Eccessivo arretrato di lavoro: la busta paga può essere ridotta
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29 Mar 2016
 
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Redazione
 


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Eccessivo arretrato di lavoro: la busta paga può essere ridotta

Si può sospendere dal servizio e dalla retribuzione il dipendente che, con atteggiamento lavorativo superficiale e scarsa collaborazione, a fronte di un carico di lavoro normale, non ne adempie una parte consistente.

 

Attenti a lasciare troppo lavoro arretrato sulla scrivania: la sospensione e, nei casi più gravi di recidiva, il licenziamento potrebbero essere dietro l’angolo. Non importa, infatti, che siano le sei del pomeriggio e scocchi l’orario per rientrare a casa. Troppa intransigenza nel defilarsi dal lavoro deve essere controbilanciata dal massimo rigore e precisione nell’assolvimento delle proprie mansioni. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

La vicenda si riferisce a un postino che, al termine dell’orario di lavoro, tornava all’ufficio riportando indietro un quantitativo ingente di raccomandate e lettere ordinarie non consegnate ai destinatari, nonostante gli fosse stato affidato un carico di lavoro normale. La sanzione disciplinare comminatagli dal datore di lavoro è stata quella della sospensione di un giorno dal servizio e dalla retribuzione.

 

 

Il lavoratore non può essere superficiale

Il dipendente che svolga, durante le ore di lavoro, un modesto carico di compiti è colpevole di scarsa collaborazione e scarsa diligenza. L’atteggiamento è stigmatizzato dalla Suprema Corte come superficiale per via della scarsa diligenza mostrata nell’espletamento delle sue mansioni.

 

È pertanto da ritenersi congrua e proporzionata la sospensione dal servizio e dallo stipendio per il dipendente colpevole di inadempimento nel normale esercizio delle mansioni quotidiane (di portalettere, nel caso di specie).

 

Quanto all’onere della prova, spetta al dipendente fornire le giustificazioni dell’arretrato. Non spetta invece all’azienda dimostrare che la causa dello scarso rendimento sia dipesa dal colpevole inadempimento degli obblighi contrattuali del lavoratore.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 16 dicembre 2015 – 29 marzo 2016, n. 6052
Presidente Di Cerbo – Relatore Berrino

Svolgimento dei processo

Con sentenza dell’l/2 – 30/3/2011 la Corte d’appello di Milano ha rigettato l’impugnazione della società Poste Italiane s.p.a. avverso la sentenza dei giudice dei lavoro della stessa sede che le aveva respinto la domanda diretta all’accertamento della legittimità della sanzione disciplinare della sospensione di un giorno dai servizio e dalla retribuzione inflitta al dipendente O.S. con provvedimento del 2311212005 per avere il medesimo assunto un atteggiamento superficiale e di scarsa diligenza nell’espletamento delle mansioni di recapito postale, in conseguenza del fatto di aver riportato in ufficio 3 kg di corrispondenza ordinaria, 5 kg di stampe e n. 12 raccomandate per le quali aveva indicato come causale le ragione del “fuori orario” non prevista dall’azienda.
La Corte territoriale ha spiegato che la società postale non aveva provato che il fatto posto a fondamento della contestazione era dipeso da colpevole e negligente inadempimento degli obblighi contrattuali del lavoratore, in quanto non aveva indicato qual’era stato il quantitativo di posta preso in carico, in modo da consentire la

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[1] Cass. sent. n. 6052/2016 del 29.03.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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