Risparmiatori truffati dalle banche, niente risarcimento immediato
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26 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Risparmiatori truffati dalle banche, niente risarcimento immediato

Stop al risarcimento immediato ai risparmiatori danneggiati dalle banche in crisi: necessario attendere l’arbitrato.

 

La UE dà una brusca frenata al risarcimento immediato dei risparmiatori danneggiati dalle banche in crisi. È stato infatti appena bocciato il piano per risarcire i consumatori che hanno perso i soldi investiti a causa del commissariamento di 4 banche: Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.

Renzi, a tal proposito, aveva progettato un fondo di salvataggio da 100 milioni di euro, che sarebbe servito a risarcire gli obbligazionisti, ma la messa in atto del piano è stata resa impossibile dal secco no arrivato dall’Unione Europea, il cui nulla osta è necessario.

Che cosa possono fare, adesso, i 10.599 risparmiatori coinvolti, che hanno perso, in totale, 329 milioni di euro?

 

 

Fallimento banche: arbitrato

L’unica procedura possibile, secondo l’Unione Europea, perché i risparmiatori possano “recuperare” qualcosa è l’arbitrato. La Banca d’Italia, a tal proposito, ha fatto sapere che sarà nominato un esperto indipendente, che avrà il compito di quantificare l’ammontare delle sofferenze cedute dalle 4 banche in crisi alla cosiddetta “bad bank”.

Il meccanismo della bad bank funziona in questo modo: la banca “si sdoppia” e fa confluire in una seconda società, la bad bank (banca cattiva) appunto, i crediti anomali, difficilmente esigibili, per “depurarsi dai titoli tossici”. La bad bank, da un lato, sopporta dunque tutti i rischi che conseguono alla gestione dei crediti “difficili”, ma dall’altro lato gode dei più alti rendimenti per la gestione di tali titoli.

Il problema, per il consumatore, deriva dall’alto rischio di questi investimenti: il rendimento è molto allettante, ma si può perdere l’intero capitale investito.

 

Ai fini del risarcimento dei consumatori, dunque, dovrà essere stabilito con arbitrato se sono stati rispettati gli obblighi d’informazione, diligenza, trasparenza e correttezza previsti dal TUF (testo unico finanziario) per gli investimenti finanziari.

La valutazione avverrà, con un lodo, da parte della camera arbitrale, che sarà istituita in ambito Anac (autorità nazionale anticorruzione), formata da 12 collegi (presieduti da un magistrato e con 4 membri con esperienza negli organi della Banca d’Italia e della Consob): ci sarà una “corsia preferenziale” per gli anziani ed i consumatori più esposti.

Per aderire all’arbitrato, però, si dovrà attendere un provvedimento che dovrà stabilire tempi e modalità dei risarcimenti: il decreto in merito era già allo studio dallo scorso gennaio, poi era stato bloccato con la promessa del fondo salva risparmiatori, a sua volta appena bloccato dalla UE. Ora al Governo non resta che ripercorrere la “vecchia via” e attivare gli arbitrati il prima possibile.

 

 

Ricorsi del Codacons

Il Codacons, la nota associazione di consumatori,  ha intanto reso noto che, per evitare la prescrizione dei risarcimenti, stanno per essere messe in atto le prime 20 cause-pilota: le cause sono finalizzate a ottenere il rimborso integrale delle obbligazioni azzerate dal Decreto salva-banche. Secondo l’associazione, difatti, tutte le promesse di risarcimento avrebbero il solo fine di far passare il lasso di tempo entro cui i ricorsi possono esser esperiti.

 

Inoltre lo stesso Codacons ha già presentato ricorso al Tar contro la Legge sul bail-in. La legge stabilisce che, in caso di crisi della banca, a salvarla non possa essere lo Stato, ma debbano essere, nell’ordine: gli azionisti, gli obbligazionisti con obbligazioni convertibili in azioni, con obbligazioni subordinate senza garanzia e con altra tipologia di obbligazioni non garantite; in ultimo, rischiano i correntisti con conti sopra i 100.000 euro, non coperti dal Fondo di Garanzia dei depositi.  Tale legge, in pratica, riflette quanto già accaduto nel caso dei risparmiatori “truffati”, che hanno salvato le 4 banche col valore delle loro obbligazioni. La decisione si conoscerà il prossimo 18 aprile.


 


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