Pensione dipendenti pubblici, domanda almeno 6 mesi prima
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30 Mar 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Pensione dipendenti pubblici, domanda almeno 6 mesi prima

6 mesi di anticipo della domanda di pensione, addio al modello Pa04: le ultime novità nella procedura di pensionamento dei dipendenti pubblici.

 

Pensionarsi dall’oggi al domani non si può, quando si è dipendenti pubblici, ma è necessario  inviare la domanda di pensione all’Inps con un minimo di 6 mesi di anticipo. Le procedure per la liquidazione della pensione del personale delle pubbliche amministrazioni, difatti, già di per sé piuttosto lunghe, sono state recentemente modificate. In particolare, l’iter più lento e complesso riguarda i lavoratori iscritti alle Casse Pensioni della gestione pubblica diverse dallo Stato.

Vediamo, nel dettaglio, che cos’è cambiato e che cosa deve fare il dipendente pubblico prima di andare in pensione.

 

 

Domanda di pensione con 6 mesi di anticipo

Se l’iter per la pensione non è certamente celere per i lavoratori iscritti all’Inps, Gestione ex Inpdap, il cammino è ancora più lungo per i non iscritti alla Cassa Stato, che sono successivamente migrati nell’ex Inpdap.

L’Istituto, con una recente circolare [1], a questo proposito ha chiarito che le domande di pensione di tali lavoratori devono essere presentate con congruo anticipo, cioè almeno sei mesi prima rispetto alla data prevista per il collocamento a riposo.

Un simile anticipo è necessario per permettere alle amministrazioni/datori di lavoro il controllo integrale della posizione previdenziale.

 

 

Domanda di pensione: che cosa deve fare il lavoratore

Il lavoratore pubblico che vuole pensionarsi, secondo le nuove istruzioni dell’Inps deve:

 

– fare domanda di pensione all’Inps (tramite sito web, contact center o patronato) con almeno 6 mesi di anticipo rispetto alla data di uscita dal lavoro;

– inviare domanda di cessazione dal servizio alla propria amministrazione, secondo le scadenze e le modalità previste dall’Ente.

 

Si tratta dunque di due domande separate, l’una rivolta all’Istituto, l’altra all’ente datore di lavoro. Quest’ultimo è comunque tenuto a fornire al lavoratore ogni supporto e chiarimento per  rendere la procedura di pensionamento il meno complesso possibile.

 

 

Domanda di pensione: addio al modello PA04

L’amministrazione/datore di lavoro, ricevuta la copia della domanda di pensione, deve verificare la regolarità delle denunce contributive, tramite la funzione Inps “visualizzazione denunce contributive”.

L’ente, nel caso in cui emergano periodi di servizio o retribuzioni mancanti o incompleti, a causa di denunce contributive omesse, errate o non caricate, deve effettuare la correzione secondo le nuove istruzioni dell’Inps [2].

Ai fini della liquidazione della pensione, gli enti datori di lavoro degli iscritti alle Casse pensioni diverse dallo Stato non devono più trasmettere il modello PA04. Tale modello può essere inviato, sino al 30 aprile 2016, solo eccezionalmente, per finalità correttive.

 

 

Liquidazione della pensione

Secondo le nuove istruzioni, la liquidazione della pensione è effettuata solo secondo quanto risulta dalla posizione assicurativa sistemata e completa. Se integrazioni e correzioni non sono completate entro la data di liquidazione della pensione, l’Istituto liquida il trattamento previdenziale sulla base delle sole informazioni presenti.

È dunque importante inviare la domanda di pensione quanto prima, per evitare che il trattamento liquidato sia errato. Si tratta, è vero, di una liquidazione provvisoria, che viene ricalcolata in automatico non appena sono disponibili tutti i dati necessari: tuttavia, è comunque preferibile  che la situazione sia chiara sin dall’inizio, per evitare di trascinare i problemi nel tempo e di dover presentare ricorsi e domande di ricostituzione.


[1] Inps Circ. n. 54/2016.

[2] Inps, Par. 2 Circ. n. 12/2016.

 


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