Assicurazione sulla vita: morte del beneficiario
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27 Mar 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Assicurazione sulla vita: morte del beneficiario

L’assicurazione sulla vita è un contratto stipulato al fine di elargire, in caso di morte dell’assicurato, un vantaggio economico al beneficiario, ma cosa accade se questi muore prima dell’assicurato stesso?

 

La legge stabilisce che il contratto di assicurazione può essere stipulato designando un terzo quale beneficiario della prestazione finale. Nel caso specifico dell’assicurazione ‘caso morte’ l’assicurato decide di destinare il capitale, indicato come prestazione, ad un terzo beneficiario, nel caso in cui questi venisse a mancare. Il nominativo del beneficiario viene esplicitamente indicato nella polizza stipulata, sempre e soltanto per iscritto.

 

L’assicurato ha facoltà di revocare o modificare il beneficiario in qualsiasi momento, utilizzando lo strumento della comunicazione formale, indirizzata all’assicuratore.

 

Se l’assicurato comunica per iscritto all’assicuratore di voler rinunciare al potere di revoca, o modifica, del beneficiario, tale designazione diventa irrevocabile e, in caso di accettazione da parte del beneficiario, di tale beneficio, l’assicurato non può revocare la designazione, né chiedere ad esempio il riscatto della polizza o un prestito, senza il consenso del beneficiario medesimo.

 

L’irrevocabilità decade soltanto in taluni casi:

  • se il beneficiario attenta alla vita dell’assicurato;
  • se il beneficiario ingiuria gravemente l’assicurato;
  • se il beneficiario provoca pregiudizio al patrimonio dell’assicurato;
  • se il beneficiario nega gli alimenti all’assicurato.

 

Il beneficiario pertanto, per effetto della designazione, acquista un diritto proprio e quindi può disporne liberamente.

 

Se il beneficiario muore prima dell’assicurato, la prestazione andrà a favore degli eredi legittimi.

 

In altre parole, la morte del beneficiario in un momento anteriore rispetto a quello dell’assicurato trasmette agli eredi del beneficiario medesimo i diritti derivanti dalla polizza sulla vita.

Se i beneficiari sono gli eredi legittimi, non indicati espressamente in polizza, questi vengono liquidati nella loro qualità e, in caso di più beneficiari, in mancanza di espressa volontà dell’assicurato, l’indennità viene divisa in parti uguali.

 

In caso di designazione irrevocabile di beneficiario, poiché riferita nominalmente ad un individuo, indicato espressamente all’interno della polizza quale destinatario finale, la stessa irrevocabilità non si trasmette agli eredi che saranno comunque beneficiari della prestazione, fatta salva ogni diversa decisione dello stipulante a mezzo di apposita clausola.

Nell’ipotesi di premorienza del beneficiario rispetto all’assicurato si potrebbe verificare anche la particolare circostanza che quest’ultimo, rientrando per vincolo di parentela nella sfera successoria, ne diventi l’erede.

 


[1] Art. 1920 codice civile.

[2] Art. 1412, comma 2, codice civile.

 


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