Eredità: la successione in caso di morte in uno Stato dell’Europa
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25 Mar 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


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Eredità: la successione in caso di morte in uno Stato dell’Europa

La legge applicabile alle successioni che presentano elementi di internazionalità secondo la normativa comunitaria.

 

Come si regola la successione ereditaria di un soggetto che muore in uno stato europeo diverso da quello di origine? Ipotizziamo il caso del cittadino italiano Mario Rossi emigrato in Spagna e là deceduto: cosa succede se il defunto ha lasciato beni sia in Spagna che in Italia? E se gli eredi sono residenti in entrambi i paesi quale sarà la legge applicabile alla successione testamentaria del sig. Rossi? Le situazioni che si possono venire a creare sono molteplici, per tale ragione nel caso di successione testamentaria o legittima che presenti elementi di internazionalità, bisogna individuare il criterio che consente di applicare la legge di uno Stato membro rispetto all’altro.

 

 

Cosa prevede il diritto italiano?

In Italia i rapporti di diritto internazionale privato sono disciplinati da una legge interna [1]. Con riferimento alle successioni tale legge predilige il criterio della nazionalità ossia quella dello Stato di cui è cittadino il defunto: ciò significa che, nel caso del sig. Rossi la legge applicabile alla sua successione sarebbe stata quella italiana. Il condizionale è d’obbligo, perché questa situazione era prospettabile fino al 16 agosto 2015.

 

 

Cosa è cambiato dopo l’emanazione del Regolamento UE?

L’Unione Europea ha emanato un regolamento [2] che dispone una disciplina uniforme nei paesi membri per le successioni testamentarie o legittime che presentino caratteri di internazionalità. La nuova normativa è entrata in vigore il 17 agosto 2015 e disciplina le successioni aperte dopo tale data. Non hanno aderito alle nuove disposizioni Danimarca, Inghilterra ed Irlanda, che continueranno ad applicare le loro leggi interne.

Il principio ispiratore del legislatore europeo è da ravvisare nella rimozione degli ostacoli all’esercizio dei propri diritti per i cittadini di ogni stato membro alle prese con successioni con implicazioni transfrontaliere.

Il regolamento disciplina la legge applicabile alle successioni in luogo delle legislazioni interne. Il criterio per la scelta della legge è quello dello stato della residenza abituale al momento della morte.

 

 

Cos’è la residenza abituale?

La residenza abituale non coincide con la residenza anagrafica o con quella fiscale. Per stabilire quale sia il paese in cui il defunto avesse la residenza abituale bisognerà procedere ad una valutazione globale delle circostanze della vita del defunto. Occorrerà considerare dove egli avesse stabilito il proprio centro d’interessi sia familiari, sociali che economici ed avere riguardo alla durata, ragioni e regolarità del soggiorno in quel paese.

Quindi nel caso in cui il sig. Rossi sia emigrato in Spagna solo per lavoro, ma sia tornato regolarmente in Italia, perché qui aveva stabilito i propri rapporti familiari e patrimoniali, la sua successione verrà disciplinata dalla legge italiana.

In poche parole se il defunto, pur risiedendo abitualmente all’estero, ha mantenuto un particolare collegamento con il paese d’origine, in caso di successione testamentaria verrà applicata la legge di tale secondo paese.

 

Altra novità di rilievo introdotta dal regolamento è la possibilità della persona che fa testamento, di poter scegliere in vita quale sarà la legge applicabile alla propria successione testamentaria: si può optare per quella dello Stato di cui si ha la cittadinanza al momento della scelta o a quello della morte. Tale volontà dovrà avere la forma di una dichiarazione resa espressamente o desumibile dalle stesse clausole delle disposizioni testamentarie.

Cos’è il Certificato successorio europeo?

Il Regolamento introduce anche il Certificato successorio europeo che costituisce un’attestazione rilasciata dall’Autorità preposta con la quale eredi, legatari, esecutori testamentari, amministratori dell’eredità possono far valere i propri diritti in una successione che coinvolga uno stato membro dell’Unione. In Italia, con la legge di attuazione del regolamento europeo [3], è stato disposto che l’autorità competente al rilascio del certificato successorio europeo sia il notaio.


[1] L. 218 del 1995.

[2] Reg. UE n. 650 del 4-7-2012.

[3] L. 161 del 2014.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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