Voucher lavoro accessorio: può essere usato nella pubblica amministrazione?
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31 Mar 2016
 
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Noemi Secci
 


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Voucher lavoro accessorio: può essere usato nella pubblica amministrazione?

Buoni lavoro ed utilizzo per prestazioni presso le Pubbliche amministrazioni: quando è possibile?

 

I cosiddetti buoni lavoro, o voucher per lavoro occasionale accessorio, sono diventati uno strumento di utilizzo sempre più diffuso, dato che consentono di coprire tutte quelle prestazioni in precedenza escluse da ogni tutela.

Al fine di incentivare il ricorso al lavoro accessorio, il decreto di riordino dei contratti [1] ha abolito i limiti che riguardavano i lavoratori aventi accesso ai buoni lavoro (ad esempio, pensionati, studenti, disoccupati…) ed i settori di attività.

Ma i ticket possono anche essere utilizzati per lavorare presso un ente pubblico, come il Comune?

 

 

Voucher nelle Pubbliche amministrazioni

I buoni lavoro possono essere utilizzati anche per le prestazioni da rendere presso le pubbliche amministrazioni: lo ha confermato il Consiglio di Stato con una recente sentenza [2], nella quale ha ribadito la piena legittimità del pagamento tramite voucher dei lavoratori che prestano occasionalmente la propria attività all’interno di un ente pubblico.

Gli unici limiti nella percezione di compensi tramite buoni lavoro, che sono validi per la generalità dei lavoratori e dei settori, P.A. compresa, sono:

 

– un reddito complessivo pari a 7.000 euro netti annui derivante dai voucher, per il singolo lavoratore;

– un reddito non superiore a 2000 euro netti annui erogati dal singolo committente, se questo è un professionista o un’impresa.

 

Resta inoltre valido il limite di 3000 euro netti annui per i lavoratori che percepiscono Naspi, mobilità, cassa integrazione ed altri strumenti a sostegno del reddito assimilabili, anche se il committente è una pubblica amministrazione. A tal fine è comunque necessario precisare che il tetto dei 3000 euro non rappresenta un limite assoluto, ma rappresenta il limite di piena cumulabilità dei voucher con i sussidi a sostegno del reddito: al di sopra di tale cifra, l’indennità è difatti ridotta dell’80% del compenso erogato con voucher e deve essere effettuata un’apposita comunicazione all’Inps.

 

 

Abusi nell’utilizzo dei voucher

Nonostante il pagamento tramite voucher sia incoraggiato per prevenire il lavoro nero, da recenti indagini ministeriali è emerso che lo strumento dei buoni dia luogo ad abusi.

Proprio per questo il Ministero ha annunciato che saranno presto utilizzate nuove procedure telematiche preventive per comunicare in modo esatto lo svolgimento della prestazione, con la precisa indicazione di data, luogo ed orario.

Questo, per evitare che il committente comunichi solo l’intenzione di utilizzare i voucher, ma poi li attivi esclusivamente al momento del passaggio degli ispettori, come spesso avviene.

A breve saranno dunque definite le modalità operative per la nuova comunicazione preventiva di attivazione dei buoni lavoro. Per approfondimenti sull’attuale procedura, si veda:  Voucher Inps lavoro accessorio, come acquistare e attivare i buoni.


[1] D.lgs 81/2015.

[2] Cons. di Stato., sent. n. 1034/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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