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Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2016

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Lo sai che? Canone Rai: con la seconda utenza elettrica, scatta l’addebito doppio

> Lo sai che? Pubblicato il 25 marzo 2016

Per non pagare due volte il canone Rai sulle bollette della luce bisogna per forza inviare l’autocertificazione.

Se in famiglia ci sono due o più case e due o più contratti della luce intestati a soggetti diversi, arriveranno altrettanti addebiti del canone Rai, salvo che l’interessato non invii l’autocertificazione diffusa ieri sera dall’Agenzia delle Entrate. È questo l’ultimo e paradossale capitolo relativo alla vicenda sul Canone Rai nella bolletta della luce.

In barba, infatti, a quanto è scritto nella legge di Stabilità e promesso dal Governo, secondo cui il Canone va addebitato solo sui contratti della luce relativi alla residenza principale, a sorpresa, con un colpo di mano, l’Agenzia delle Entrate ha letteralmente riscritto le regole, capovolgendole: il canone andrà a finire su tutti i contratti della luce, anche se intestati a più persone dello stesso nucleo familiare. C’è un solo modo per impedire il doppio addebito: l’intestatario deve spedire, in via telematica o con la raccomandata a.r., l’autocertificazione. Il che significa che, chi non lo farà o si dimenticherà di farlo (i tempi, peraltro, scadono tra meno di 60 giorni) pagherà due o più volte il canone pur dovendolo versare una volta sola.

In questo modo, in tutte le famiglie in cui due o più membri hanno intestato un contratto della luce (si pensi al caso tipico in cui marito e moglie siano titolari di un immobile a testa e ciascuno dei due abbia intestata la relativa utenza elettrica) bisognerà decidere chi deve pagare e chi, invece, dovrà inviare l’autocertificazione. Diversamente il canone sarà addebitato a tutti i titolari di un’utenza.

Quel che ha fatto l’Agenzia delle Entrate, andando a derogare la legge, è estremamente grave, essendosi accaparrata, di forza, un potere che spetta solo al Parlamento e al Governo. In pratica, con la circolare diffusa ieri, il fisco ha onerato ogni contribuente del compito che, invece, spettava all’Agenzia delle Entrate e alle società elettriche: coordinare, cioè, i dati sui nuclei familiari e le residenze in modo da addebitare il canone solo sulle abitazioni principali. No, non sarà nulla di ciò che era stato promesso e ogni italiano che abbia due o più utenze dovrà invece, ogni anno, inviare all’Agenzia delle Entrate (secondo le regole che abbiamo spiegato qui) l’autocertificazione.

Il punto è però che per il 2016 la scadenza è il 30 aprile: mandano meno di due mesi alla scadenza per l’invio. E di questo nessun italiano ne è a conoscenza.

Qui potrete trovare la circolare.

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Autore immagine: 123rf com

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10 Commenti

Vincenzo Casaburi

25 marzo 2016 alle 17:20

Mi dite perchè in questi artocoli NON leggo mai la data ?

Redazione
Redazione

25 marzo 2016 alle 17:21

Vincenzo, se guardi bene la data c’è. E’ proprio in evidenza, nel box celeste sotto la foto.

Claudio Marconi

26 marzo 2016 alle 10:40

ma l’autocertificazione vale anche per una stessa persona fisica che ha intestate 2 utenze elettriche: una per abitazione principale ed una come seconda casa? Grazie

Giovanni

26 marzo 2016 alle 10:52

Da quello che si legge nella circolare, la dichiarazione dev’essere inviata esclusivamente da chi è titolare di un’utenza elettrica per uso domestico RESIDENZIALE. Quindi per le seconde case, dove normalmente sulla bolletta risulta “uso domestico non residente”, non si dovrebbe inviare nulla e non dovrebbe essere addebitato nulla.

nicola vecchio

26 marzo 2016 alle 23:33

Saluti premesso che il canone lo pago io, come la mettiamo con il mio caso, moglie intestataria di prima/seconda casa ma utenza elettrica principale intestata al sottoscritto mentre la seconda casa (mare) alla moglie
che si fa’ quanti canoni pagheremo??? grazie a chi mi risponde

Giovanni Caputo

29 marzo 2016 alle 23:27

C’é da considerare una cosa: la circolare parla di utenza domestica RESIDENZIALE. Quindi, se in famiglia qualcuno ha più utenze elettriche RESIDENZIALI, vuol dire che ha fatto il furbo. Ha acquistato più appartamenti intestandone la residenza ad altri membri della famiglia in modo da risparmiare sull’IMU o su altre tassazioni. Sulla furbizia degli italiani non avete niente da dire?

Gabriele Artuso

30 marzo 2016 alle 11:06

Utilissimo articolo!! Grazie.
Ho solo una domanda: Nel caso in cui una persona singola è intestataria di più utenze elettriche su case differenti deve fare la dichiarazione o è previsto che venga addebitato ad una singola utenza?
Grazie fin d’ora per la risposta:

Rosario Vezzoso

31 marzo 2016 alle 16:13

Possibile che oltre a fornire testi legali non forniate il modello stampabile di autocertificazione per seconda casa intestata allo stesso intestatario del contratto di energia elettrica ed il modello per seconda casa intestata a coniuge di intestatario di contratto di energia elettrica e con lui convivente e residente? Ormai basta omettere un qualsiasi dato per non veder accogliere la richiesta dai competenti uffici.

giorgio pontuale

5 aprile 2016 alle 19:57

Non sono d’accordo con quanto affermato dall’autore dell’articolo, ovvero che occorre presentare autocertificazione anche per le utenze con contratti diversi dalla residenza principale. Alla prima riga della pagina dell’agenzia delle Entrate:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Canone+Rai/Casi+particolari+di+esonero+Rai/Contribuenti+con+utenza+elettrica+residenziale/

è scritto chiaramente che solo contribuenti titolari di un’utenza elettrica per uso domestico RESIDENZIALE possono inviare l’autocertificazione per l’esonero nei casi particolari.
Va da se che per una seconda casa, se nessuno ha la propria residenza, in genere si ha una utenza elettrica domestica NON RESIDENZIALE, e dunque non si è tenuti al pagamento del canone.
Questo concetto è ribadito anche nella prima riga della sezione FAQ dell’Agenzia:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Canone+Rai/Scheda+Faq/

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