Come fare l’inventario dell’eredità
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29 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Come fare l’inventario dell’eredità

Accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: cos’é l’inventario, come e quando si fa.

 

Chi vuole accettare l’eredità con beneficio di inventario, distinguendo cioè il patrimonio del defunto dal proprio in modo da rispondere di eventuali debiti del defunto soltanto con il patrimonio ereditato, deve redigere il cosiddetto inventario [1].

 

L’inventario è un elenco contenente la descrizione dei beni, crediti e debiti appartenenti alla persona deceduta (per esempio immobili, coni correnti, libretti postali, autovetture, pensioni ecc.); esso rappresenta quindi la situazione patrimoniale del defunto al momento della morte.

 

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario deve essere compiuta nei tre mesi dall’apertura della successione (corrispondente alla data della morte) se l’accettante è in possesso di beni ereditari.

 

Si tratta di un termine di decadenza, decorso il quale l’accettante perde la possibilità di accedere al beneficio e viene considerato erede puro e semplice con la conseguenza che dovrà farsi carico di tutti gli eventuali debiti del defunto (rispondendo anche con il proprio patrimonio).

 

Il termine di tre mesi non si applica all’erede che non è in possesso di beni appartenenti al defunto; in questo caso infatti l’accettazione con beneficio di inventario può essere fatta in qualsiasi momento, ma sempre nel termine di dieci anni dalla morte. L’inventario deve essere comunque compiuto entro tre mesi dalla data dell’accettazione.

 

Più precisamente occorre rispettare i seguenti termini:

 

a) Se il soggetto chiamato all’eredità è nel possesso di beni ereditari, l’inventario va fatto entro tre mesi dalla morte del defunto o dalla notizia della devoluta eredità. Una volta redatto l’inventario, se il chiamato all’eredità non ha ancora reso la dichiarazione di accettazione o di rinuncia dell’eredità, deve farla nei quaranta giorni successivi.

 

b) Se il soggetto chiamato all’eredità non è nel possesso di beni ereditari, si distinguono tre ipotesi

 

– se egli fa prima la dichiarazione di accettazione (entro dieci anni dalla morte), deve compiere l’inventario entro tre mesi dalla dichiarazione;

 

– se egli  fa prima l’inventario, deve poi fare la dichiarazione di accettazione o rinuncia dell’eredità nei quaranta giorni successivi (decorso tale termine, il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità);

 

– se è stato chiesto al giudice di fissare un termine giudiziale per l’accettazione [2] da parte del chiamato all’eredità, il chiamato deve fare l’inventario entro tale termine (prorogabile su istanza al Tribunale).

 

In ogni caso, se è impossibile concludere l’inventario entro il termine dei tre mesi, può essere concessa una proroga. Si pensi, per esempio, alle ipotesi in cui occorre accertare la proprietà di determinati beni oppure reperirli presso terzi. La richiesta motivata di proroga deve essere depositata in Tribunale prima della scadenza del termine.

 

L’inventario può essere richiesto dagli eredi, dai creditori, dall’esecutore testamentario e da coloro che possono vantare un diritto di successione. L’inventario è effettuato da un cancelliere del Tribunale o da un notaio (se richiesto dalle parti).

 

La domanda di inventario si presenta nella cancelleria della volontaria giurisdizione presso il Tribunale nel cui territorio era domiciliato il defunto. L’istanza deve contenere l’autocertificazione circa l’esistenza di chiamati alla successione che può supplire la dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

 

All’istanza occorre allegare:

 

– certificato di morte in carta semplice;

– copia conforme in bollo del testamento, se esistente.

 

I costi per l’istanza di inventario sono:

 

– € 98,00 di contributo unificato;

– € 27,00 di diritti forfettizzati di notifica;

– € 200,00  tassa di registrazione dell’inventario da effettuarsi con versamento bancario a mezzo modulo F23.


 


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Commenti
10 Ott 2016 Eleonora Battiato

Buongiorno,
cosa si intente quando si dice che “l’erede è in possesso dei beni”? Che ne è fruitore?

Inoltre, se l’erede vuole rinunciare all’eredità può falo pur avendo già pagato la quota di successione di successione?
La rinuncia all’eredità deve essere fatta entro un termine stabilito dalla data della dichiarazione di successione?

Vi ringrazio