Lavori socialmente utili, a chi spetta il nuovo assegno?
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30 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Lavori socialmente utili, a chi spetta il nuovo assegno?

Lavoratori socialmente utili: chi può beneficiare della tutela, quali prestazioni spettano, a quanto ammontano gli assegni.

 

I lavori socialmente utili (LSU) sono stati istituiti nel 1981 per offrire una tutela ai lavoratori sospesi dall’attività (in cassa integrazione straordinaria); negli anni, i lavori socialmente utili sono stati estesi anche ai lavoratori in mobilità, ai disoccupati da oltre 24 mesi, ai percettori di prestazioni previdenziali, agli inoccupati in cerca di prima occupazione ed ai disoccupati del settore edile.

Visto il boom degli impiegati nei lavori socialmente utili ed i notevoli costi a carico della collettività, dal 2000 in poi [1] si è deciso di bloccare i nuovi accessi a questo tipo di tutela e di stabilizzare chi era già stato inserito nei progetti di LSU.

Infine, dal 24 settembre 2015 [2], la vecchia normativa sui lavori socialmente utili è stata abrogata, ma è stata creata una sorta di “nuova disciplina LSU”: è stato infatti previsto che i titolari di trattamenti di integrazione salariale, in costanza di rapporto di lavoro, possano essere chiamati a svolgere attività di pubblica utilità nel territorio del comune di residenza.

Continua invece ad applicarsi la precedente normativa ai progetti approvati prima del 24 settembre 2015.

 

 

Nuovi LSU: utilizzatori

Possono avvalersi dei lavori di pubblica utilità tutte le amministrazioni dello Stato, previa convenzione con le Regioni o le Province autonome:

 

– istituti e scuole di ogni ordine e grado;

– istituzioni educative;

– istituzioni universitarie;

– aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;

– Regioni e Province;

– Comuni e loro consorzi e associazioni;

– Comunità montane;

– Istituti autonomi case popolari;

– Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;

– tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;

– amministrazioni, aziende ed enti i del Servizio sanitario nazionale;

– l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN).

 

L’Ente che sottoscrive la convenzione deve comunicare al Dipartimento della funzione pubblica ed alla Ragioneria generale dello Stato le informazioni sull’utilizzo dei lavoratori socialmente utili.

 

 

Nuovi LSU: soggetti utilizzabili

Possono essere utilizzati nei lavori socialmente utili i seguenti soggetti:

– titolari di trattamenti di integrazione salariale, come cassaintegrazione ordinaria e straordinaria, assegno ordinario, assegno di solidarietà; le attività svolte devono  permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite;

 

lavoratori disoccupati, con più di 60 anni, che non abbiano ancora maturato il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata.

 

L’utilizzazione dei lavoratori non consiste in un nuovo rapporto di lavoro e non deve incidere sullo svolgimento del rapporto in corso.

 

 

Assegno LSU

Per quanto concerne i percettori di trattamenti a sostegno del reddito, la prestazione per lavori socialmente utili consiste nel trattamento stesso di integrazione salariale: l’orario di lavoro è proporzionato al rapporto tra il trattamento e la retribuzione netta prevista per i dipendenti che svolgono attività analoghe presso il soggetto promotore dell’intervento.

Nel caso in cui siano utilizzati in lavori socialmente utili i lavoratori disoccupati over 60 non pensionati, essi hanno diritto a un assegno d’importo pari all’assegno sociale. Ricordiamo che l’assegno sociale è pari a 448,07 euro, ed è erogato, come la pensione, per 13 mensilità: pertanto, la sua misura annuale è pari a 5.842,91 euro.

 

L’attività svolta, in questo caso,  deve essere pari a 20 ore settimanali (nel caso in cui sia inferiore, l’importo dell’assegno può essere riproporzionato).

La prestazione per l’attività di LSU è a carico delle Regioni o delle Province autonome, ma è erogato dall’INPS previa certificazione delle presenze.

L’assegno è comunque corrisposto per le seguenti giornate di assenza:

 

malattia;

-infortunio o malattia professionale non coperti dall’Inail;

permessi Legge 104 per l’assistenza a familiari disabili;

– partecipazione ad assemblee sindacali.

 

L’assegno non è cumulabile con alcun trattamento pensionistico, anche a carico di gestioni diverse dall’Inps; tuttavia, l’interessato può scegliere l’assegno LSU in luogo della pensione d’invalidità ordinaria, se più conveniente.

Il trattamento per LSU è invece cumulabile:

 

– con la pensione e l’assegno d’invalidità civile;

– con la pensione privilegiata per infermità causata dal servizio di leva;

– con altra attività lavorativa retribuita (in quanto il sussidio stesso rappresenta il corrispettivo di un’attività di lavoro [3]).

 

L’assegno per lavori socialmente utili, dal punto di vista fiscale, è assimilato ai redditi di lavoro dipendente [4].

Sull’assegno spettano gli assegni al nucleo familiare.


[1] D.lgs. 81/2000.

[2] D.lgs. 150/2015.

[3] Cass. sent. 9344/2007.

[4] Art. 50, lett. l, DPR n. 917/1986.

 


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Commenti
9 Mag 2016 Roberto Della Porta

Sono disoccupato da circa 10 mesi, ho 62 anni e percepisco una pensione integrativa da un ente privato di 245 euro mensili; cosa devo fare per essere iscritto a lavoratore socialmente utile?grazie

 
11 Mag 2016 domenico burel

sono disoccupato dal 01/07/2014, ho 65 anni, non percepisco nessun reddito, mia moglie ha la pensione di 559 euro, abito a milano, cosa devo fare per essere iscritto a lavoratore socialmente utile, perdo i diritti dell’ eventuale APE se approvata dal governo? perdo anche l’ esenzione ticket?. grazie