La prescrizione dei reati nel codice penale
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25 Mar 2016
 
L'autore
Antonio Ciotola
 


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La prescrizione dei reati nel codice penale

Significato e conseguenze di un istituto da sempre controverso: imputato colpevole o innocente?

 

 

Cosa significa che un reato si è prescritto?

Quante volte hai sentito dire che l’imputato di un processo è stato prosciolto per prescrizione senza capire bene di cosa si tratta? Quante volte ti sei chiesto cos’è e come funziona la prescrizione? Quante volte ti sei chiesto se l’imputato prosciolto per prescrizione sia colpevole o innocente? Leggi l’articolo e cercherò di spiegarti, in modo breve e semplice, cos’è la prescrizione e quali conseguenze ha la dichiarazione di prescrizione del reato nei confronti dell’imputato.

Cominciamo con il definire cos’è la prescrizione: la prescrizione è l’estinzione del reato per il decorso di un determinato periodo tempo [1]. In altre parole, per il solo fatto che sia passato il tempo massimo previsto dalla legge entro cui doveva essere emessa la sentenza definitiva, senza che questo sia avvenuto, è previsto che il reato si estingua, appunto, per prescrizione, senza nessuna conseguenza penale per l’imputato.

Al fine di evitare che una persona sia sottoposta a processo penale per un tempo indeterminabile e non definito, in buona sostanza, il legislatore ha previsto che la pretesa punitiva dello Stato debba essere esercitata entro specifici e definiti tempi, entro i quali l’imputato ha diritto di essere giudicato colpevole o innocente con sentenza definitiva.

 

 

Sospensione e interruzione della sospensione

Il codice penale prevede, al fine di allungare i tempi di prescrizione dei reati e di rendere possibile la celebrazione dei processi che altrimenti sarebbero, fatta eccezione per quelli con gravissime imputazioni, difficilmente celebrabili, che il corso della prescrizione possa essere sospeso [2] oppure interrotto [3].

La differenza tra la sospensione del corso della prescrizione e la sua interruzione, sta nel fatto che, venuta meno la causa della sospensione, la prescrizione continuerà a decorrere ripartendo dal giorno in cui è stata sospesa (es. sono decorsi già 2 anni dalla commissione del reato e si sta celebrando il processo quando interviene una causa di sospensione della prescrizione di 6 mesi, decorsi i quali, il calcolo del tempo necessario a prescrivere ripartirà dai 2 anni precedenti la sospensione già trascorsi).

La prescrizione interrotta, invece, inizia a decorrere da capo cioè, restando all’esempio che poco sopra si faceva, come se i 2 anni non fossero mai trascorsi. Chiaramente l’interruzione della prescrizione è sottoposta a dei limiti temporali massimi, poiché, altrimenti, azzerandosi il calcolo e dovendo il conteggio ripartire da capo al verificarsi di ogni atto interruttivo previsto dal codice penale [4], i reati sarebbero, di fatto, imprescrittibili.

 

 

Tutti i reati sono soggetti a prescrizione?

No. Il codice penale prevede che alcune tipologie di reati, di particolare ed eccezionale gravità (es. omicidio, associazione mafiosa ed altri) siano imprescrittibili nel senso che non possano estinguersi per il solo decorso del tempo dalla commissione del fatto-reato.

 

 

L’imputato prosciolto per prescrizione è colpevole o innocente?

Questa è la domanda alla quale, specie per le vicende giudiziarie che meritano agli onori della cronaca perché riguardano personaggi pubblici, molte persone, vorrebbero avere una risposta chiara e netta.

L’imputato prosciolto per prescrizione non è né colpevole né innocente. Mi spiego meglio. Il giudizio di “responsabilità penale” (condanna) o quello di “non responsabilità penale” (assoluzione) sono delle valutazioni di merito e di fatto, effettuate chiaramente sulla scorta delle regole processuali, che nella dichiarazione di prescrizione non vengono in rilievo perché sussiste una causa di estinzione del reato (appunto la prescrizione) che esonera il giudice dal formulare una valutazione del merito della causa.

Premettendo che, la prescrizione è sempre rinunciabile   (l’imputato che ritiene di dover essere assolto nel merito del processo, perché ritiene di non essere colpevole del reato che gli si contesta, può dichiarare di rinunciare alla prescrizione) va chiarito che è un errore in senso giuridico dire, come spesso la stampa generalista è portata a fare, che l’imputato è stato assolto per prescrizione.

Quando si parla di prescrizione del reato, infatti, significa soltanto che non è stato possibile, per una varietà di condizioni che possono verificarsi durante lo svolgimento del processo, emettere sentenza definitiva (di assoluzione o di condanna) nel tempo massimo previsto dalla legge.

 

 

Se il reato è prescritto che fine fa la richiesta danni della persona offesa?

La persona offesa è il titolare del bene giuridico protetto dalla norma che si assume violata. Non va confusa con il danneggiato dal reato anche se, quasi sempre, le due figure coincidono. L’esempio di scuola che viene fatto per spiegare la differenza tra persona offesa e danneggiato è quello dell’omicidio nel quale la persona offesa è “l’ucciso” mentre i danneggiati sono i suoi parenti.

A talune condizioni (emissione di sentenza di condanna di primo grado e costituzione di parte civile della persona offesa) la giurisprudenza ritiene che, anche in caso di dichiarazione di prescrizione, l’imputato debba risarcire il danno cagionato con la sua attività illecita.


[1] Art. 157 co 1 cod.pen. Prescrizione. Tempo necessario a prescrivere

“La prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria”.

[2] Art. 159 cod. pen.

[3] Art. 160 cod. Pen.

[4] Art. 161cod. pen. Effetti della sospensione e della interruzione.

 


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