Mantenimento: se l’ex ha una relazione con un nuovo compagno/a
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31 Mar 2016
 
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Mantenimento: se l’ex ha una relazione con un nuovo compagno/a

L’esistenza di una nuova relazione sentimentale non esclude il pagamento dell’assegno di mantenimento a meno che il partner non sia andato a vivere con l’ex coniuge.

 

Affinché si possa interrompere il pagamento dell’assegno di mantenimento nei confronti dell’ex coniuge non è sufficiente che quest’ultimo abbia intrapreso una relazione stabile con un nuovo partner, ma è necessario anche che i due abbiano iniziato a convivere stabilmente, tanto da assumere i connotati di una famiglia di fatto. A chiarirlo è il Tribunale di l’Aquila con una recente sentenza [1].

 

In materia di separazione e divorzi, un orientamento giurisprudenziale recente, ma già stabile, ha precisato che l’assegno di mantenimento o quello divorzile sono dovuti finché l’ex coniuge non abbia avviato una nuova convivenza con un’altra persona. Tale convivenza, però, deve essere caratterizzata da una “comunanza di interessi anche di natura economica” (per esempio, il provvedere al reciproco mantenimento e cura, ecc.): solo questa, infatti, può incidere e modificare le eventuali condizioni di difficoltà economica del coniuge che riceve l’assegno dall’ex. Insomma, è proprio l’esistenza di un nuovo partner che si prende cura stabile del soggetto “mantenuto” a far sì che quest’ultimo perda l’assegno di mantenimento da parte del primo coniuge. Ecco perché una semplice relazione sentimentale, anche se accompagnata da una saltuaria convivenza, non può avere effetti sul versamento del mantenimento e non può comportarne la revoca. La convivenza, al contrario, deve essere stabile, continua e regolare, tale da dar vita a una vera e propria famiglia di fatto, non necessariamente basata sul matrimonio.

 

Secondo un diffuso orientamento giurisprudenziale, infatti, tale convivenza (detta dai giuristi “more uxorio”) assume le fattezze della famiglia di fatto solo se è connotata “dalla libera e stabile condivisione di valori e modelli di vita – per i quali viene meno – ogni plausibile connessione con il tenore e il modello di vita economici caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, e ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile fondato sulla conservazione di esso”.

 

 

Nuovo matrimonio dell’ex coniuge

Se lo stop al mantenimento è valido nel caso di nuova relazione (purché dotata degli elementi appena indicati) ciò è a maggior ragione valevole nel caso di nuovo matrimonio. Infatti, qualora il coniuge a cui deve essere pagato l’assegno di divorzio si risposi cessa l’obbligo dell’altro di pagare l’assegno.

L’ex coniuge titolare dell’assegno, con il matrimonio, acquisisce infatti i diritti derivanti dal suo nuovo stato giuridico e non c’è ragione perché permanga una tutela in suo favore correlata ad un rapporto ormai estinto.

 

I presupposti per il riconoscimento dell’assegno di divorzio vengono a cadere in virtù del rapporto di coniugio che impone al nuovo partner il rispetto delle disposizioni di legge circa i diritti e i doveri reciproci dei coniugi ed assicura reciprocamente ogni tutela di legge agli sposi.

In questo caso il coniuge interessato deve comunque promuovere il procedimento di revoca dell’assegno.


La sentenza

Tribunale di L’Aquila – Sezione civile – Sentenza 23 luglio 2015 n. 682

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Tribunale ordinario di l’aquila

Il Tribunale, in persona dei giudici

Dott. Ciro Riviezzo – Presidente

Dott. Carla Ciofani – Giudice

Dott. Mario Cervellino – Giudice

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 1495/2013 promossa da:

GI.AN. (C.F. (…)), con il patrocinio dell’avv. RA.AN.MA. (…), elettivamente domiciliato in presso il difensore avv. AN.MA.RA. in VIA (…) L’AQUILA

ATTORE/I contro

MA.AD. (C.F. …), con il patrocinio dell’avv. CA.MA.LU., elettivamente domiciliato in C/O AVV. VE.VA.PA. (AQ)

CONVENUTO

PM INTERVENIENTE EX LEGE

CONCLUSIONI

Le parti hanno concluso come da verbale d’udienza di precisazione delle conclusioni.

Fatto e diritto

Con atto depositato in data 16/7/2013 GI.AN. chiedeva dichiararsi

la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto con MA.AD. in data 30 settembre 1978.

Esponeva che sussistevano le condizioni per

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[1] Trib. L’Aquila, sent. n. 682 del 23.07.2015.

 

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