 

gratifica di fine rapporto erogata ai dipendenti che cessano l’attività lavorativa per raggiunti limiti di età o di anzianità, e consistente in un importo pari alla retribuzione spettante nel periodo di preavviso contrattuale         [5];

 

premio di rendimento erogato annualmente dall’azienda, non previsto da norme applicabili [6].

 

 

Quando l’uso aziendale diventa obbligatorio?

L’uso aziendale deve essere generalizzato ed uguale verso tutti i dipendenti. Al limite può riguardare anche solo i dipendenti adibiti ad uno o più settori determinati dell’azienda o una sola categoria di prestatori

 

L’uso aziendale diventa obbligatorio per il datore solo nei confronti dei dipendenti già assunti nel momento in cui si è stabilizzato l’uso e non con quelli futuri.

 

Gli usi aziendali, anche se non formalizzati in atto scritto, possono derogare al contratto collettivo solo in quanto più favorevoli: ad esempio, è vincolante l’uso di corrispondere per vari anni una gratifica integrativa dell’indennità di anzianità.


[1] Cass. sent. n. 5768/2016.

[2] Cass. S.U. sent. n. 26107/2007, n. 8342/2010.

[3] Cass. sent. n. 1273/2012, n. 8342/2010.

[4] Cass. sent. n. 5119/1987.

[5] Cass. sent. n. 451/1985.

[6] Cass. sent. n. 3220/1988.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti