Fondo di garanzia vittime della strada per veicolo sconosciuto: la prova
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28 Mar 2016
 
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Fondo di garanzia vittime della strada per veicolo sconosciuto: la prova

Incidente stradale per colpa di un pirata: la richiesta di risarcimento al Fondo di Garanzia va accompagnata dalle prove.

 

Nel caso di auto pirata, che dopo l’incidente sia scappata via, il danneggiato può sì ottenere il risarcimento rivolgendosi al Fondo di Garanzia Vittime della strada ma resta pur sempre necessaria, da parte sua, la prova delle modalità del sinistro. Tale prova può essere data anche mediante indizi, che comunque dovranno essere valutati complessivamente dall’assicurazione e, in caso di contenzioso, dal giudice. Lo ha chiarito la Cassazione in una recente sentenza [1].

 

Il risarcimento dal Fondo di Garanzia, in caso di sinistro provocato da auto sconosciuta, non spetta in via automatica, ossia a semplice richiesta, ma è indispensabile un preliminare vaglio delle prove addotte dal conducente. La semplice querela sporta contro “ignoti” così come non è strettamente necessaria per ottenere l’indennizzo, non è neanche sufficiente a dare la dimostrazione dell’esistenza del sinistro. Ciò che rileva è la complessiva valutazione dei fatti.

 

La giurisprudenza, in passato, ha anche precisato che al danneggiato si richiede un minimo di diligenza affinché identifichi, per quanto possibile, il pirata: per esempio, potrebbe essere richiesto di annotare il numero della targa se l’automobile si è avvicinata o, addirittura, fermata in un primo momento per poi ripartire subito; o ancora potrebbe essere sufficiente ricordare il modello dell’auto, la casa costruttrice e il colore. Il tutto salvo che, ovviamente, le condizioni del danneggiato, immediatamente dopo l’incidente, non ne abbiano determinato un disorientamento e/o uno stato di turbamento tale da non poter procedere, con i propri mezzi di fortuna, a memorizzare gli estremi del veicolo responsabile. Così, le prove potrebbero provenire anche da terzi testimoni che abbiano assistito al fatto, dalle strisciate delle ruote sulla strada, ecc.

 

Ricordiamo che il risarcimento per i sinistri provocati da veicolo non identificato vengono risarciti dal fondo solo se:

 

  • ci sono danni alle persone
  • in caso di danni al mezzo, solo dopo una franchigia di 500 euro.

 

La richiesta di risarcimento deve essere corredata di prova. In particolare, il danneggiato deve provare:

 

  • le modalità del sinistro e l’attribuibilità dello stesso alla condotta dolosa o colposa (esclusiva o concorrente) del conducente di altro veicolo;
  • che tale veicolo è rimasto sconosciuto.

 

È necessario comunque contemperare i contrapposti interessi della vittima, a cui, in considerazione della difficoltà del momento, non si può chiedere “un comportamento di complessa e onerosa attuazione avuto riguardo alle sue condizioni psicofisiche e alle circostanze del caso concreto”, e la necessità di evitare frodi assicurative.

Ecco perché la prova può consistere anche in mere “tracce ambientali” (le frenate) o “dichiarazioni orali” (i testimoni). Ciò che, insomma, non può mancare sono gli elementi che consentano al giudice di convincersi circa l’effettivo verificarsi del sinistro come descritto dal presunto danneggiato.

 

La denunzia può, rappresentare la prova che il danneggiato è tenuto a fornire. Ma essa non è un adempimento necessario. Per cui è possibile ottenere il risarcimento anche in assenza di querela contro ignoti. Allo stesso modo, l’assicurazione e il giudice possono ritenere la sola querela insufficiente qualora il quadro complessivo dimostri la scarsa attendibilità delle affermazioni del danneggiato.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 23 febbraio – 24 marzo 2016, n. 5892
Presidente Amendola – Relatore Tatangelo

Svolgimento del processo

Il giudizio trae origine da un sinistro stradale avvenuto in provincia di Napoli, sulla S.S. n. 268 del Vesuvio, il 12 novembre 2002, in conseguenza del quale N.S. riportò danni personali e materiali.
La danneggiata ha agito nei confronti delle Assicurazioni Generali S.p.A., quale Impresa Designata per la Regione Campania alla ge­stione del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, per ottene­re il risarcimento, assumendo che fosse rimasto sconosciuto il vei­colo responsabile dei sinistro, benché si trattasse di una autovettura recante apparenti insegne della Polizia che procedeva a sirene spie­gate.
La domanda è stata rigettata dal Tribunale di Napoli, con sentenza che la locale Corte di Appello ha confermato con integrazione della motivazione.
Ricorre la S., sulla base di unico articolato motivo. Resistono con controricorso le Assicurazioni Generali S.p.A..

Motivi della decisione

I.- Con l’unico motivo di ricorso si denunzia «violazione e falsa ap­plicazione degli arti. 111 della Costituzione, dell’art. 132 – comma secondo n. 4 – c.p. c. ai sensi dell’art. 360

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[1] Cass. sent. n. 5892/16 del 24.03.2016.

 

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