Ritardo nella consegna del bancomat: diritto al risarcimento
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25 Mar 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Ritardo nella consegna del bancomat: diritto al risarcimento

Avendo smarrito il postamat, ho fatto richiesta di quello nuovo ma, dopo più di 3 mesi, non l’ho ancora ricevuto: ho diritto a un risarcimento?

 

È piuttosto frequente avere necessità di richiedere un nuovo bancomat, ad esempio a causa di smarrimento, smagnetizzazione o clonazione della propria carta. Il correntista, in tali casi, ha tutto l’interesse di ottenere, il prima possibile, il nuovo bancomat per evitare tutta una serie di disagi derivanti da questo stato di cose.

Se il ritardo nella consegna comincia ad assumere dimensioni importanti, per motivi di carattere organizzativo della banca o delle Poste (nel caso in cui si abbia il conto bancoposta), oppure per problematiche di spedizione, è possibile chiedere il risarcimento del danno.

 

Il risarcimento deve essere richiesto presentando ricorso all’Arbitro Bancario delle Controversie, un organo che consente di risolvere le problematiche con gli intermediari finanziari in modo veloce, economico, senza necessità dell’assistenza di un legale e senza dover ricorrere al tribunale.

 

 

Perché è possibile ottenere il risarcimento del danno

Il cliente che non può disporre del bancomat per un determinato periodo subisce degli oggettivi disagi:

 

– non può effettuare pagamenti con carta, né operazioni online, né operazioni allo sportello automatico;

– può prelevare denaro solo recandosi personalmente a uno sportello della banca;

– potrebbe essere costretto ad aprire un nuovo conto presso un’altra banca.

 

Nonostante tali disagi possano apparire generici, sono da considerarsi del tutto verosimili e, pertanto, meritevoli di risarcimento. A stabilirlo è lo stesso Arbitro Bancario delle Controversie [1].

Il bancomat è uno strumento di pagamento di uso corrente e privare il cliente della possibilità di servirsene per un periodo di tempo più o meno lungo in maniera del tutto ingiustificata determina il diritto al risarcimento del danno.

 

 

La procedura per ottenere il risarcimento

L’Arbitro Bancario delle Controversie è un organo che ha il potere di decidere sulle controversie relative ai rapporti tra cliente e banca, istituti di pagamento o Poste italiane. Le sue decisioni non sono vincolanti ma, nella maggior parte dei casi, gli intermediari finanziari le accettano. Qualora le decisioni dell’ABF non vengano rispettate, è necessario avviare una causa vera e propria in Tribunale.

 

Prima di rivolgersi all’ABF, è necessario inviare un reclamo scritto alla propria banca, che deve rispondere entro 30 giorni. In caso di mancata risposta, di mancato accoglimento del reclamo o di risposta comunque insoddisfacente, è possibile interpellare l’ABF.

 

Fare ricorso all’ABF costa 20 euro. In caso di accoglimento anche solo parziale del ricorso, tale somma deve essere rimborsata dall’intermediario finanziario al cliente.

È possibile proporre ricorso entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo. Oltre questo termine, è necessario presentare un nuovo reclamo, per far ripartire i termini utili alla presentazione del ricorso. Non è necessaria l’assistenza di un legale, ed è sufficiente compilare il modulo presente sul sito ABF. Ad esso bisogna allegare: la documentazione necessaria a provare e sostenere le proprie ragioni, copia del reclamo verso il proprio intermediario finanziario e copia della richiesta di un nuovo bancomat, e la ricevuta del versamento di 20 euro (necessario indicare in essa il codice fiscale o la partita iva del cliente), a titolo di contributo spese. Il versamento, con causale “Ricorso ABF”, può essere effettuato:

 

– con bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Banca d’Italia Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario” IBAN IT71M0100003205000000000904;

– sul conto corrente postale n. 98025661 intestato a “Banca d’Italia – Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario”;

– in contanti presso tutte le Filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico, tranne le unità specializzate nella vigilanza.

 

Il ricorso, compilato e sottoscritto, e gli allegati possono essere consegnati a mano, inviati per posta, via fax o con posta elettronica certificata (PEC) alla segreteria tecnica competente (l’ABF ha tre collegi: Milano, Roma, Napoli. Il collegio competente si stabilisce in base al domicilio indicato dal cliente nel ricorso), o a qualsiasi filiale della Banca d’Italia. Per contatti e indirizzi: www.arbitrobancariofinanziario.it.

 

Una copia del ricorso deve essere inviata anche all’intermediario finanziario. Se non provvede il cliente, lo fa l’ABF. Dal momento della ricezione del ricorso, la banca ha 45 giorni per far pervenire all’ABF i propri scritti difensivi. Dalla ricezioni di tali scritti difensivi, l’ABF ha 60 giorni per prendere una decisione, e quindi stabilire se accordare o meno il risarcimento danni richiesto dal cliente.


[1] ABF, decisione n. 745/13.

 


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