Debitore e creditore debbono comportarsi secondo le regole della correttezza
Giuseppe Calomino

Giuseppe Calomino

Avvocato presso il foro di Cosenza. Dal 1996 è iscritto all’Albo dei difensori davanti alle Magistrature superiori. Si occupa di diritto e procedura civile, ed in tale ambito del processo esecutivo. Dal 2007 è coordinatore didattico del Corso di Formazione Praticanti avvocato, presso la Fondazione Scuola Forense della Provincia di Cosenza.

 
 

Debitore e creditore debbono comportarsi secondo le regole della correttezza

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Tanto il debitore, quanto il creditore devono comportarsi, nei loro rapporti contrattuali, secondo “correttezza” [1].

 

Tale principio generale “richiama nella sfera del creditore la considerazione dell’interesse del debitore e nella sfera del debitore il giusto riguardo all’interesse del creditore”. Esso deve essere inteso in senso oggettivo ed enuncia un dovere di solidarietà sociale, fondato sull’art. 2 della Costituzione: ciascuna parte dovrebbe agire in modo da preservare gli interessi dell’altra, a prescindere da quanto espressamente stabilito da singole norme di legge.

 

In conseguenza, si ha abuso del diritto quando qualcuno, pur in assenza di divieti formali, eserciti il suo diritto con modalità non necessarie ed irrispettose del dovere di correttezza e di buona fede, causando uno sproporzionato ed ingiustificato sacrificio alla controparte.

 

Quindi, il creditore che abusa del suo diritto di credito potrà incorrere in responsabilità risarcitoria ed essere costretto a pagare eventuali danni causati al suo debitore qualora il suo comportamento esorbiti dal limite della ragionevole tutela dell’interesse del suo credito.

 

Esempio di ciò è il comportamento del creditore il quale, potendo chiedere l’adempimento forzato dell’intera obbligazione, frazioni – senza alcuna ragione evidente – la richiesta di pagamento in una pluralità di giudizi davanti a diversi giudici e per le singole parti.

 

Altro esempio è dato dalla omissione di un formale invito al debitore di pagare quanto dovuto prima di iniziare qualsiasi azione di recupero forzoso. Anche è abuso di diritto di credito il fatto che un creditore inizi un’azione esecutiva, ottenendo in tal modo il pagamento di somme ulteriori, piuttosto che sollecitare, o aspettare per un ragionevole lasso di tempo, l’adempimento spontaneo da parte del debitore.

 

Inoltre, ha ormai pacifica cittadinanza giuridica secondo la Suprema Corte di Cassazione il concetto di abuso processuale, cioè del diritto di difesa, fattispecie che si verifica ogni qual volta il processo sia utilizzato al fine di ottenere risultati eccedenti e devianti rispetto all’interesse sostanziale da tutelare.

 

 

 

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[1] Così recita l’art. 1175 del codice civile.

 

 

 

 

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