CID: come funziona il modulo per incidenti stradali e come si compila
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28 Mar 2016
 
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CID: come funziona il modulo per incidenti stradali e come si compila

Il Cid, ossia il modulo di constatazione amichevole, l’efficacia nei confronti dell’assicurazione per ottenere il risarcimento del danno.

 

Il modulo CID, o anche detto modello di constatazione amichevole di incidente (CAI) è quel documento, rilasciato gratuitamente dalle assicurazioni ai propri assicurati o scaricabile online da questo link, la cui compilazione garantisce una corsia preferenziale nel risarcimento del danno: in esso, infatti, le parti bonariamente, descrivono la dinamica dell’incidente, indicando le relative responsabilità e le sezioni dell’auto danneggiate. Ecco perché, di norma, il CID deve essere firmato da entrambi i conducenti.

Tuttavia, l’assicurato, in caso di mancata collaborazione dell’altra parte, potrebbe comunque autonomamente compilare e firmare il CID, consegnandolo alla propria assicurazione. Con questa differenza:

 

– il CID sottoscritto da entrambi gli automobilisti li vincola a quanto indicato sul modulo, trattandosi di una sorta di confessione, ma non vincola l’assicurazione che ben potrebbe, ad esempio, dimostrare che la dinamica dell’incidente è stata differente (ciò al fine di evitare frodi alle assicurazioni, conseguenti ad eventuali accordi illeciti tra le parti);

 

– il CID sottoscritto da un solo automobilista non vincola l’altro o gli altri soggetti coinvolti nell’incidente, ma solo colui che lo sottoscrive.

 

 

Quando opera il CID

Il CID opera nel caso di incidente tra non più di due autoveicoli. Inoltre i danni devono essere riferiti solo a uno o ad entrambi gli automezzi e non alle persone o alle cose trasportate.

Nell’ipotesi, quindi, in cui ci dovessero essere feriti, andranno avvisate le autorità e gli operatori del pronto soccorso (118) per attestare le condizioni psicofisiche degli interessati.

 

 

Qual è il vantaggio del CID?

Il CID consente tempi certi del risarcimento del danno, in quanto l’assicurazione ha 60 giorni di tempo dalla consegna del modello per procedere a inviare, al danneggiato, un’offerta di risarcimento. I giorni diventano 30 se il CID è firmato da entrambe le parti.

 

Il modulo di «constatazione amichevole di incidente» rappresenta infatti lo strumento fondamentale per l’attivazione di quella procedura innovativa per il risarcimento dei danni materiali causati da un incidente stradale, conosciuta come “indennizzo diretto – C.I.D.”. È un accordo stipulato tra la quasi totalità delle imprese che esercitano l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, che consente a un danneggiato incolpevole (anche solo in parte) di ottenere il risarcimento direttamente dal proprio assicuratore: tanto a condizione che in un incidente verificatosi tra due veicoli assicurati presso imprese aderenti alla convenzione siano stati causati solo danni materiali di qualsiasi entità, che non vi siano danni alle persone, e che entrambi i conducenti abbiano compilato e firmato il modulo CID.

 

 

modulo cid come funziona

 

Come si compila il CID?

Nel caso di incidente stradale è sufficiente compilare un solo CID (quindi, non è necessario che ciascuno dei due automobilisti compili un proprio CID, differente da quello dell’altro). Ciascun modello è infatti composto, oltre all’originale, di 3 copie carbone. I quattro fogli così compilati (il primo in originale, gli altri tre in copia carbone) andranno così distribuiti: due copie vanno alle parti e altre due alle rispettive assicurazioni.

 

Il CID si compone di due sezioni principali colorate, una a sinistra (box A) e una destra (box B), ciascuna delle quali riguardati i due mezzi coinvolti nell’incidente. Possono ovviamente essere compilati dalla stessa persona purché firmati da ciascuno degli interessati.

 

In ognuno dei due box colorati bisogna indicare i dati anagrafici del titolare dell’assicurazione, il tipo di veicolo interessato dall’incidente, la compagnia di assicurazione, il conducente.

In corrispondenza del veicolo bisogna indicare con una croce il punto di contatto che ha determinato l’iniziale urto. Per cui se un’auto ha toccato l’altra sul parafanghi posteriore e poi è andata a slittare, graffiando la fiancata laterale, andrà messa la X solo sulla parte del portabagagli.

 

Nella colonna centrale bianca, invece, vengono indicate varie tipologie di manovre; bisognerà mettere una X sulla corrispondente casella a destra o sinistra, per riferirla a ciascuna delle due vetture.

 

Segue un riquadro a quadretti per fare uno schizzo della dinamica del sinistro e poi, infine, lo spazio per la firma dei due conducenti.

 

 

Che succede se l’altro conducente non vuol firmare il CID?

Nel caso in cui il conducente dell’altro veicolo non accetti di sottoscrivere anch’egli il modulo, si dovrà compilare integralmente il modulo stesso per la parte relativa al proprio veicolo (veicolo A), mentre per la parte relativa al veicolo della controparte (veicolo B) sarà sufficiente rispondere alla domanda n. 7 ed indicare al n. 8 la denominazione della Compagnia di assicurazione. Ove possibile rispondere anche alle altre domande.

 

 

Quale valore ha il CID?

Il CID firmato da entrambi i conducenti il valore di confessione e fa piena prova tra le parti (vincolandole a quanto ivi indicato); pertanto le dichiarazioni del danneggiato non possono essere revocate se non per errore di fatto o violenza.

 

Per la verità va tenuto presente che una parte della giurisprudenza di merito non ha adottato sempre questa rigorosa impostazione. Se, a esempio, nell’ipotesi di un sinistro stradale da cui derivi un’alterazione patologica che si manifesta soltanto qualche giorno dopo, il danneggiato ha indicato nel modulo che non vi sono lesioni, è poi possibile comunque provare il nesso causale tra il sinistro e la lesione subita riuscendo così a ottenere il ristoro del danno. C’è però una parte della magistratura che segue una impostazione molto rigida, non consentendo al danneggiato di fornire questa prova.

 

L’assicurazione non è vincolata a quanto dalle parti attestato sul CID, potendo anche non procedere al risarcimento qualora ritenga che i fatti rappresentati dalle parti non siano veri.

 

Anche il giudice non è vincolato a ritenere come “oro colato” quello che è scritto nel CID, potendo anch’egli considerare la dinamica del sinistro in modo differente rispetto alla rappresentazione fornita sul modulo.

Secondo la giurisprudenza, il modello Cid non è da solo in grado di dimostrare la dinamica dell’incidente stradale e le eventuali responsabilità ai fini del risarcimento dei danni, di veicoli non condotti dai proprietari. A maggior ragione se presenta delle incongruenze al suo interno o rispetto al ricorso giudiziale, non avendo efficacia nei confronti dell’assicuratore, che non lo ha firmato.

 

La consulenza tecnica d’ufficio (cosiddetta CTU) disposta dal giudice di merito può superare quanto dichiarato dalle parti nella constatazione amichevole di incidente firmata al momento del sinistro. Lo ha stabilito la Corte di cassazione

 

 

Incidente: la procedura per il risarcimento del danno dall’assicurazione

Il danneggiato deve inviare all’assicuratore del responsabile del sinistro la raccomandata contenente la richiesta di risarcimento del danno subìto e l’indicazione del luogo, dei giorni e delle ore in cui il mezzo danneggiato è a disposizione del perito della compagnia per l’accertamento del danno.

A tale proposito bisogna tenere presente che i giorni da indicare per permettere l’ispezione del perito non possono essere inferiori a otto, non festivi e successivi alla ricezione della raccomandata; le ore devono essere quelle lavorative.

 

Oltre che dal danneggiato la raccomandata può essere inviata anche dal suo agente, dal broker o da un suo legale di fiducia. Essa va indirizzata presso l’Ufficio incaricato della liquidazione dei sinistri nel luogo di domicilio del danneggiato o presso la sede sociale dell’assicuratore.

 

Alla raccomandata deve essere allegata la denuncia del sinistro compilata sul CID che è quello utilizzato anche per essere liquidati con il sistema della convenzione di indennizzo diretto.

 

Se il CID è sottoscritto da entrambi i conducenti, assume la denominazione di constatazione amichevole e, si presume, salvo prova contraria dell’assicuratore, che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze descritte nel modulo.

 

Entro 60 giorni dalla ricezione della raccomandata (o entro 30 giorni se il modulo CID è firmato da entrambi i conducenti) l’assicuratore deve comunicare al danneggiato la somma offerta per il risarcimento oppure indicare i motivi per i quali ritiene di non dover fare l’offerta. Una volta formulata l’offerta l’assicuratore è tenuto a inviare al danneggiato la somma sia che il danneggiato accetti sia che la rifiuti entro il termine di 15 giorni dalla ricezione dell’accettazione o del rifiuto.

 

Se il danneggiato non accetta né rifiuta, l’assicuratore é tenuto a inviare la somma entro 30 giorni dalla proposizione dell’offerta.


La sentenza

Cassazione civ., Sez. VI, 23 gennaio 2014, n. 1394

Nel giudizio instaurato ai sensi dell’art. 18, legge n. 990/1969, le dichiarazioni confessorie sono valutate alla stregua delle regole in materia probatoria solo se possono portare alla condanna del soggetto che le ha rese e non, quindi, le mere assunzioni di responsabilità o colpa contenute nel modulo di contestazione amichevole del sinistro sottoscritto dal responsabile del danno, che deve essere, invece, liberamente apprezzata dal giudice, in applicazione della regola sancita nell’art. 2733, comma 3 c.c., secondo cui, in caso di litisconsorzio necessario, la capacità probatoria della confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è affidata alla prudente valutazione del giudice.

 

Cassazione civ., Sez. Unite, 5 maggio 2006, n. 10311

La dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro (c.d. C.I.D.), resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, dovendo trovare applicazione la norma di cui all’art. 2733, terzo comma, c.c., secondo la quale, in caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei

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