La compensazione tra rimborsi fiscali e debiti con Equitalia
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28 Mar 2016
 
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La compensazione tra rimborsi fiscali e debiti con Equitalia

Il pagamento di crediti fiscali mediante compensazione con i debiti iscritti a ruolo ed eventualmente notificati con cartella di pagamento di Equitalia; la scelta più conveniente per il contribuente.

 

Se il contribuente è, nello stesso tempo, titolare di un credito fiscale nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (a titolo di rimborso) e anche debitore di somme verso Equitalia può compensare le due poste, ossia pagare il debito indicato nella cartella di pagamento rinunciando al rimborso. Spesso, la proposta di compensazione viene avanzata da Equitalia stessa e – senza dubbio – si presenta assai conveniente: difatti, nel caso in cui il contribuente rifiuti l’offerta, Equitalia può procedere comunque, in forma coattiva (e non prima di 80 giorni), a pignorare il credito del soggetto presso l’Agenzia delle Entrate (attraverso il cosiddetto pignoramento presso terzi). In questo modo essa consegue lo stesso risultato, peraltro con un ulteriore aggravio di oneri per il contribuente, dovuti a titolo di interessi e di spese per l’esecuzione forzata. Insomma, è proprio il caso di dire: «o con le buone, o con le cattive».

Per di più, c’è anche da dire che, ogni volta che il contribuente sia titolare di un rimborso fiscale, è la stessa Agenzia delle Entrate che, prima di procedere a erogargli tali somme, chiede a Equitalia se abbia crediti non riscossi nei confronti di tale soggetto: se così dovesse risultare, infatti, il pagamento viene sospeso in automatico. Vediamo, dunque, come si svolge tale procedura.

 

 

La procedura

La legge [1] consente al contribuente di compensare le somme che ha chiesto a rimborso con quelle da lui non pagate verso il fisco e che sono state, pertanto, iscritte a ruolo.

Tuttavia, ogni volta che l’Agenzia delle Entrate deve avviare un rimborso d’imposta, verifica innanzitutto se il beneficiario ha debiti con Equitalia, comunicando a quest’ultima una lista con l’elenco degli aventi diritto a rimborsi fiscali. Equitalia risponde nei successivi 12 giorni, indicando coloro che presentano iscrizioni a ruolo e coloro che, invece, sono “liberi” da debiti. Con riferimento solo a questi ultimi, l’Agenzia delle Entrate (nei successivi 30 giorni) mette a disposizione di Equitalia un importo pari alla somma iscritta a ruolo non riscossa oltre interessi e spese calcolate al novantesimo giorno successivo a tale data.

 

A questo punto, l’Agente notifica al contribuente una proposta di compensazione tra credito di imposta e debito iscritto a ruolo. Il contribuente può valutare se aderire o meno alla proposta di compensazione e se ritiene di aderirvi, deve comunicare l’accettazione a Equitalia, entro 60 giorni dalla notifica dell’invito (durante i quali maturano aggi e interessi), direttamente allo sportello dell’agente della riscossione, consegnando una copia del modello di richiesta di adesione, oppure inviandola tramite posta o fax (ai recapiti indicati nella comunicazione stessa) allegando la documentazione richiesta, tra cui un documento che ne attesti l’identità.

Equitalia deve rilasciare apposita quietanza e comunicare l’avvenuta compensazione all’Agenzia delle Entrate che provvede al rimborso dell’eventuale eccedenza.

 

In caso di mancata risposta entro il termine di 60 giorni (o di rifiuto espresso del contribuente) alla proposta di compensazione, Equitalia revoca l’eventuale sospensione delle azioni di recupero e intraprende le relative operazioni di riscossione.

 

La compensazione può riguardare, per legge, soltanto crediti relativi a imposte sui redditi, Iva, Irap e imposte d’atto, preventivamente chiesti a rimborso, mediante specifica istanza o con la compilazione delle rispettive dichiarazioni. Non si applica, invece, nel caso di crediti di imposta riportati a nuovo all’interno delle medesime dichiarazioni.

 

 

La compensazione conviene?

Prima di accettare la proposta di compensazione, il contribuente farà bene a verificare che l’Agenzia abbia effettivamente riconosciuto l’intero credito d’imposta cui ha diritto il contribuente o se, invece, gliene ha riconosciuto solo una parte. Nel primo caso, è sicuramente conveniente aderire alla proposta di compensazione al fine di “bloccare” l’eventuale pignoramento delle somme spettanti a rimborso. Nel secondo, invece, il contribuente – ben consigliato dal proprio commercialista – potrà invece decidere di pagare comunque Equitalia per evitare eventuali pignoramenti (il che lo potrà fare in un’unica soluzione o con un piano di dilazione) e, nello stesso tempo, procedere davanti al giudice, con un ricorso volto a impugnare il silenzio-rifiuto di rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate, dimostrando di aver diritto al rimborso fiscale per intero.


In pratica

La procedura in sintesi

 

L’Agenzia delle Entrate trasmette in via telematica ad Equitalia l’elenco dei titolari di rimborsi fiscali.

 

Equitalia verifica per ogni beneficiario la presenza di ruoli dovuti e non pagati (anche se non ancora notificati) di importo complessivo superiore a 1.500 euro, compresi i carichi affidati a Equitalia per accertamento esecutivo, formati dall’Agenzia delle Entrate e dalle altre agenzie fiscali e dagli enti previdenziali che hanno sottoscritto con le Entrate apposita convenzione.

 

In caso di esito positivo del riscontro, Equitalia verifica anche la presenza di ruoli dovuti e non pagati formati da altri soggetti.

 

Entro 12 giorni dal ricevimento dell’elenco, Equitalia trasmette all’Agenzia delle Entrate le informazioni necessarie a individuare i beneficiari dei rimborsi per i quali sono state riscontrate le suddette condizioni, fornendo anche le seguenti indicazioni:

– totale delle somme iscritte a ruolo a carico di ciascun beneficiario, non riscosse alla data del riscontro, e delle spese, degli accessori e degli interessi di mora, calcolato al novantesimo giorno successivo alla data del riscontro;

– codice ambito dell’agente o degli agenti della riscossione che hanno in carico i ruoli oggetto di segnalazione;

– data di notifica della cartella di pagamento.

 

Per le partite di ruolo notificate, Equitalia sospende le azioni di recupero ed avvia il procedimento di notificazione della proposta di compensazione.

 

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei diversi agenti della riscossione, entro 30 giorni dalla ricezione delle informazioni, un importo corrispondente a tali somme, nei limiti dell’importo complessivo dei rimborsi spettanti ai beneficiari.

[1] Art. 28 ter, Dpr 602/73, introdotto dal Dl 262/2006.

 

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Commenti
4 Ott 2016 savino loardi

sono creditore verso l’inps di contributi non dovuti e pagati a mezzo cartella esattoriale. Equitalia vede a terminale il flusso del credito ma non mi rimborsa perché l’Inps non le ha ancora inviato i soldi. Cosa si può fare? o cosa conviene fare? Solo aspettare?
Grazie