Riclassamento dell’immobile nullo se non motivato
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29 Mar 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Riclassamento dell’immobile nullo se non motivato

L’avviso di accertamento con il quale viene riclassato l’immobile e accertata la maggiore rendita catastale deve essere adeguatamente motivato: tutte le ultime sentenze.

 

L’avviso di accertamento con il quale lAgenzia delle Entrate attribuisce una maggiore rendita catastale dell’immobile è illegittimo e quindi nullo se non adeguatamente motivato. È questo l’orientamento ormai sempre più diffuso tra i giudici di merito e di legittimità.

 

Il classamento consiste nell’attribuzione, come dice la parola stessa, di una “classe” all’unità immobiliare in modo da stabilirne il valore ai fini fiscali.

 

Le eventuali operazioni di riclassamento che il Fisco può svolgere d’ufficio o con la partecipazione dell’interessato devono essere motivate in quanto il contribuente proprietario dell’immobile ha diritto di sapere perché all’unità immobiliare (per es. un terreno) è stata attribuita una rendita catastale diversa e di conseguenza dovrà pagare imposte più elevate.

 

La motivazione di un provvedimento tributario non è necessaria solo quando quest’ultimo si basa su dati forniti dallo stesso contribuente nella propria dichiarazione o comunque definiti dalle parti. In tutti gli altri casi in cui il Fisco si discosti da quanto dichiarato dal contribuente ed effettui una diversa valutazione (per esempio appunto un nuovo classamento), la motivazione è indispensabile.

 

Essa costituisce la descrizione dettagliata e non sintetica delle ragioni giuridiche e di fatto sulla base delle quali viene emesso un nuovo provvedimento.   Solo la motivazione consente al contribuente di conoscere le ragioni del provvedimento e di esercitare eventualmente il proprio diritto di difesa tramite l’impugnazione dello stesso.

 

La Cassazione [1] ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate, qualora modifichi d’ufficio il classamento, deve avvisare il contribuente interessato e specificare se il mutamento è dovuto a:

 

trasformazioni specifiche subite dall’unità immobiliare: in questo caso devono essere indicate le trasformazioni edilizie che giustificano il riclassamento;

 

– una risistemazione dei parametri inerenti alla microzona in cui si colloca l’unità immobiliare: in questo caso l’Ufficio deve indicare al contribuente l’atto con il quale si è provveduto alla revisione di tali parametri a seguito di significative modifiche del contesto urbano.

 

Sono quindi bocciate le motivazioni assenti, sintetiche e schematiche.

 

Recentemente la Cassazione [2] e la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia [3] hanno precisato che la motivazione dell’avviso di accertamento della maggiore rendita catastale rileva dal punto di vista della validità sostanziale dell’atto e non solo formale; essa non ha infatti solo natura processuale determinante per consentire l’esercizio del diritto di difesa da parte del contribuente, ma costituisce un vero e proprio elemento essenziale della pretesa fiscale.

 

Difatti, per legge [4], l’amministrazione finanziaria è obbligata ad indicare i presupposti di fatto e di diritto che hanno determinato la decisione contenuta nell’atto. Da ciò si evince che la motivazione attiene alla sostanza e non alla forma dell’atto tributario e, pertanto, non è riconducibile ad una mera provocatio ad opponendum, ma integra un elemento essenziale dell’atto, sulla cui base va definito il tema decisorio e probatorio dell’eventuale successivo giudizio di impugnazione.

 

In particolare, la motivazione deve consentire il controllo interno e giurisdizionale dell’atto, al fine di valutare la correttezza dell’operato dell’amministrazione e di porre il contribuente nella condizione di conoscere la pretesa impositiva e al contempo di contestarla efficacemente anche dal punto di vista quantitativo.

 

Per la Commissione Tributaria di Roma [5], non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento che fa riferimento a un generico scostamento del valore dell’immobile o a non precisate opere edilizie eseguite.

 

L’avviso di accertamento, per garantire il diritto di difesa del contribuente, deve essere adeguatamente motivato e contenere l’indicazione:

 

– dei rapporti tra valore di mercato e catastale nella microzona di riferimento, qualora la modifica sia stata avviata su richiesta del Comune;

 

– delle trasformazioni edilizie;

 

– dei fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li rendono simili all’unità oggetto di riclassamento, quando l’atto sia conseguente a un aggiornamento o a un’incongruità rispetto ad altri immobili [6].


[1] Cass. sent. n. n. 27008/2013.

[2] Cass. sent. n. 20251/2015.

[3] CTR Lombardia sent. n. 762/67/2016.

[4] Art. 7 L. 212/2000.

[5] CTR Roma, sent. 1075/21/16.

[6] Cass. sent. n. 23247/2014.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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