Se il cane morde chi gli tira la coda chi risarcisce?
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30 Mar 2016
 
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Se il cane morde chi gli tira la coda chi risarcisce?

Responsabilità del padrone per animali in custodia: non si può parlare di caso fortuito anche se il cane viene stuzzicato da bambini che ci giocano in modo imprudente.

 

Rischia grosso in termini economici il padrone del cane che lo lascia senza guinzaglio o museruola, alla mercé dei bambini che ci giocano senza protezioni. Se, infatti, l’animale addenta qualcuno, sferrandogli un morso, a risarcire è sempre il proprietario o chi, in quel preciso momento, lo ha in custodia (perché affidatogli provvisoriamente dal padrone). E ciò vale anche se il cane ha solo una reazione istintiva e prevedibile al gesto sconsiderato del giovane che gli tira la coda o vi sale in groppa per cavalcarlo (l’episodio è avvenuto con un maremmano). È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Ad essa si è aggiunta, peraltro, una decisione del Tribunale di Vicenza [2] che sposa il medesimo orientamento.

 

Dei danni a cose o a terzi provocati dal cane risponde sempre il proprietario o chi ne è custode anche per un brevissimo lasso di tempo: egli deve prestare la massima attenzione e prudenza nella gestione dell’animale, cercando di prevedere le sue possibili reazioni. Per esempio, lasciare un cane in mano ai bambini, perché ci giochino, specie se di grossa taglia, è una condotta azzardata che lascia spazio a un ampio margine di rischio: il padrone deve essere in grado di prevedere il fatto che i ragazzini – proprio per la loro giovane età ed inesperienza – possano porre qualche condotta negligente come lo stuzzicare l’animale tirandogli la coda, toccandogli il muso, accarezzandolo contropelo o tentando di salirci di sopra. Tutte condotte che possono portare il cane a una reazione improvvisa e violenza, ma comunque prevedibile, così come prevedibile è il fatto che i bambini non sappiano come rapportarsi con l’animale e non immaginino minimamente quale fonte di pericolo possa essere il loro scherzo. Dunque, in questo caso, non ci si può aggrappare al caso fortuito, ossia al comportamento anomalo, istintivo e inevitabile del cane. Il risarcimento del danno è inevitabile.

 

Nel caso in cui il cane aggredisca qualcuno all’interno del cortile, il proprietario risponde dei danni provocati dal morso dell’animale se non dimostra che l’evento si sia verificato in maniera del tutto imprevedibile o a causa di un evento inevitabile e assolutamente eccezionale. Non basta, invece, per l’esonero dalla responsabilità la presenza del cartello “attenti al cane”.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 9 febbraio – 29 marzo 2016, n.12690
Presidente Bianchi – Relatore Cappello

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza del 07/05/2015, il Tribunale di Trani in composizione monocratica ed in funzione di giudice d’appello, ha confermato la sentenza del Giudice di Pace di Ruvo di Puglia, appellata dall’imputato C.G., con la quale il predetto era stato condannato per il reato di cui agli artt. 113, 590 cod. pen. perché, avendo la temporanea disponibilità dei cane di razza “Terranova Maremmano” di proprietà della figlia, per colpa consistita in imprudenza e negligenza, cagionava al minore D.C.S. lesioni personali giudicate guaribili in gg. 30 con ulteriore periodo di gg. 20 di incapacità ad attendere alle ordinarie occupazioni, non adottando, in particolare, le cautele necessarie alla custodia dei cane, di grossa taglia, trascurando ogni vigilanza su di esso, consentendo che lo stesso entrasse in contatto senza museruola con minorenni, tra cui la p.o.
2. Quel giudice, in particolare, ha disatteso la tesi difensiva articolata con i motivi dei gravame, secondo cui l’evento si sarebbe verificato a causa della condotta della p.o. che avrebbe interrotto ogni collegamento eziologico con quella contestata all’imputato, essendo rimasto

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[1] Cass. sent. n. 12690/16 del 29.03.2016

[2] Trib. Vicenza, sent. n. 2414 del 14.12.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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